Niente, magari non c'hanno niente
Ho grande stima di Gramellini, per quello che vale. Nel senso che mi piace molto quello che scrive, quasi sempre. “Avere grande stima di” ha un significato se lo dice qualcuno la cui stima aumenta in qualche misura il percepito dello stimato, quindi diciamo che più in generale trovo che Gramellini scriva cose sempre parecchio condivisibili e per questo ne ho stima, ma resta una questione personale.
Oggi racconta di una cosa che prende spunto da un'altra ma non lo seguo, sarà, soprattutto perché sono un depresso. Il pensiero è semplice: come l'allenatore della nazionale italiana di basket ha chiesto ai suoi, sotto di venti e rotti punti, diventando una metafora perfetta di tutta la nazione, «che cazzo c'abbiamo dentro?» sott'inteso, ma nemmeno troppo: non ce l'abbiamo un po' di dignità?
Perché non ti seguo, Massimo: perché sono stanchissimo di sentir parlare di “quell'altra Italia”, ma stanco come la morte proprio. Tu scrivi «Il problema è tutto lì. Siamo un Paese meraviglioso ed è inutile che vi elenchi i nostri pregi» Ah sì? Ancora? No, io credo che sia davvero utile elencarli un po' di nuovo questi pregi, perché credo siano datati, diciamo, nella migliore delle ipotesi, di 35 anni. Stanchissimi pregi di una volta.
Credo che parte dell'incubo che stiamo vivendo, l'incapacità di destarsi, sia dovuta alla assoluta mancanza di percezione della realtà, anzi: penso che colpevolmente ogni volta che scriviamo “dell'Italia che sarebbe in realtà un posto meraviglioso” stiamo aggiungendo sonnifero all'ansiolitico e anti-epilettico al barbiturico. “Saremmo” e invece non lo siamo perché? Per sbaglio? Quel “saremmo” lascia presumere ai più che in realtà “basterebbe così poco” e invece non sembra esserci una soluzione da fiaba a quello che sta accadendo.
Nemmeno ci si rende conto che le pratiche, i paradigmi, i dogmi, le leggi -per dio- che hanno fatto questo Stato non valgono più. Lo vediamo in tutto, siamo fuori dalla realtà, giriamo ad un tempo nostro, gently out of time. La RAI non manda in onda puntate in cui si sposano due uomini, il ministro dell'istruzione compra lavagne luminose, abbiamo mille ottocento miliardi di euro di debito pubblico e assumiamo dipendenti statali il giorno più nero dell'economia mondiale da ottant'anni. Siamo la nazione occidentale che ha il maggior numero di pagamenti eseguiti con i contanti e abbiamo il più alto tasso di sommerso del mondo, forse dopo il Laos, se esiste ancora, era per fare un po' di climax, ci siamo capiti. C'è più di una città controllata interamente da associazioni malavitose, infiltrazioni tremende ad ogni livello della società, nessun tipo di ricerca scientifica, il reparto cultura distrutto, non c'è più un corpo di ballo, i teatri sono ripieni di signore con i capelli azzurri e per stare in piccionaia alla Scala spendi 70€ per le repliche. I musei sono distrutti. C'è Vasco Rossi che parla sulle prime pagine dei quotidiani di come non avrebbe curato il cacro, di Silvio Berlusconi che dice che lo sconfiggerà per legge, di Berlusconi che gli staccano i pompini puttanelle da sbarco. Di Berlusconi che divorzia. Di Berlusconi che non divorzia. Del Milan di Berlusconi. Di frasi fatte perché "se non ora quando". Di "manda le tue foto di se-non-ora-quando". Di gallery di foto inviate, perché se non ora, quando? Di giornali e giornalisti che scrivono e distribuiscono questa roba per poi tapparsi il naso e vivere nel loro mondo in cui si fa a gara di indignazione sghignazzando. Perdonerai l'allitterazione.
Dov'è Massimo quell'atro paese là? Perché non fa qualche cosa di qualunque tipo? Perché non si mostra? Lo citiamo sempre... si smarca, lasciando gli altri per quello che sono. Eppure questi ultimi, quelli che restano fatta la tara sulla nazione migliore che non si mostra mai, sembrano la maggioranza, cos'hanno dentro? Magari niente. È una risposta. Prenderò in prestito un argomento da un mondo che non mi appartiene, quello scientifico. Esiste un paradosso, lo enucleò Enrico Fermi, che è uno che con in nuclei, come dire, c'aveva della confidenza, e dice questo: che c'è un conflitto insanabile tra gli argomenti che si basano sulla probabilità e "sui grandi numeri" e la mancanza evidente di prove a corredo. E per sostenere questa cosa parlò degli alieni, e gli Alieni mi sembrano proprio ciò di cui stiamo parlando:«The apparent size and age of the universe suggest that many technologically advanced extraterrestrial civilizations ought to exist. However, this hypothesis seems inconsistent with the lack of observational evidence to support it» E cioè che data la dimensione della società, e il numero di persone che vivono in Italia, e l'anno che corre, tutto suggerisce che una larga fetta di italiani migliori che compongano e costituiscano un'Italia migliore e vera e moderna e futura e giusta e cristallina debba esistere, da qualche parte. Tuttavia, questa ipotesi non trova alcuna conferma data la mancanza assoluta e completa, in tutti questi anni, di prove che lo dimostrino.
Se ci sono gli alieni, Massimo, dove sono?

