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Quel giorno che smettemmo di ascoltare Let it be perché Paul si faceva le canne

Ha fatto bene Morgan a dire che consuma abitualmente droga? Ammesso che sia vero, no. Non ha fatto bene. Questa è la nazione più ipocrita del mondo, non ci è permesso dire la verità.

Poi, già, non sarebbe stato un buon esempio. Poi chi ha detto che un musicista debba essere un esempio? Poi sei un personaggio pubblico, e in quanto tale lo scotto è dover rendere conto all'opinione pubblica di quello che dici, ed ovviamente di quello che fai. Per il momento ci occuperemo di quello che dici.

Dici di consumare crack perché ti fa da anti depressivo. Dici che ti hanno frainteso e sei stato vittima di un'intervista trappola. Può anche darsi e non ti nego, Morgan, che la prima domanda che mi sono fatto è stata: perché se il Presidente del Consiglio lo registrano 40 telecamere dire una certa cosa lui può dire che è vittima di un giornalismo becero e con lui funziona e con te non dovrebbe?

Insomma Morgan ha fatto male a dire qualsiasi cosa abbia detto, perché siamo di fronte ad una vittoria di Pirro. Qualora vittoria fosse. Marco Castoldi ha fatto invece da dio a comunicarci quello che riteneva più opportuno. Ci sono un personaggio pubblico e un uomo, e c'è un tempo per l'uno ed un altro per l'altro eppure entrambi non possono far finta di potersi svincolare gratis dalle regole di "esposizione". Sia pubblica per il personaggio, che privata per Marco. E le relazioni si disgregano in un attimo, non si può sempre dire e fare quel che si pensa e si crede nello stesso momento in cui lo si pensa o lo si crede. Questa è un visione molto liceale della vita. Al contrario, la vita, è fatta di compromessi e silenzi. A chi sbandiera la propria onestà intellettuale argomentando che "io dico sempre quello che penso" sentitevi liberi di rispondere "e bravo pirla".

Poi si è levato lo strillo della coscienza collettiva, per bocca di alcuni esponenti politici. Non alcuni a caso, addirittura il Ministro alla Difesa Ignazio La Russa, considerando che Morgan sarebbe dovuto essere stato escluso dall'oramai prossimo Festival Sanremo a causa della sua uscita sul crack, naturalmente (ed è ipoteticamente condivisibile) poiché il messaggio trasmesso dal musicista con il suo solo apparire sarebbe stato esageratamente trasgressivo e, soprattutto, di accettazione dell'impunità. E sia.

Io sarei anche d'accordo se riuscissi a non considerare due aspetti altrettanto importanti: il primo è che l'avvenuta esclusione di Morgan dal Festival della Canzone italiana nelle menti di quelli che si sono inalberati sui fogli di ogni velina possibile, tronfi della propria ipocrisia, è a solo scopo vessatorio. Cioè ritengono che essere esclusi dalla competizione possa provocare un danno economico a Marco Castoldi, cosa che non solo non avverrà ma anzi farà da effetto volano per l'esatto motivo contrario. Se vogliamo tralasciare che Morgan, oggi, è se non il un tra i migliori musicisti e cantuatori italiani e la sua mancata presenza al Festival di Sanremo è più un problema per Sanremo che per sé. Non mi pare che John Lennon abbia venduto meno, dopo essere stato arrestato perché era completamente cotto (e anche di eroina); con lui una valangata di altri, diciamo Clepton, una parte per il tutto.

Il secondo terribile aspetto è la mancata percezione di se stessi. Il Ministro degli esteri Ignazio La Russa punta l'indice contro un mio concittadino famoso e gli ricorda che non si può permettere di dire e pensare e/o comunque esternare certe sue convinzioni perché c'è un popolo che lo ascolta, un popolo giovane che lo ascolta e non è accettabile che uno Stato civile promuova la devianza associata al mondo "droga", ribadisco, mi sta bene; poi ricordo di avere una memoria storica migliore della grande maggioranza dei miei inutili concittadini e trasalisco ripensando a quando, parlando delle solite "radici cristiane" alla base della (di volta in volta selezionata) unità d'Italia o europea, il Ministro disse con un linguaggio leggero e proprio di un uomo pacato "per me possono morire" e bla bla. Ma fosse solo quello. Insomma, farmi insegnare la morale da un uomo che persegue una trasformazione della percezione storica con ogni arma in suo possesso, compreso un linguaggio da strada che non si addice ad una delle più importanti cariche dello Stato mi sembra un poco troppo.

Che il Ministro La Russa impari a tenere a bada i propri istinti e cerchi di non insegnare ad un popolo intero che lo ascolta (talvolta suo malgrado) che con se non si hanno argomenti sostanziali allora le urla possono tutto quello che la cultura del dialogo non ti ha saputo insegnare. Cerchi il Ministro La Russa di bilanciare la propria ipocrisia perché non ho ricordo di suoi strali il giorno che trovarono prove di consumo di cocaina in Parlamento.

In fine ultimo, è vero, Morgan si è infilato in un angolo da solo e, è vero, ciò che ha più o meno detto, a questo punto non importa granché, non è difendibile nonostante la sua ineccepibile retorica e vis polemica e straordinaria capacità oratoria: non è stato un buon esempio. Ma non mi sembra un eroe nemmeno Ignazio La Russa. Solo che l'altro non è a capo dell'esercito.




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