La guerra di Piero
In tutti gli anni di berlusconismo e anche in quelli un poco più indietro, come il Guardian sottolineava in un articolo della settimana scorsa, nel nostro Paese abbiamo assistito ad un progressivo e costante assottigliarsi del buon costume, del decoro e della percezione del pericolo. Un po' come un'ubriacatura costante.
Certe cose non accadono dal giorno alla notte, i tempi di una società democratica sono molto lunghi, anche le sferzate più autoritarie hanno un certo passo, la stagione dei carri armati è un po' distante, non irrecuperabile ma comunque distante.
Oggi la posizione del popolo, dopo anni di notizie firmate Striscia la notizia, etica insegnata dalle Iene ed economia da Bebbe Grillo, è la seguente: il Presidente del Consiglio (o della Repubblica, dipende dal grado di istruzione), viene eletto con elezioni alle quali partecipano i maggiorenni, oggi si chiama Piersilvio Berlusconi (o Silvio, dipende dal grado di istruzione). Una volta che è eletto può fare tutto quello che vuole. E lui è il capo di tutto. Chiunque faccia cadere il suo governo è un traditore o qualche cosa di molto simile.
La legge invece dice che il Governo si deve presentare in Parlamento e ottenere una maggioranza parlamentare. Una volta ottenuta si reca dal Presidente della Repubblica che nomina le cariche. Quello stesso presidente della Repubblica ha il potere di togliere il mandato al Governo insediatosi e sciogliere le Camere purché il tutto non avvenga durante il semestre bianco, ovvero gli ultimi sei mesi del proprio mandato. Perché? Perché il Presidente della Repubblica viene eletto dalle Camere e poterle sciogliere nei sei mesi finali e quindi chiamare nuove elezioni potrebbe essere un modo per garantirsi una nuova elezione, cercando nel voto una rappresentanza parlamentare a lui più favorevole. Ho usato paroloni per adesso? Mi seguite ancora un pochino?
Ok, quel Presidente della Repubblica può sciogliere un governo per milioni di ragioni ma innanzi tutto ricopre alcune altre cariche: è il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (che è un potere assolutamente equivalente al Governo e alle Camere, si tratta della famosa suddivisione dei poteri) e garante della Costituzione.
Ora per il popolo la Costituzione è una parola che intralcia il lavoro di Piersivlio Berlusconi, in realtà si tratta di una carta (viene spesso chiamata "la Carta" per antonomasia, una sineddoche) che regolamenta le leggi, se una legge è in contrasto la Costituzione si dice incostituzionale e il Presidente della Repubblica non la sottoscriverà. E quindi non verrà promulgata ma nuovamente inviata alle Camere chiedendo che venga cambiata nei punti in contrasto con la Carta. Il Governo, ma non necessariamente, anche il Parlamento stesso, ci mette mano e per la seconda volta la manda al Presidente della Repubblica il quale non potrà più opporsi. Perché? Perché altrimenti il suo potere di non far legiferare potrebbe bloccare il Parlamento. Ci siamo?
Ok, la chiudo. Il Governo non viene eletto dal popolo con il voto. Tantomeno esiste in Italia l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, tanto più che si chiamerebbe Premier e da noi non esiste il premierato. Il Presidente del Consiglio dei Ministri viene investito della Carica dal Presidente della Repubblica e non c'è, per legge, alcun collegamento con la vittoria alle elezioni di una o più coalizioni o schieramenti. Potrebbero vincere i Verdi con il 99% e dare il Governo in mano a me. No a me no perché non ho una certa età, se non erro almeno 50 anni o una cosa del genere, anche se non ci spieghiamo perché.
Lo ridico, non c'è alcun legame tra il Governo in carica e la maggioranza parlamentare. Può non esserci. Non è quella la legge. Per questo motivo, sì, se il Presidente del Consiglio dei Ministri dovesse per caso andare a donnine, minorenni, fosse indagato per corruzione, e altre decine di casi per i quali con una legge apposita sta cercando di svicolare, ebbene se capitassero queste cose qui, sì, il Presidente della Repubblica potrebbe decidere di sciogliere le Camere, il Governo e indire nuove elezioni. Poiché il Governo è il Governo di tutta Italia e non della percentuale di elettori che ha eletto la maggioranza che lo supporta.
Il popolo invece ritiene di aver eletto Piersilvio Berlusconi alla Presidenza della Repubblica e non sapendo chi sia Napolitano, istruito da Striscia la Notizia e il Gabibbo per 35 anni, chiamando Campione Valentino Rossi che ci deve ancora circa 60milioni di euro, ritenendo che Fabrizio Corona sia un esempio di successo giovanile (possiamo andare avanti anni), dovesse veder cadere il Berlusconi (alimentato da una tensione mai vista in molti anni) potrebbe essere che s'incazzi.
Ma non ne avrebbe alcun diritto.
Essere il Presidente del Conglio e parlare di rischio di Guerra Civile, e nel farlo malcelare una certa compiacenza, credo dovrebbe essere reato. Ma io non sono nessuno, vorrei che ne Parlasse Panebianco, magari, anziché infarcire due colonne di post-berlusconismo parlandone da morto mentre questo miete pezzi di democrazia sotto il tuo culo con un saggio contadino il grano per l'inverno a venire. Io quel giorno mi fiondo in Turati e chiedo asilo politico, la mia vita vale di più che far finta di giocare a Che Guevara che lotta con il Ranzani in Porche.
Per me potete anche morire, come diceva qualche giorno fa il ministro La Russa, in prima serata alla televisione.


