Welcome to the cruel world
Quello che volevo dire è che mi dispiace, in effetti, che il blog approntato dalla Rai in occasione delle Olimpiadi si sia trasformato in meno di un giorno nel solito postaccio nel quale tutti quanti vanno per sputare in faccia al prossimo, ma questa ennesima riprova di cafoneria dovrebbe far quantomeno riflettere su un paio di cose.
La prima è che un popolo così è stato creato ad arte, sono decenni che gli date da mangiare sterco e grida e tette, e lo piallate con le stupidaggini: oggi non si metterà lì a disquisire di Kierkegaard. E' ammaestrato: gli avete insegnato che per ogni opinione c'è una riposta uguale e contraria, che nessuno sta nella posizione di aver maggiore voce in capitolo, che non importano le competenze, che il lavoro non differisce dalla passione. Ha imparato e considera giusto che a parola si ribatta con strillo ed a questo con sberla. Poi, come mi è già capitato di ricordare, in molti hanno contribuito al dilagare di questa idea che tutti quanti possano tutto e tutto abbiano da controbattere e che il resto sia opinabile. In parecchi si sono prodigati nell'insegnamento della nobile arte della Demolizione dell'Idolo, quale è il problema adesso? Le trasmissioni nelle quali Borghezio si chiede che ne sappia Sartori di Costituzione, o quelle con gli ospiti che interrompono i conduttori, o le tette che coprono le notizie non le hanno inventate loro: gliele avete date voi. Chi è causa del suo mal eccetera. Dice, ma tu la fai facile qui, noi, c'abbiamo i capi struttura. E sia.
E' che nel fantastico mondo di beppegrillo.it non esistono sfumature di grigio. Siccome sei in Rai allora sei un servo. Non come in Mediaset ma un po' servo sei e rimani, quindi ti riempo il blog di 500 commenti in mezzora tutti quanti con le argomentazioni più intricate e sagaci tipo: sukkia stronzo.
Che non è male, e alle volte condivido ma il punto (il secondo sul quale riflettere, per esempio) è che "buon giorno ragazzi" adesso ve ne accorgete? E in quale mondo eravate sino ad ora, per sapere... Ve lo ricordo io. Quello nel quale non c'era feedback. Cioè quello di Alice, quello delle meraviglie. Il popolo vi odia, per lo più. Non ne ha motivo, o non si accorge di quale dovrebbe essere quello vero, ve ne dò atto, ma vi odia, fine lì. Ora lo sapete perché vi siete dimenticati una porta aperta, la prossima volta sarà il caso vi ricordiate di sprangarla come avete sempre fatto. Badate bene, trovo completamente inutile andare su un blog un forum, qualsiasi cosa, e dire che i commentatori della cerimonia di apertura non fossero all'altezza. Ci sono molte ragioni per cui trovo questa cosa inopportuna e non ci dilungheremo, diciamo che una su tutte è che non ce ne frega niente di questo tipo di opinioni. Se le dicessero in casa tra di loro. Il problema del popolo è che è noioso e pensa di essere interessante. Ma al di là di questo, ribadisco: buongiorno.
So che dev'essere favoloso vivere in un mondo nel quale si ipotizza che sulla base della statistica a sua volta calcolata partendo da un sistema che non dà alcuna garanzia come l'Auditel, voi pensiate di essere parte di un trionfo nazionale osannato a là Radamès vittorioso su Amonasro e gli etiopi, ma la realtà, quella vera, è che non è così. Il popolo vi odia. Per motivi stupidi, ma vi odia. Se le Olimpiadi le trasmettesse Odeon Tv, seguirebbero quella dimenticando mamma Rai. Avete presente quelli che inneggiavano a Gesù e poi gli sputavano addosso la domenica dopo? Ecco.
Ma per farla meno cruda lasciamoci con un sospiro di sollievo: nonostante tutto andrete avanti esattamente come sino ad ora è accaduto, un filo meno di stima in se stessi ma amen. Ora sapete che se avesse saputo scrivere più velocemente ed il francobollo fosse stato gratuito, vi avrebbero scritto milioni di lettere per ogni congiunzione che avete pronunciato dal 1954 ad oggi. Ora sapete, con certezza, che il giorno che metterete il naso fuori dall'Auditel per vedere come e se la gente segue le vostre trasmissioni, magari scoprirete un mondo che guarda La cucina etnica di Laura Ravaioli e sono decenni che non caga più la Domenica Sportiva, chissà. Con tutto il rispetto per Laura che ogni sera mi regala nuove e meravigliose idee per affrontare una serata con gli amici, o la fidanzata o i genitori con pochi ingredienti e un buon vino o un po' d'acqua o della birra o della fanta o un po' di sale sciolto, per lei è un po' tutto vel vel.
Insomma, ragazzi: il mondo è cattivo. Fatevene una ragione.

