Poi fate quel che vi pare
Io credo, ma capisco di risultare presuntuoso, che un pezzo come questo che state per leggere andrebbe su un bel giornale di carta. Quello che leggono le persone che che poi parlano con frasi quali: "vicino agli ambienti di Facebook". Ecco per dire, uno Zambardino che per un attimo si disincanta dal prossimo Tablet di Apple del quale nessuno sa una beata mazza perché sono trentacinque anni che sull'azienda di Cupertino si fa solo Gossip, dovrebbe scriverlo lui questo pezzo qui, così poi Bruno Vespa, l'autorevole Bruno Vespa che per la sua autorevolezza viene giustamente stipendiato, la smette di pensare a Facebook come un "posto", perché quella è l'autorevolezza del mio gatto e non è commisurata allo stipendio percepito. Questo o quell'altro guru di internet, con o senza pappagallo sulle spalle, con o senza dichiarazione ufficiali. Sai quelli che muovono l'opinione? Io dico quelli lì, secondo me sarebbe utile. Al di là delle simpatie e antipatie, riconosco la loro influenza, la usino.
Ok, per precisare, non che ce l'abbia con loro, giuro: è che ne sento la mancanza quando servirebbero. Perché secondo me sono gli stessi che da tre anni vanno in giro vagando a dire che i blog sono morti, hanno una vision a due metri di quello che succede loro attorno, e tecnicamente non evidenziano di conoscere la tecnologia più di quanto io le regole di un processo. Cioè sono degli ottimi appassionati ma da lì a dimostrare che ne "sappiano qualche cosa", mi sento di dire che ancora ne corra. Per adesso, in tutti questi anni, ho solo letto cose abbozzate, sufficientemente sbagliate (per esempio: non sapere la differenza tra utenti unici e unici assoluti, una banale differenza che fa stare in piedi l'industria internet nel mondo) e altre cosa à la signora mia: “è la fine di un'era”, “è la fine del mondo gratis”, “se non è gratis è la fine”, “ora non siamo più liberi”.
Non siamo mai stati liberi.
Il ragionamento che vorrei veder scritto su repubblica-di-carta è il seguente, e credevo fosse semplice, per i guru. Lasciare che passi il concetto che "gli ambienti di Facebook" sia come dire "il circolo degli anarchici insurrezionalisti" è un po' provincialotto ma soprattutto pericoloso. Spesso non è colpa dei ministri suonatori di organo hammond, è che, se sugli unici concetti sui quali bisognerebbe avere un'opinione forte e formativa in modo che colmi le ignoranze di gente potenzialmente utile alla collettività, si fa spallucce e/o snobisticamente li si lascia crogiolare nel loro brodo, poi non lamentiamoci del "Paese in cui ci troviamo" e del "2009" eccetera. Chi glielo spiega al Ministro Maroni e compagnia danzante che "gli ambienti di Facebook" è un concetto che non sta in piedi tanto quanto "gli ambienti dei cellulari"? Non vi suona un poco offensivo che nessuno -nessuno- si prenda la briga di fare dei distinguo?
Sono piuttosto persuaso che la "democrazia" non sia necessariamente la miglior formula di governo possibile ed esistente (o non date le premesse nostrane che non torno ad elencare), ma questo c'è ed oggi, ed è quanto di meglio sul mercato. Sarebbe delizioso se di volta in volta i guru di questo e quello e i professionisti stipendiati per avere un'opinione (e crearne una, se proprio gli scappasse) riuscissero a mettere dei paletti a difesa di quanto di più neutro esista oggi al mondo.
Dice, hanno lanciato una statuetta nei denti a Berlusconi, e poi un'altra scriteriata s'è buttata addosso al Papa: erano del giro di Facebook. Probabilmente si lavavano anche i denti. E possedevano un cellulare. Magari, negli "ambienti dei tram" c'è anche chi ha pensato che il Presidente del Consiglio si meritasse un pezzo di marmo sulla dentiera o altri ancora che "negli ambienti degli uffici" hanno scambiato opinioni contrastanti su quanto il Pastore Tedesco (cit.) se la sia cavata con poco. Resta il fatto che -ahimè- è una questione un filo più complessa di come la stanno mettendo giù in queste ultime ore. Non è Facebook, ed è questo che dovreste spiegare a chi nemmeno importa di cosa stia parlando purché qualcosa venga detto e tiri, già che ci siamo, l'acqua al suo mulino. È che è fatta la così la democrazia, ciascuno la pensa un po' come crede, e tendenzialmente non ne deve rispondere a me, o a Maroni, quanto alla collettività. Se poi Roberto Maroni o chi per lui pensi di “essere” la Collettività, ok, avremo un altro problema e ce ne occuperemo quando arriviamo alla G, Governo, definizione di. Non si può far tutto subito.
La cosa pericolosa, nel silenzio che colpevolmente vi lasciate attorno, o guru, è che nessuno ha gli strumenti e gli argomenti per controbattere agli sproloqui dei ministri e magari far notare che un conto è avere un'opinione, per quanto indelicata o -che so- estremista, ma assolutamente legittima, ed esternarla su un gruppo di Facebook (che è un mezzo) della quale opinione ci si deve assumere ogni responsabilità civile e penale come di già è previsto dalla legge. Un altro è far passare suddetta legittima divergenza per "istigazione a delinquere" che è un modo meno fascista per esprimere un qualche cosa che fa muovere l'ago della bilancia in un punto della scala abbastanza pericoloso, al secolo: il reato di opinione.
Perché altrimenti qual è la differenza tra "la padania imbraccerà i fucili" e "bravo tartaglia siamo con te"? Al netto del fatto che io non "sono" con Tartaglia, non sarà che una frase viene detta dopo e l'altra prima? E non sarà che la parola "istigare" presupponga che l'eventuale dolo sia per l'appunto "suggerito e supportato in anticipo" e non a posteriori? Sarà che non conosciamo il significato delle parole e di questo hanno colpa anche chi per mestiere deve formare il vocabolario e l'opinione pubblica?
Pensavo fosse giusto, guru, sollecitare una vostra uscita sull'argomento, doveste per sbaglio avere una opinione a riguardo che guardi un poco più in là del Kindle. Ma in italiano, non in paraculese. Perché magari tra mezzora l'opinione di cui sopra potreste non avere più modo di esprimerla manco in braille. E un po' è anche colpa vostra, perché io lo scrivo qui, solo qui. Potreste usare i canali che avete per qualche cosa di meno onanistico, se mai aveste un moto di dignità, mica è obbligatorio.


