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Mamma: i cattivi sono io

Stamane di fronte al Nuovo Teatro Ciak (un tendone schifoso) c'erano qualcosa come un migliaio di musulmani. Dice: come fai a saperlo? Pregavano. Credo che un posto valga l'altro per pregare, quindi ci sta anche un parcheggio di cemento dietro a una cancellata ma la cosa mi è sembrata squallida, due volte.

Prima volta
Ribadisco che per come la penso io il fatto stesso che tu debba pregare e come e quando è un problema tuo e non mio, né della società, quindi, chi ti dice niente, prega. E questo varrebbe per tutti, il punto è che agli ebrei nessuno ha mai negato una sinagoga, i protestanti sono quattro gatti e nessuno ha negato loro le chiese... andiamo avanti parecchio, possiamo anche prendere gli svirgoli: resta che ad una delle tre religioni monoteiste più diffuse al mondo, la mia nazione di merda, nega da anni e prepotentemente un luogo di culto; e bada bene: nessuno ha mai chiesto una moschea in piazza del Duomo. Mai, quelle sono minchiate leghiste. O peggio. E quelli non fanno una piega, si inginocchiano uomini e bambini (non ho visto donne), sul cemento (quello che tu ci passi e ci sputi, o spegni la sigaretta e ci parcheggi la macchina che perde l'olio, e ci caga il cane) e gridano al cielo che tutto sommato Allah è grande. Sicuramente è paziente. Sono certo che l'amministrazione cittadina vorrà fare qualche cosa perché è davvero una situazione intollerabile, per tutti. Per me compreso che sono ateo e non ho tutto questo rispetto per la gente religiosa, a dire il vero.

Seconda volta
C'era un traffico infernale tram arrotolati, macchine e moto, lì fermi. E nessuno suonava, nessuno urlava. Stavamo un po' tutti lì a guardare questa enorme folla che pregava la fine del Ramadan, che è oggi. Lì a fianco tavolini pieni di bottigliette di acqua, poi qualcos'altro del tutto simile a una delle tante feste patronali che avete visto mille volte. Qualcuno era vestito a festa, ma i più portavano normali pantaloni e magliette di quarto o quinto uso. Sono tanti, ho pensato, sono davvero tanti. Gli piacerebbe al vescovo riempire così le parrocchie la domenica. Ci siete stati di recente in una chiesa ad assistere ad una messa? Io no, ma scommetto che non conto più di un centinaio di persone. Tutte le altre funzioni giornaliere (c'è il Vespro ogni sera alle 5 circa) credo non arrivino nemmeno a sei, sette. I musulmani pregano un sacco e sono tantissimi. Ti riempiono le piazze e tu non gli dai di proposito un luogo di culto? Allora sei proprio stronzo, non è che ti sei distratto, sei stronzo.

E finiamo dicendo che vorrei rivolgere un pensiero lungo (quelli delle medie) al questore. Gentilissimo: fuori dai cancelli c'erano una dozzina di carabinieri in assetto anti sommossa e ho contato almeno quattro persone in borghese con radio ricetrasmittente d'ordinanza, una di queste era una signora con i pantaloni bianchi e iphone bianco e tanga bianco, anche io credo che l'emancipazione femminile sia una gran cosa ma mi creda era imbarazzante. E soprattutto c'è modo e modo di essere emancipati e un altro di essere opportuni. In fin dei conti, io credo che quando si mandano i militari le complessità sociali lascino spazio a Topolinia, con la sua semplice divisione in buoni e cattivi. Detto tra noi, lì c'erano un migliao di persone che pregavano, con i loro bambini, felici e sereni perché festeggiano la fine del Ramadan, volendo seguire il ragionamento che ci porta a riflettere sulla necessità di avere i carabinieri di corredo al tutto, significa che temiamo qualcosa possa sfuggire all'ordine pubblico. Be' quel qualcosa siamo dunque noi. Abbiamo paura che qualche facinoroso (sì, ho voluto usare "facinoroso") arrivi e lanci pietre al grido "negri"? Perché è l'unica cosa che mi viene in mente, cioè abbiamo paura di noi. I musulmani pregano e noi abbiamo paura di noi, quindi li chiudiamo dietro una cancellata e ci mettiamo i militari intorno; gentile questore, mi creda, non sono un uomo dai principi irremovibili, ho saldamente -e di recente- stretto un ottimo rapporto con parecchi dei paradigmi occidentali, tra i quali, l'abbandono del "poverismo" (caso mai mi fosse stato vicino) e sopra ogni altra cosa l'accettazione che la realtà è sempre milioni di volte più complessa di qualsivoglia filosofia e retroquintologia e quindi come tale vada affrontata. Le dico che capisco, bene, perché ci sia bisogno di stare attenti e facendolo non si trovi modo migliore che metterci la forza pubblica vestita a festa, quell'altra festa.

È che il mio punto è che questa cosa la racconta molto più lunga sui difensori che sui presunti attaccanti.

Martedì, 30 Ago. 2011
tag: Milano [88], Ramadan [1]
09:41

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