Un pezzo alla volta - the nominee

Forse non vi sono perfettamente chiari i termini della cosa. Il Senatore dell'Illinois, Barack Obama, a parte il fatto che HRC non si è ancora decisa a concedergli la vittoria ma è quetione di poco, è il primo afroamericano che si trova a guidare un partito "nazionale" nella storia degli Stati Uniti. Voi che fate sempre le facce perché in sezione vi hanno insegnato che gli USA sono il male, reagirete con indifferenza e non vorrete ammettere che la cosa vi è molto più vicina di un qualsivoglia Darfur, con tutto il rispetto per il Darfur mi raccomando non dimentichiamocelo, che ogni volta che giri lo sguardo quelli crepano a mazzi, però -decevo- quest'uomo potrebbe seriamente cambiare il mondo. Non da solo, non siamo nei cartoni animati. Ma con calma, pazienza, impegno, getta le basi, fa un passo alla volta. E lo fa nell'unico posto al mondo in cui una cosa come questa può avvenire, e non è Mestre -che non è il Darfur, ma merita tutto il nostro rispetto restante. La storia di Obama la lascio alla CNN o a chi per lei sono molto più capaci di me, la stessa retorica del senatore è stata perfettamente in grado di farla rivivere in poche affascinanti frasi, quello che deve restare in ciascuno di noi è che Barack Obama, solo pochi anni fa non era nessuno. Attenzione, per bene: non un politico poco sconosciuto, virgola, nessuno. Al contrario Hillary Rodham Clinton sarebbe dovuta essere la prima Presidente donna degli Stati Uniti e lo si era deciso sin dal 1993. Ma non ci interessano le sconfitte degli altri, però riflettiamoci ogni volta che associamo il concetto di nuovo alla politica nostrana.

