Asocial network (a.k.a fatti 'sto meme -bleah)
Io non lo so se la gente abbia davvero voglia di parlare e quindi in qualche misura di scrivere, e se nel farlo abbia in effetti qualche valido argomento e se sia suo diritto non aver proprio nulla nella testa fuorché l'aria compressa e comunque scalare le classifiche (oggi) o scirvere libri (ieri), mi ci metto per primo. Nel mio piccolo credo che nessuno faccia male a nessuno nel momento in cui sta a casa propria e dismette i panni di maître à penser, anche io ho il diritto di non leggere e me ne riapprorio. Non ricordo quante volte l'ho consigliato nei commenti di questo stesso blog, non vi vengo a bussare a casa.
Resto comunque perplesso dalla qualità che gira. Che siano trattati o vignette. Ed in secondo luogo, capendo quanto non capisco, ho deciso di mollare l'osso sui social network, credo che siano un pacco. Ma non perché non funzionino o perché non abbiano futuro, tutt'altro. Il futuro l'avranno eccome e grazie a dio scopriremo altre cose meravigliose, ma è il fardello che si portano dietro che mi spaventa. La masnada orrenda di cafonaggine e diritto vuoto, purché diritto sia. Il diritto di sapere cosa faccio, ora, adesso, a cosa lavoro, quanto ci lavoro, dove lavoro, la mia foto, quante foto? Hai solo una foto? Ho fatto partire una nuova community, tu ci sei? No, non ancora; non "no non ci sarò", è "non ancora". Arriverà mai un momento in cui internet si farà un po' i cazzi suoi? Ma soprattutto che fine ha fatto SecondLife?
Get out, get a real one.
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