Pace subito!
Ecco, "pace subito" è l'esatta, atomica, posizione dell'essenza italiana nel mondo. Uno entra in chiesa e sbraita "pace subito". E non sappiamo che si aspetti che accada. Cioè che -bum- ci pensa iddio stesso: una frazione di secondo e, alè, pace subito.
Se non conoscessi i miei polli sarebbe da fare una tiritera lunga mille cartelle e indignarsi e ancora chiedersi "ma come è possibile essere così ignoranti?" eccetera. Non lo faremo, ci occuperemo invece della declinazione politica di "pace subito".
Il ministro Bossi, quel che ne resta, s'interroga sulla posizione dell'Italia sul panorama del conflitto Afgano, gli sorgono dubbi, ripensamenti. Cioè lui non dice proprio "posizione dell'italia", "panorama afgano" è più un rutto, una cosa gutturale tutta sua. Ma siamo lì. Fa quel che può. Alla fine esce con il suo "pace subito": «ho votato anche io, ma eravamo convinti che servisse a qualcosa non certo a farli morire.»
Ora diremo due cose al ministro Bossi di una semplicità inaudita speriamo che riesca a seguirci se qualcuno gli asciuga le bave. Dunque: è già servito a qualche cosa. È servito a dispiegare altri soldati altrove, è servito a contenere quel che si poteva, è servito a ritardare il ritorno dei Talebani il più possibile, eccetera... chissà a quante altre cose è servito. Se non lo sapete voi, signori, non lo posso certo sapere io. Dopo di che spieghiamoci: ho votato anche io ma ero convinto che non servisse a farli morire è la perifrasi per togliere le negazioni e le menate e finalmente decifrare cosa cazzo c'ha nella testa uno che vota per mandare i soldati del proprio Paese in un posto dove il capo era uno senza un occhio con una cicatrice che gli solcava l'intera guancia sinistra e dove si va in giro appesi agli autobus brandendo mitragliatrici.
Chi è causa dei propri sciatti giochi di parole pianga 'sta ceppa. Se la chiamate missione di pace sapendo che è una guerra e ci mandate i paracadutisti anziché i ciellini con le chitarre e poi fate i contriti ai funerali di Stato non potendo immaginare che a vostra discrezione avreste messo quelle persone in pericolo di vita allora non so davvero che dirvi, o meglio tutto questo ha un nome: ipocrisia.
Ma Pace Subito non sa cosa sia l'ipocrisia perché bisognerebbe avere memoria del passato, e poi fare un paragone. Paragonare, percepire la frizione fra quel che s'è fatto e quel che si dice, non scherziamo è difficilissimo. Dice eroi nazionali che nessuno voleva mandare a morire. In una guerra. Ok. È un po' come se affermassi d'aver comprato il biglietto della lotteria ma mica per non essere estratto... eh!
In fine, lasciando Bossi al suo pressapochismo, volevo dire che io non sono un militarista ma quando si parla di militari faccio due cose: uno non metto le mani in tasca, due tendo a considerare che siano persone che contemplano la possibilità di morire mentre fanno il loro lavoro: a me non capita. Ultimissima istanza: non sono eroi nazionali, sono saltati su una mina, mi dispiace ma capita ogni giorno che dio mette in terra ovunque nel mondo. Gli eroi sono quelli che compiono azioni eroiche. La morte non c'entra nulla, ci sono un sacco di eroi vivi grazie a dio. Non fa per un cazzo effetto e non guadagni punti politica-dei-play-mobil ma sempre eroi sono. Questi poveri giovani soldati sono saltati su una mina mentre erano seduti su un blindato, muovendosi da un punto ad un altro su un territorio di guerra.
Eroi per il lavoro che svolgevano? Ok, ce ne sono altre 1.000 che fanno altrettanto anche adesso e sono vivi, chiamerei eroi anche loro, oppure nessuno, sino a che compie semplicemente il proprio mestiere, con dignità, competenza e responsabilità. Che già quello è un casino.


