Vana speranza
Non pretendo che il Presidente del Consiglio si scusi per la orrenda battuta razzista che ha voluto regalarci in nemmeno 24 ore dall'elezione di Barack Obama; non importa a nessuno, tranne che all'intero mondo che ha riportato la notizia («Once again Italy's in the headlines for the wrong reason») e forse allo stesso President eletto che in un giro di telefonate ha chiamato cani e porci tranne il nostro Primo Ministro. Dico, qui in Italia, non importa a nessuno e se sì sono dei comunisti, imbecilli o che ne so. Quello che dice lui va bene. Dico davvero.
D'altra parte qualcuno aveva già scritto, giustamente, che con l'elezione presidenziale americana di martedì il primo effetto collaterale sarebbe stata una terribile evidenza tra la democrazia da enciclopedia e quella all'italiana. Tra i modi di fare che si hanno da altre parti ed i nostri. Ho provato a sperare, quanto lo stesso Maltese deve aver in cuor suo fatto, che almeno ci volesse un po' di più.
Quello che voglio è sperare che qualcuno legga questa pagina in cui scrivo (fatelo anche voi se credete):
«Io non condivido una sola virgola di quello che esce dalla bocca di Silvio Berlusconi»
Vi prego di scusare me, gli altri che si impicchino, cominciate a scusare me a prescindere in qualità di semplice cittadino italiano depresso che potendo, ma non può.


