Il sole sta morendo, è finita
Ci sono persone bravissime nel ruolo di censori del giornalismo riempitivo, cioè quello che nel mondo dei blog ha il suo esatto equivalente nei nano-publisher. A dire il vero i nano-publisher fanno un lavoro molto più onesto, pubblicano uno standard bassissimo ma l'idea è quella di coprire qualunque cosa, uno lo sa e in mezzo al delirio tal volta trova anche cose interessanti.
Il mio compito, ammesso e non concesso che io abbia un compito da svolgere all'interno della blogsfera, non è mai stato quello di fare le pulci a chi scrive sul Corriere e/o Repubblica nelle loro versioni online, perché di questo parliamo, perché questo ci interessa. Io trovo orrendi i pezzi che vengono scritti per Repubblica ed il Corriere online e sgraziati e sciocchi quando il più delle volte addirittura sbagliati, ma questo non ha significato che su questo blog ci fosse spazio, ogni giorno, per le virgole di chi pensa che scrivere online sia una sorta di scalino inferiore.
Cioè, lo è. La colpa è anche di questi stessi che si rifugiano sull'eremo del Giornalismo, chi ha voluto mettersi d'impegno per costruire un prodotto interessante e che comunicasse qualche cosa sul web c'è riuscito. Chi ha provato a portare con la forza bruta i paradigmi di un medium sull'altro è stato scornato. In Italia come nel resto del mondo. Poi abbiamo fatto il discorso del modello di business fuori fuoco in varie sedi non lo riproporrò anche qui perché più che altro interessa davvero a pochi, l'ho capito. il fatto è che certe volte non dovremmo permettere certe cose.
Un paio su tutte.
È di ieri il pezzo anonimo di tecnologia sulla millantata ossessione degli italiani nei confronti del cellulare. Il titolo parla chiaro «Gli italiani cellulare-dipendenti 97 miliardi di minuti al telefono». Pensateci. Sono tanti o pochi? Quando qualcuno è dipendente da qualche cosa? Facciamo due conti: 97 miliardi di minuti sono un numerone, no? No. Santo cielo, no. Dividiamo per 60 milioni di persone, e fa 1.616 minuti a testa all'anno. Dividiamo per il numero di minuti in un'ora e fa 27 ore. Bene, quante ore ci sono in un anno? 8.760. Sapete quanto è? È lo 0,29% dei minuti medi di tutta Italia. Passiamo più tempo a fare la cacca. Articolo bocciato, io toglierei un giorno di stipendio a tutto il ramo tecnologia, vediamo se imparano: ti credo che non lo firmano.
Sempre i ieri il pezzone di Elmar Burchia che titola «L'esultanza dei fan Lost sconfigge Obama». Lost-sconfigge-Obama. Obama sconfitto. Usano questo verbo qui: sconfiggere. E non vorremmo dimenticarci che i fan esultano.
Oggi l'indomito Burchia invece ci fa sapere che in Germania la produzione del Grande Fratello ha fatto entrare una bella coppia Gay sieropositivi. Il tutto è spiegato così: «per rilanciare il Grande Fratello arriva una coppia di gay sieropositivi». Per rilanciare giochiamo a dadi con la vita della gente, vai. Figata.
Ora io dico che il sole, in effetti, sta morendo e che oramai manca niente. Tra un paio di miliardi di anni dite ciao a tutto perché è finita la fiera. Che è un modo di dirlo, indubbiamente, se non fosse che l'arco di tempo preso in esame è un po' esagerato per farci su un pezzo sconvolgente, no?
Bene, io spero che Burchia sia morto anni fa lasciando la sua firma libera e oggi purtroppo la usino per le minchiate, ma a parte il facile umorismo sarebbe bello che davvero questi signori facessero una bella riflessione su come e cosa scrivono perché poi ti guardi attorno e dice che c'è sempre il popolo ignorante: vero. Però qualcuno si industria per metterci quel moltiplicatore che basterebbe cercare di evitare.
E alla fine torniamo sempre al solito punto, un Paese non è fatto di alieni che danno da mangiare ai trogloditi. È che alcuni trogloditi occupano posti che non gli spettano; facile puntare sempre su Calderoli, i 97 miliardi di minuti arrivano dalla stessa percezione della realtà, responsabilità, deontologia.

