Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

È anche una questione di fiducia

Non finisce la mia luna di miele con Monti, anzi sono sempre più convinto che lo vorrei non per sempre ma per tanto. Sta facendo del bene alla nazione e a me? Non saprei dire con vera certezza, e non pretendo che lo si capisca in cinque mesi. Quello che ho compreso è che ci sono certe cose che hanno bisogno di incubazioni più lunghe dei miei bisogni e per questo motivo siamo qui a parlare non di programmi, non di “dovrebbe“, né di “potrebbe” ma di fiducia.

Ho fiducia in quell'uomo? Sì, ne ho.

Il perché è perché è riuscito a scartare di diverse lunghezze i validissimi professionisti della politica. Quelli che ho ascoltato per circa vent'anni, cioè un po' più di un terzo della mia vita, cioè quasi il 100% della mia vita in cui ho una coscienza civile e politica. Io ragiono sull'uomo, non su un concetto; quell'uomo mi ispira fiducia. Per quanto ha fatto prima, per quel che sta facendo adesso e soprattutto per i modi in cui lo sta facendo. Per me, Simone, i toni e se vogliamo anche gli aspetti magari un po' cerimoniali in cui si mettono in pratica le parole (o si mettono a mio consumo le parole) sono incredibilmente importanti. Mi danno una mano a capire con chi sto avendo a che fare, come comportarmi a mia volta. Se prendere sul serio quello che ascolto oppure no. La politica in questi lunghi anni ha preteso che i paradigmi primi delle relazioni fra gli esseri umani cedessero il passo per "ragioni altre", più alte?, perché sì. No, mi dico e vi dico in modo piuttosto tatcheriano, no, no.

Voglio un uomo e una donna che mi guardino negli occhi e mi diano l'impressione di conoscere ciò di cui stanno parlando, che implicitamente mi promettano di impegnarsi e che con me sappiano condividere la complessità della relazione umana che intercorre all'interno di una società. Io sono un soggetto più complesso dei profili retorici che sino ad oggi ho ascoltato, e se quei profili retorici siano sopra o sotto o di traverso al mio livello di comprensione io non lo so e non desidero saperlo; ciò che riconosco è che oggi, dopo parecchio tempo, qualcuno sta parlando con me. In un modo tale in cui lo capisco, perché tratta della mia realtà, che vivo giorno dopo giorno. E non si aiuta nell'espormi i problemi che dovrò affrontare con metafore calcistiche che non capirei perché non seguo il calcio; né mi strizza l'occhio indicandomi un po' di figa, lì dietro l'angolo; né mi racconta di come si sta di merda a Sumatra per farmi sentire un po' stronzetto perché ho comprato la Playstation, o pretende di spiegarmi se sono o meno degno di essere felice, di chi innamorarmi, se pentirmene e nel caso come imparare a soffrire per sempre.

Mario Monti mi parla piuttosto apertamente di come sta la nazione, di cosa sta facendo per metterla a posto, di cosa toccherà fare a me. Io lo capisco, e in questo momento sento di poter riporre in lui fiducia. È altrettanto probabile che Mario Monti abbia una morale, un sarcasmo, un'ironia e parecchi valori differenti dai miei ma il punto non è se Mario Monti sia o meno uguale a me. Non deve essere il mio eroe, non voglio ispirarmi a lui. Ho bisogno che mi governi. E governare significa amministrare socio-economicamente me e l'ambiente in cui vivo.

La convinzione più grande che ho e che nessuno ad oggi riesce a togliermi è che chiunque sappia leggere, scrivere e fare di conto è perfettamente in grado di capire cosa ci comunica il governo, quando lo fa. Gli altri, sorvolando su qualsiasi tipo malfunzionamento cerebrale, non hanno diritto ad una spiegazione "a prova di scemo". Non l'ho deciso io adesso, perché mi sto scoprendo un po' snob, lo dice la legge da sempre: non si ammette l'ignoranza. Altrimenti avremmo reputato più che adeguato che con Pacciani si organizzasse un popolarissimo, catartico, plurale scuotimento di teste. Invece l'abbiamo messo in galera, e abbiamo buttato la chiave. Come mi capita spesso di dire al lavoro, nel mio lavoro, non è vero che dobbiamo fare le cose a prova di scemo, è vero che abbiamo il dovere di fare cose che si capisce come usare. Il mio giudizio, decisamente non affrettato, è che i professionisti politici hanno ingaggiato nei mesi una corsa al ribasso degli argomenti, degli esempi e delle metafore che ha polverizzato l'attenzione della gente. E la gente sono io. Non solo gli altri, anche io.

Quindi rifletto su una crisi di fiducia i più in generale che sta inondando diversi aspetti della nostra vita di cittadini. Non è vero, forse, che stavamo perdendo fiducia nelle istituzioni, non è vero che stavamo perdendo fiducia nella politica. Cos'è quella di Monti, se non politica? E cos'è il suo governo se non istituzione?

Politica non è raggrupparsi dietro ad un simbolo e cercare di ottenere consensi raccontando le cose "a prova di scemo". Istituzione non è una granitica e inscalfibile presenza senza nessun tipo di contatto con il territorio. Politica è parlare e rendere la comunicazione un percorso di crescita personale professionale. Istituzione è decidere, unire e separare ma soprattutto responsabilizzare, ascoltare e poi agire.

Traggo tre distinti, e in qualche misura comunque intrecciati, punti sui quali riflettere. Il primo è che il fatto che io, e altri come me, ci sentiamo in dovere di abdicare al nostro inalienabile diritto di esercizio democratico, è significativo del giudizio che implicitamente diamo alla maggioranza dei nostri connazionali. Che si stia leggendo in giro, questo gruppo di persone che mi conta tra le sue fila, oggi, è una maggioranza interessante. Siamo quelli che non vogliamo andare a votare, non ne sentiamo il bisogno, perché ci stiamo sentendo sufficientemente ben amministrati. Ha deciso per noi il presidente della Repubblica; siamo quasi dei germogli di presidenzialismo.

Il secondo è che non sono i colori e le bandiere, sono le persone. Io lo ricordo quando Camusso e Bersani, insieme, dissero che Monti non stava prestando sufficiente attenzione a una grossa fetta del Paese, quello reale. E ricordo anche che pensai che però stesse molto bene ascoltando e parlando a me, il che nelle parole di Camusso e Bersani mi levava dal Paese Reale per mettermi non si sa bene dove, forse tra i padroni, come amano chiamarli. Ancora.

Al di là del fatto che sorrisi un po', il punto, il terzo, è che quel paese reale lì, quello al quale Monti sembrava a loro modo di vedere non rivolgere sufficienti occhiolini, è esattamente quella porzione di popolo al quale si sono costantemente, instancabilmente, ostinatamente rivolti Camusso e Bersani per venti o più anni (e per gli stessi opposti principi, Bossi, Berlusconi e Fini e cattolici, di destra centro e sinistra). Quel popolo lì, quello blandito, per un sacco di eterne volte, ha scelto Barabba. Che mi stava anche simpatico, Barabba, ma quando è che ci diciamo che il presente è sempre figlio della sua storia?

Monti non arriva dal nulla, arriva dall'inaffidabilità ed incapacità, più che constatata, dei Barabba passati. Che adesso ci sia tutta 'sta fregola di riaverli indietro perché “abbiamo il diritto di decidere votando” è una posizione che mi manda in psichiatria: abbiamo dovuto chiamare Monti poiché abbiamo votato.

Martedì, 6 Mar. 2012
tag: Italia [274], Mario Monti [4], Politica [207]
11:11

© Copyright 2003-2012 Sasaki Fujika - Tutti i diritti riservati. Hosted by Blognation.it - Powered by MovableType. IBSN: 5-0177-27-803. Tutti i testi riportati in questo sito ed il template utilizzato per l'esposizione sono licenziati Creative Commons Copyright: Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate - 2.5 Italia. Sasaki Fujika Blog è un blog di proprietà di Simone c. Tolomelli e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti, allo stesso tempo si rende disponibile all'autorità competente nel fornire ogni dato in suo possesso in caso di contenzioso. I marchi citati sono da ritenersi proprietà dei legittimi proprietari.

© Copyright 2003-2012 Sasaki Fujika - Tutti i diritti riservati. IBSN: 5-0177-27-803