Ora ti sfondo i bonghi per vendicare l'Africa

Gli Elii hanno rifiutato l'Ambrogino d'Oro, a molti di voi parrà una sciocchezza ma non lo è. Trattasi al contrario di un'onorificenza molto importante per Milano, per i Milanesi e per estensione per l'Italia, con buona pace di chi sbrigativamente gioca di sponda e pur di essere alternativo dipinge luoghi e persone dello stesso colore dei SUV, come ventanni fa della Fabbrichètta, della Barchètta e del Cumenda.

Tutto il gruppo spiega tramite lettera i motivi del rifiuto sottolineando tra le altre cose quanto non si trovino «d'accordo con la decisione di non assegnare la gran medaglia a Enzo Biagi e la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano.»

Il leghista Matteo Salvini, colui che il nome degli Elii aveva proposto, risponde stizzito e dispiaciuto che «con questo rifiuto Elio si è prestato ai giochi della politica e delle contrapposizioni tra destra e sinistra.» Il che, converrete, è opinabile: vuoi perché da un lato Salvini continua a giocare sull'idea che la politica sia Altro rispetto al comune pensare o agire dei cittadini (o non lo sa tout court), ed in secondo luogo perché non prende in considerazione che per alcuni l'inadeguatezza è un sentimento forte che certe volte può essere provata per conto terzi, e non abbiamo voluto dire la vergogna. Ah, già: poi c'è il rispetto e la memoria di un grande giornalista al quale l'intero gruppo non ha voluto paragonarsi per nemmeno un secondo presupponendo che anche un leghista fosse in grado di comprenderlo senza cascare rumorosamente nella retorica della destra contro la sinistra.

Dello stesso avviso di Salvini, in qualche misura, sembra essere anche la stessa autrice dell'articolo, Annachiara Sacchi, la quale suona a sua volta (per altri versi) altrettanto dispiaciuta del rifiuto, considerando quanto sarebbe stato «rivoluzionario vedere premiata la band che ha cantato il Parco Sempione e la terra dei Cachi, che odia l'Expo, il restauro della Scala e ha un cruccio: quel bosco di Gioia».

Annachiara, le insegno un nuovo concetto di un'efficacia sconsiderata. Non sarebbe stato affatto rivoluzionario: lo stesso Gruppo Musicale che canta il bosco di Gioia che non c'è più (per volontà delle persone che oggi vorrebbero vederlo premiato), che "odia l'Expo" (voluto e sponsorizzato dalle stesse persone che oggi vorrebbero vederlo premiato) -vado avanti?- e che accettasse, è ipocrita; la parola giusta era "ipocrita". Ed è un altro dei motivi per i quali le persone intelligenti, serie e coerenti rifiutano i premi.

Mercoledì, 3 Dic. 2008
14:11

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