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Senza contare che

Domani potremmo ritrovarci un mondo nuovo. Uno nel quale un afro-americano è divenuto il primo Presidente di colore della storia degli Stati Uniti d'America. Non che sia proprio questo il fattore che sconvolgerà il mondo, ma la storia -si sà- è fatta di microscopici passi e questo non è mica male. Certo, volessimo cavalcare l'idea di distanza di Zenone ne ricaveremmo che se davvero la storia si facesse un pezzettino alla volta e ripensandola in modo euclideo, allora nemmeno esisterebbe o non avrebbe alcun senso, il che da un punto di vista squisitamente nucleare, personale, è anche vero. L'uno non ha percezione degli eventi cosmici, così come da terra non si vedono i disegni Nazca. Ma la questione si fa complessa, lasciamo perdere.

Eppure nella nostra era talvolta si è capito che le cose stavano prendendo una piega piuttosto che un'altra. Sarà stato per certo il caso delle più prodigiose scoperte scientifiche, o quello delle tremende guerre mondiali, degli attacchi sconsiderati al suolo americano, di internet, la conquista della Luna, eccetera. Ad un certo punto, stranamente, ci siamo trovati in qualità di esseri viventi appartenenti alla razza umana, consapevoli del cambiamento. Che non è da tutti. Ci sono stati decine di secoli nei quali anche i nostri simili più dotati non hanno potuto altro che sperare nel potenziale di cui magari essi stessi si erano prodigati per il raggiungimento.

Io mi guardo le spalle e scopro che sto vivendo un possibile momento storico, tipo il secondo. Il primo, che mi sia o meno piaciuto (meno), è stato l'11 settembre 2001. Ed è stato un cambio di programma che ha peggiorato le mie condizioni di vita. In ogni senso, anche solo intellettuale.

Oggi potrebbe essere che quel che sarà ci rimetta in carreggiata, no pressure Mr. Obama. Direte: starà mica tutto nelle mani degli americani. Io dico di sì, per adesso. Magari le cose cambiano, ma per adesso sta tutto in mano loro, e sino a che il loro Presidente e Comandante è anche l'uomo più potente del globo allora il mio sguardo volge ad occidente speranzoso. E dico di più, senza contare che baratterei il mio passaporto per molto poco, credo che in qualità di cittadini del mondo dovremmo poter votare pure noi. Ora esagero lo so, eppure non mi va via dalla testa che sino a che quel popolo avrà influenza sul resto del mondo (e probabilmente sempre più o chi per lui) allora si dovrebbe cominciare a pensare ad una sorta di bilanciamento, proporzionale, dell'influenza del resto del mondo sulla potenza ammiraglia del momento.

Naturalmente, stanotte, seguiremo live tutto quello che accadrà. Se vorrete, ci vediamo qui.

Martedì, 4 Nov. 2008
10:48

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