Il giorno del mio compleanno
Oggi è il mio compleanno. Compio 33 anni. Come mi è capitato di ammettere in tempi non sospetti, se passo Pasqua senza essere inchiodato credo di poter dire di essermi portato a casa il 2010 con largo anticipo.
Sarà un anno strano, secondo me. E altrettanto secondo me converrete nei prossimi mesi. Resta che: il trentaduesimo mi ha fatto schifo, 31 era bello, 29 sballo, 33 lo trovo orrendo e quindi aspetto i prossimi ma sono pari e i numeri pari mi fanno venire la pellagra quindi mi tocca di già pensare a quelli dopo ancora, che sono belli, ma sono 35. E trentacinque sono una mazzata.
Non pensavo ci sarei arrivato, nel senso che non pensavo ci avrei pensato. Invece adesso ogni tanto mi soffermo e guardo all'indietro e c'è un botto di roba che non ricordo. Oppure ci sono ricordi profondi di cose accadute quasi ventanni fa, ma ventanni fa avevo già fatto un sacco di roba. Avevo di già concluso almeno una vita. Quella che non era mia. Quella del teatro, la musica, il conservatorio. No: il conservatorio era mio, tutto il resto no. Era dei miei genitori ed io pensavo che fosse mio. Poi ho abbandonato il conservatorio e ho deciso in quell'istante che sarebbe stata la mia prima punizione di una vita intera piena di punizioni. Piano piano la mia trasformazione nella perfetta madre yddish di me stesso si è completata; poi l'ho scardinata con anni di terapia e adesso mi sento più tranquillo, appena posso mi bastono perché mi faccio ribrezzo, però dura molto meno. Spesso non mangio, dice che aiuta, ad incazzarsi meglio.
Un giorno, poi è arrivato il mal di schiena e non se n'è mai più andato; un'altra mattina ho intravisto qualche capello bianco e nel giro di sei mesi mi sono ritrovato pieno, e la barba e la pancia che non mi vedevo più il pisello mentre facevo la doccia. Mi pesai e la bilancia mi disse che 82kg su 170cm (il Nano con la sciarpa ©2004 Marco Spada) faceva un po' troppo cacirro e allora sono dimagrito 10 chili in due anni. Ho preso due taglie, un tempo scambiavo i jeans con le fidanzate magre oggi compro la 48 ammiccando alla 50. Ma tanto ho la barba bianca.
La mia vita per il resto la leggete piuttosto spesso; l'anno scorso è stata davvero un'annata con le scintille, eppure ce la siamo messa alle spalle, qualche cicatrice mentale e fisica ma in piedi, per dio. In piedi.
Ieri sera verso mezzanotte emmezza, dopo due anni, abbiamo finito di guardare l'ultima puntata dell'ultima serie di Battlestar Galactica, dice: è un telefilm. Vero. Ma ha un bel messaggio, c'è un sacco di gente che vive e altra che muore, è costruito -al di là della fantascienza, che può piacere o meno- con una bella idea di quel che chiamiamo "umanità", "disumanità", "spiritualità", "progresso", "democrazia", "amore".
Era passata mezzanotte, ieri era già oggi. E come era ovvio ho pianto un sacco. Questione sospesa troppi anni fa per avere una soluzione semplice. Gli abbandoni non sono il mio forte. I'm still not very good at ending.
Ma è per questo che le persone, di solito, mi vogliono bene. Ed io altrettanto. Alle volte di più.

