Stacchiamo la Spinetta?
Al di là dei problemi più complessi e degli incastri più convenienti che di sicuro sono comparsi all'orizzonte, ho un ricordo piuttosto preciso dell'indignazione e della foga con la quale gli storici sindacati CGIL, CISL e UIL guardarono ed infine fecero saltare la proposta AirFrance presentata da Spinetta. Insieme a quella un Governo, quello di Romano Prodi. L'altrettanto preciso ricordo riguardava i numeri: si era parlato di 1.750 esuberi e tutti quanti vomitarono così tanta bile che ci mancava solo appiccicassero manifesti con il faccione dell'allora ministro Padoa Schioppa cui corredare fumetti dell'insulto preferito. L'ira dei sindacati non ve la sto nemmeno a ricordare. Ricordo però d'essere rimasto un filo perplesso nel leggere un'intervista ad un Capitano che commentava: "1200 esuberi? allora è meglio il fallimento" -e gli esuberi erano 1200 nemmeno si era ancora parlato dei 1750 di Spinetta. Notate la logica fulminante e la straordinaria sensibilità del nostro Capitano quando, travestito da analista finanziario, chiosava asciutto da navigato affarista quale è sempre stato a latere del suo hobby di far volare i Boeing.
Oggi la soluzione in tavola, tra le altre deprecabili cose (ad esempio lo split in bad e good company: la bad ha tutti i debiti ed è dello Stato cioè mia, la Good parte da zero, un po' più snella ed appetibile ed sarà di Passera e Colaninno -giusto per citare la corrente più lontana da Silvio- mi pare corretto, tutto torna), ci porta a dover far fronte ad una proposta di riposizionamento di per 3500 persone con degli ammortizzatori sociali (le ottime Poste Italiane, l'eccellente e dinamico Demanio ed il fiore all'occhiello di ogni sportello burocratico: il Catasto) e una ventilata sommatoria di circa 5000 esuberi reali.
Il candidato si faccia i suoi conti e descriva con sintesi se ritiene che a) i sindacati avrebbero un po' rotto il cazzo; b) i sindacati avrebbero un po' rotto il cazzo; c) i sindacati avrebbero un po' rotto il cazzo e non sanno far di conto.


