Punto. Accapo, lettera maiuscola.
Gentile Pierluigi Celli,
ma se ne vada a fare in culo. Con affetto intellettuale. S'intende.
ps: certo che avete fallito. Nel ringraziare di cuore lei e quelli come lei, spero che suo figlio, essendo tra quei pochi che possono, non sia come lei lo descrive; che non sia quello "che non molla", quello "che non gliela darą vinta". Che vincano perdģo, che vincano. Hanno gią vinto: ci sono 55 milioni di piallati che pendono dalle labbra del Gabibbo e del calcio e di Beppe Grillo, e a dir tanto altri 5/6 milioni al massimo che stanno al 50 e 50. Gli uni troppo ricchi per avere problemi, gli altri colpevoli d'aver ridotto la nostra societą ad una guerra continua tra intellettuali pigri e bolsi ammantati di pģetas di sto cazzo imbellettata di cattolicesimo ruffiano.
Glielo ridico, vaffanculo. Dal pił profondo buco nel quale avete schiacciato, in questo mezzo maledetto secolo sessantottino e contro-sessantottino, tutti i trentenni normali come me, senza mezzo futuro se non quello che stanno cercando di crearsi all'ombra delle Palle dei Giganti. Vaffanculo. Altro che speranze all'estero, ci prendono a calci all'estero e ci trattano come coglioni, all'estero. E la colpa č vostra. La peste, lei e le lettere aperte, la peste.
Se vuole glielo scrivo pure in braille.

