Maledizione
Alla fine te e vai. Non passava più, io li contavo da anni. Sono stati attimi, minuti e giorni interminabili. Un inferno in terra. Tu sia maledetto e contorto dalle nausee per ogni prossimo giorno che ti separa da oggi stesso, anzi da ieri, alla fine della tua miserabile, ipocrita, scontata, bieca, cialtrona carriera politica, e perché no: vita.
Che tu possa stare male, per davvero. Ché tutto quello che hai detto, fatto e pensato e di conseguenza fatto sì che accadesse, o peggio, non accadesse in questo Paese, ti possa tornare indietro con quell'esponente potenziale che solo le maledizioni sanno ipotizzare e concretizzare.
Che tu davvero abbia inanellato una serie di sfighe che ti porterà prima o poi a cedere il passo e lasciar perdere, e capire quanto sei uno sfigato. "Ma muori", pensavo ieri, e invece oggi io ti dico: vivi, per dio. Il tuo. E che ogni singolo giorno possa portarti più sofferenza che battiti cardiaci, più nodi in gola che bocconi, più astio, cattiveria, merda, infamia, disprezzo di quanto tu abbia mai immaginato nella tua odiosa vita. Vivi, vivi per sempre. Che tu sia maledetto e che tu viva. Per sempre e per sempre maledetto da me e tutti quelli come me per ogni minuto in cui hai fatto anche solo finta di pensare. Vai e vivi, maledetto da me in persona. E poi da dio.
Le mie sono parole di odio? O sono una risposta a quel che è già stato, a quel che hai già combinato. Come cazzo dormi la notte, piacione di merda, eh? Come cazzo dormi? Bene? Bravo, allora dormi.
Ciao Stronzo, ricordati di portarti dietro quegli altri baciapile di 'sto cazzo. Poi con calma, se ti viene spontaneo, allora muori.


