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La neve si spala quando c'è (appunto)

In realtà io amo Milano. In un modo squisito e che non riesco ad esprimere per bene. Quel che scrivo su di lei, poi, spesso parla in mia vece dando una sensazione di squilibrio fra quanto io provi per la mia città e le maledizioni che le tiro, facciamo chiarezza: a Milano ci sono due tipi di milanesi, quelli che rinnegano (e scappano altrove giurando di non tornare mai più) e quelli che sotto le bombe si rimboccherebbero le maniche e tirerebbero su le pietre del Duomo per rimetterle a posto il minuto dopo la caduta. Indovinate io da che parte sto. E non è un esempio stupido, alla fine della Seconda Guerra Mondiale i milanesi hanno voluto ricostruire prima il Teatro alla Scala e poi le abitazioni distrutte. Si è trattato di una questione di dignitià e anche se non sembra, anche se adesso è un po' adombrata da tutti quelli che “a Milano mi tocca starci ma senza l'orizzonte del mare mi sento perso”, ebbene nonostante tutti questi e i SUV e la maleducazione dilagante, la dignità resta e sono persuaso su quella sapremo fare leva per tirarci su, appena possibile. Vi paio troppo fatuo? Tranquilli, ora mi incazzo.

La questione è che proprio in virtù di quell'oramai evanescente rimasuglio di dignità cerchiamo di mantenere alto il livello di indignazione e non per professione, o per fare sponda a Sofri (che scrive cose sacrosante riguardo la moda di essere sempre incazzati ad ogni pie' sospinto) ma per tracciare un limite oltre il quale ci sentiamo in dovere di dire che non siamo coglioni. Milanesi, ma non coglioni. Credete che la popolazione meneghina non veda l'ora di perdere le giornate in coda sulla tangenziale o per gli anelli? Pensate davvero che avere fretta dipenda dalla schizofrenia del non sapersi godere il sole e gli uccelli che cinguettano che ahimé invadono il mio balcone? Davvero immaginate che i Milanesi nascano con scritto nel DNA il regolamento dei punti fragola? Che trovino così appagante fare la spesa online con il ricarico della consegna? Siete dei pazzi, faremmo cambio volentieri. Chiaro?

Detto questo la neve cade e siamo tutti più felici, l'ho scritto parecchie volte in questi anni. E saremmo tutti quanti disposti ad accettare i disagi che la neve comporta se vedessimo attorno a noi che la gente s'è impegnata per ridurli al minimo. Se se ne sono fregati allora no. Al Sindaco Moratti nessuno ha chiesto di scavare tunnel nel ghiaccio a mani nude, ma che all'indomani della seconda nevicata una cosiddetta metropoli sia completamente bloccata perché abbiamo regalato il sale ai torinesi fa ridere. Tutto qui. E fa ancora più ridere che a Marsiglia se la sono vista peggio. Uno, cazzo ci frega a noi di Marsiglia; due, è una città di mare e per questo magari capita un po' più di rado che venga giù la neve; tre, se è per questo allora a Pila stavano da dio, e non ho detto l'Aprica. In fine ultimo nell'intervista rilasciata a Rodolfo Sala su Repubblica ad un certo punto dice che i mezzi pubblici non sono stati un problema e che le metropolitane hanno funzionato regolarmente come in un giorno qualunque, il che significa che né lei né alcun suo collaboratore ha messo piede in un metrò per tutto il giorno perché se nei "giorni normali" funzionasse come ha funzionato l'altro ieri ci sarebbe stata una rivoluzione sotterranea.

E' che per chiamarsi metropoli bisognerebbe comportarsi da metropoli, il che alle volte non deve essere per forza il triplo salto mortale bendato nel fuoco; sarebbe bastato mandare fuori gli spalatori e gli spazzaneve alle quattro del mattino o alle cinque (e pagarli di conseguenza) invece che chiamare i soldati oggi che c'è un sole spacca le pietre adducendo motivazioni sciocche che sanno tanto di "il cane mi ha mangiato i compiti".

Venerdì, 9 Gen. 2009
tag: Letizia Moratti [5], Milano [79], Neve [7]
09:48

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