L'ignoranza del Popolo (delle libertà)
Parlare di libertà e liberismo, farne un vessillo, essere eletti sull'onda di questa idea e rastrellare voti da tutti quelli che la libertà non sanno cosa sia (figuriamoci il liberismo) per poi paventare la nazionalizzazione di Alitalia è una schizofrenia solo nostra e duplicemente orrenda: per prima cosa, così sgombriamo ogni dubbio, il liberismo si basa sul Mercato e la concorrenza spietata; il liberismo privatizza non nazionalizza. La nazionalizzazione delle aziende, non me ne voglia sua Maestà, è una roba da Grande Madre Russia. Secondariamente il popolo (delle libertà... come se poi ce ne potesse essere uno delle Repressioni) esulta a prescindere, il che è divertente. Non sanno quello che dicono e che fanno però va sempre bene tutto purché si salvi l'italianità, oggi Alitalia, ieri i diritti del calcio, domani vedremo... e purché non sia stata un'idea balzana dei comunisti.
Non importa che l'idea in sé sia illiberale. Nessuno si preoccupa che la butade in sé basti e avanzi per essere ossimorosa quando nasce da voi sapete chi (non li nomineremo più); non frega niente, purché. E allora non è come crede Facci. Non è vero affatto che "gli elettori hanno ormai dimostrato di fottersene di certe contrapposizioni tardo-novecentesche", quel che è vero è che gli elettori non sanno cosa ci sia dietro alle idee di destra e sinistra e votano a caso, quindi prendono le contrapposizioni tardo-novecentesche per quello che sono: scontri tra tifoserie. E lo fanno perché hanno appreso che non ci sono mai conseguenze, che all'indomani di una scelta (dovesse essere sbagliata) non capiterà niente.
Il problema, quello per antonomasia, quello che sempre -sempre- è dietro l'angolo perché stava nei piani sin dall'inizio, è cosa accade quando cambia il paradigma, quando, ad un certo punto, le conseguenze arrivano.

