L'oro in bocca
Volevo dire una cosa sugli atleti italiani che vincono la medaglia d'oro e già quella mi pareva sufficiente ma uno non fa a tempo a pensare ad un pezzettino che gliene combinano un'altra. Allora proviamo a metterle insieme.
Trovo davvero cafone -la novità- che l'atleta italiano sul più alto gradino del podio si metta la medaglia d'oro fra i denti. I motivi sono due: tanto per cominciare è oro, stai tranquillo -non ti puoi atteggiare come un mercante di polli e ciabatte del 1200, c'è un comitato olimpico, un mondo intero che controlla, si chiama medaglia d'oro non patacca: è oro stai tranquillo. Secondariamente anche non fosse oro non è importante è un simbolo. Simbolo, cioè quella cosa che sta per un'altra, è una metafora tangibile. Simbolo, σύμβολον, mettere insieme: cioè mettere insieme la tua felicità, la mia, il sacrificio, il riconoscimento sempiterno: sei un atleta campione, il migliore del mondo, probabilmente hai anche messo a segno un bel record, magari durerà per molto. Ti potrebbero anche dare due pietre di granito con su la panna montata - è un simbolo. Togliti quella faccia ammiccante di quello che "è meglio dare una controllata". E so che adesso voi mi direte che è un modo di fare, che è come mettersi in posa a Gardaland e che non è che davvero dubitiate del peso specifico del prezioso minerale a forma di dischetto; e io vi dico, appunto. Peggio ancora. Vuol dire che siete cafoni dentro, che l'avete assimilato al punto da trovarlo divertente e che, ancora peggio del peggio, lo fate perché intanto tutti lo fanno. Guardando però i vostri colleghi mi tocca smentirvi perché nessun altro fa un gesto del genere fuorché voi, il che per estensione porta a dire che -per divertimento e un po' per cultura- gli italiani si mettono in bocca una medaglia olimpica per vedere se è vera. Vuoi che sono quelli che hanno inventato le patacche come le scatole dei lettori VHS con dentro i mattoni, vuoi che ridono a crepa pelle quando Totò vende pezzi di Fontana di Trevi, vuoi quel che vuoi ma questa cosa ha un nome: essere cafoni.
Non bastasse, leggo che i medesimi qui sopra chiedono al governo di detassare i premi. Ora, ignoranza mia, non sapevo che a medaglia corrispondesse premio in soldo sonante ma non ci trovo nulla di riprovevole, anzi: buon per loro. La richiesta ha già trovato sponda e ovviamente il Governo Berlusconi (che se ogni quindici giorni non trova un modo di essere populista e meschino piuttosto ammazza mandrie di cerbiatti per poi fare funerali di Stato) sta preparando un DDL apposito. Ci mancherebbe povere stelle, vinci una medaglia d'oro, ti danno Nmila euro e devi pure pagarci sopra il 40/50% di tasse? E' da stronzi. L'argomentazione dei ragazzi è che per giungere a tanto hanno lavorato -sodo- per quattro anni. Ah beh. Occhio che non metto in dubbio la professionalità e la dedizione ma il principio. Innanzitutto quasi ogni atleta è dipendente statale: nei corpi delle Fiamme Gialle, Carabinieri, chi più ne ha più ne metta. Per quei lunghi quattro anni sono già stati stipendiati. Se il premio delle loro fatiche è solo medaglia e il corrispettivo cash, allora ci ridate indietro 4x13 mensilità. Altrimenti direi che va bene così, ragazzi. Perché altrimenti vale per tutto: anche i miei premi produzione sono tassati, anche il mio TFR è tassato, anche quando mi liquidano le ferie non godute (poiché non mi è stato permesso di goderle, non per noia) mi arrivano tassate e nemmeno poco. Insomma, benvenuti nel mondo crudele.

