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E' molto più facile di come pensi

La disfatta a Sinistra sembra frutto del mistero, nessuno ci capisce niente. Eppure ho un paio di idee semplici semplici. Pensiamo a Roma: dall'analisi dei flussi hanno visto che che c'è uno scarto di circa sessantamila voti tra Zingaretti e il l'ex Vice Presidente del Consiglio e due volte Sindaco negli anni '90.

Vuol dire che gli elettori che hanno votato per il PD alla Provincia hanno poi disgiunto, annullando o addirittura votando per il Pdl al Comune. Sono molto felice che al Loft abbiano capito che è il momento di riflettere e riflettere per bene ma non si alambicchino troppo, le soluzioni sono solo due: o questi suddetti elettori sono dei malati mentali pericolosissimi oppure non volevano votare Rutelli. Fine. E i motivi per non votare Rutelli, alle volte, stanno nascosti dietro l'angolo. Potrebbe essere, ad esempio, la sua sudditanza alla Curia (pensate: la signora Binetti è stata l'unica a dire che l'ex leader della Margherita non ha alcuna colpa), oppure potrebbe anche essere che non abbia la più pallida idea di quel che dice per come lo dice (come quella volta sui valori che portarono all'unità d'Italia); insomma a furia di dare le cose per scontate la gente, nella sua infinita ignoranza, ti volta le spalle e allora ci tocca fare i conti della serva.

E potremmo riassumere così: Francesco Rutelli sono almeno 15 anni che è considerato un uomo impresentabile, la gente non lo vota ma non se ne fanno una ragione. Punto due: la debacle elettorale poggia su infiniti piani che in pochi hanno davvero capito, ad esempio non Cacciari che s'indigna e sbotta perché "a nessuno venga in mente di chiedere le dimissioni di Veltroni". E perché no? "Perché cos'altro avrebbe potuto fare?", controbatte. Il filosofo.

Allora la facciamo semplice, ma molto, molto più semplice di quello che pensate: messo a posto Rutelli che in tutti questi ultimi anni non mi pare abbia fatto molto di più della cartina di tornasole (quanto più gli itlaliani non lo sopportano quanto maggiore sarà la disfatta alla prima tornata elettora utile), resta Walter Veltroni. Di lui che ce ne facciamo? Di un uomo che ha puntato tutto sul rinnovamento della politica, che ha preso come stella polare Barack Obama, che ha fuso partiti, cassato coalizioni, affossato frange (sempre sia lodato), di lui che ne facciamo?

Facciamo che dovrebbe dimettersi perché lui è il responsabile di tutto, nel senso che si è assunto la responsabilità di quello che sarebbe successo nel momento stesso in cui ha partecipato e vinto le primarie (altra roba fatta alla spera in dio); non mi stancherò mai di dirlo: altrimenti cosa serve? Quando si è responsabili di cosa? E perché? Se non c'è mai una conseguenza. Di cosa abbiamo bisogno noialtri per decretare la fine di una esperienza politica? Cos'altro dovrebbe accadere alla Sinistra?

Abbiamo perso le elezioni politiche in un modo indecente, nel farlo abbiamo preso il coraggio a due mani e fatto piazza pulita dell'ala radicale onestamente inadeguata sia nei fatti che negli intenti a portare avanti un'idea politica degna del maledetto 2008. Abbiamo perso la Capitale e non è mai un buon segno, fosse solo per cabala. Aspettiamo che disseppelliscano i partigiani con il placet del Loft? Non lo so, politicamente, esiste situazione peggiore? Per un leader, dico... c'è gente nel mondo che si dimette per aver detto una frase sbagliata a microfoni accesi, non pretendo altrettanto, qui non avrebbe senso ma che mi vengano a parlare di rinnovamento, non già della politica tout court ma addirittura dell'idea stessa della politica, di quella garbata ma anche attenta a non prendermi per il culo, e poi dopo tale e tanta imbarazzante sconfitta salti su il solito Cacciari a fare quello che "Veltroni non si tocca" beh, non mi dà esattamente tutta questa idea di discontinuità.

Dai retta Walter, dimettiti.

Martedì, 29 Apr. 2008
tag: Italia [87], PD [6], Politica [115], Roma [5]
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10:38

15 commenti

  1. Condivido (per quello che conta).

    Asended, 29.04.08 12:35
  2. Il punto è che se si dimette Walter sai che succede? Che il PD torna indietro, perchè nessuno ha considerato in queste settimane l'idea che forse hanno perso perchè il rinnovamento, sì, l'hanno fatto, ma alla fine mica poi troppo, e l'errore di Veltroni non sia stato quello di rinnovare troppo, ma di rinnovare poco.

    Chiunque vada al posto di Veltroni ora, se si dimettesse, sarà certamente qualcuno che non ha in testa la concezione che si debba proseguire in questa direzione, cambiando ancora.
    E' anche vero che pure Veltroni non ha questa grande possibilità di cambiare le cose in questo momento. Ogni strappo che tenterebbe di fare sarebbe contrastato dall'interno, le elezioni non gli hanno dato l'autorità che sperava.

    E allora, come si esce da questa fase di stallo? Boh, io non lo so, vi si sono cacciati loro e purtroppo ci posso far poco...

    Mondo, 29.04.08 01:38
  3. Condivido.
    mi dispiace per Veltroni, ma ... è la realtà delle cose.

    riccaru, 29.04.08 01:49
  4. Si esce da questa fase azzerando il gruppo dirigente fino ai caporali. Ecco come si esce da questa fase. Se Veltroni fosse (stato) un vero rinnovatore, e non la pallida ombra di un riformatore la cui moglie è ubriaca e con la botte piena, se lo fosse stato veramente un riformatore, proprio per questo si dimetterebbe. E con lui, lo ripeto, TUTTI gli altri. Aria nuova. Quanto scommettiamo che se scendiamo di due tre livelli di dirigenza e approdiamo magicamente ai quarantenni o trentenni, qualcuno in grado di argomentare meglio di loro lo troviamo? Questo è rinnovamento, non l'azzeramento della politica, ma l'azzeramento delle classi dirigenti, vera croce di questo dannato paese. State paese. Cyrano.

    cyrano66, 29.04.08 02:28
  5. Io mi sto ancora chiedendo perche' i romani avrebbero dovuto votare Rutelli, a parte l'estrema diffidenza per una certa parte politica che ancora sventola celtiche e fa saluti romani...
    La carriera politica di Rutelli e' una grave perdita per la coltivazione diretta che ha cosi' due braccia in meno per zappare la terra. La persistenza di Veltroni (e di tutta l'allegra compagnia) e' l'ultima opposizione a una tradizione vaticana: morto un papa se ne fa un altro. Niente storie. Alla fine si sono rivelati molto piu' dinamici in Vaticano che al governo italiano. E' un po' imbarazzante essere governati da un'istituzione un po' meno aperta al cambiamento di una monarchia assoluta teocratica.

    Zak, 29.04.08 02:43
  6. Il rinnovamento è stato fatto, ma come ogni ogni cosa intensiva, richiede un tot quantitativo di energia considerevole, che in questo caso si chiama "scotto da pagare".
    Veltroni ha rinnovato e c'hà messo la faccia. Ed è giusto così.
    Se avessero vinto le elezioni, staremmo ancora qui a tentennare, ad ansimare ed aspettare che succeda il "nessuno sa cosa".
    Berlusconi ha stravinto. Punto. Veltroni può meditare a casa la sconfitta di Rutelli, mentre l'Italia si scioglie e dalle eventuali ceneri poi nascerà qualcosa.

    Invece dell'antidolorifico, ci stiamo beccando l'antibiotico che ti stronca, ma si spera poi per un miglioramento.

    Alitalia comprata dalle FS potrebbe essere il "Funniest Joke in the World" da fare invidia ai Monty Python.

    DvD, 29.04.08 02:47
  7. Ti seguo fino in fondo, non riesco quasi a spostare una virgola del tuo filo logico, eppure su Veltroni ,per qualche motivo che non è del tutto chiaro nemmeno a me in primis, non riesco ad essere d'accordo.
    Forse - ma sto ragionando on-line - è che l'idea in sé del PD è ancora talmente embrionale che far fuori direttamente il vertice della piramide appena nata prima ancora che possa davvero misurarsi sul campo (fino ad ora non lo ha fatto: dimensioni della catastrofe a parte, nessuno può davvero aver creduto in una qualunque affermazione a questo giro, eddai...) mi sembra strategicamente la peggiore ed ultima delle mosse. Sto forse ragionando in termini aziendali. Per dire: metti a capo di un'azienda ormai completamente allo sfascio uno che nel bene e nel male almeno conosce il business e, mentre ancora è lì che cerca di capire che sta scritto nelle carte, il castello gli crolla rovinosamente addosso, come peraltro già abbondantemente annunciato. Che si fa, si cambia di nuovo il vertice o si prova a lasciarlo lì a rimestare fra le rovine sulle quali aveva appena iniziato a lavorare?
    Poi certo, rimane il punto che lo stesso Veltroni fa parte integrante di quella nomenclatura che dello sfascio totale è responsabile, che probabilmente è stata proprio la premessa Veltroni & PD ad essere sbagliata, ma tant'è quella è ormai cosa fatta ed io non riesco a credere del tutto che il rinnovamento debba necessariamente passare dall'azzeramento totale della classe dirigente.
    Che poi Rutelli e tutta una serie di altri personaggi debbano sparire dalla circolazione, non ci piove. Ma secondo me, da un punto di vista tattico e politico, converrebbe molto di più che fosse proprio Veltroni a premere il grilletto.
    Tu quoque Brute, ahimé.

    Carlo, 29.04.08 03:13
  8. Analizzare, farsi domande: non c'è piu tempo. Mentre tutta una generazione si comprava il terzo iPod, qualcuno ha terrorizzato di paura la generazione precedente che ora si arma contro i rumeni ed un giorno se la prenderà con i poveri (che saranno guarda un po' i precari di oggi).

    Il futuro non è nero, semplicemente non c'è più.
    Nebulizzato in mille paure.

    Bisogna smetterla di parlare.E poi borseggiare e massacrare il primo benestante che si incontra per strada.

    medo, 29.04.08 05:13
  9. Mah, sinceramente mi sembra quel pelo troppo pessimistico.
    Alla fine la generazione precedente è brava a prendersela con tutti a parole, ma in pratica più che votare Lega non fa (sì, ok, è un danno anche questo, ma pure la Lega quanto a rapporto parlare/fare...), e la generazione nuova secondo me è meno da buttare di quanto si creda, anche perchè non è ancora del tutto formata.
    Certo, se ci autoconivnciamo che le cose vadano male a prescindere nessuno si spenderà a migliorarle...

    Mondo, 29.04.08 10:16
  10. Via Veltroni ci posso anche stare, però solo se per sostituirlo fanno delle primarie. Primarie serie però.

    Geffe, 30.04.08 11:27
  11. Ok, togli Veltroni, chi metti?

    edoardo, 30.04.08 02:00
  12. si, così poi alle primarie di nuovo ci mettono i sette "e questo chi cazz'è", e il veltroni della situazione, e ci si ritrova con le solite facce di merda, con rispetto parlando, e berlusconi al governo. per piacere

    lalaura, 30.04.08 02:15
  13. Edoardo, lalaura: mi dispiace ma la vostra è un logica fallimentare. Nulla da eccepire, questa ci hanno insegnato, questa portiamo avanti. E' che alle volte bisognerebbe emanciparsi. La Destra italiana non sarà capace per molto tempo di responsabilizzarsi, in sua assenza dovrebbe farlo la Sinistra, a convenienza di ogni altro, ve lo garantisco.

    E la mia parabola qui sarà quella della Coda.

    La coda è un di norma un insieme ordinato di persone l'una dietro l'altra. Chi sta davanti è avvantaggiato su chi lo segue ma questo vantaggio non è conseguenza di disparità bensì, al contrario, il premio per una determinata azione (o posizione) precendentemente assunta dall'individuo. Chi sta prima ha maggiore vantaggio di chi sta dopo ed è il "premio" per la propria costanza, lungimiranza o pazienza: chiamatela come vi pare.

    A voi sembrerà sciocco, eppure quest'esercizio non è alla portata di tutti. Il concetto primordiale di prima e dopo, alto e basso, non è patrimonio dell'umanità purtroppo trattasi di un punto di arrivo. Chi non possiede questa base non si può pensare di pretendere arrivi a concetti come responsabilizzazione, effetti e cause, meriti e colpe.

    Non importa chi verrà dopo Veltroni, importa che non ci sia più Veltroni perché in nessun altro modo siamo altrimenti capaci di distinguere il prima e il dopo, il fatto dal non fatto, il merito dalla colpa, la responsabilità dalla viltà, la conseguenza dall'effetto. Veltroni deve dimettersi perché su questi concetti ha basato la propria stessa (rinnovata) esistenza politica, negarla significa negarsi. Le dimissioni sono la presa di coscienza di questa consapevolezza e non un gesto di sconfitta. Chiedo che Veltroni si dimetta da leader non che si dia alla macchia.

    In conclusione, avendovi spiegato per quale motivo io ritenga le dimissioni importanti, credo di potermi uleriormente sbilanciare e dire che:

    1) annullare la classe dirigente di un partito ne fa emergere una nuova
    2) emanciparsi (cosa che la Destra non saprà fare per lungo tempo come dicevo) significa correre il rischio di fare politica. Il che, a sua volta, vuol dire che non possiamo per sempre porci come obbiettivo l'abbattimento di Berlusconi e su questo povero concetto incardinare ogni altra visione da qui a 15 anni; innanzi tutto perché il presidente in pectore morirà e quindi ci ritroveremo con in mano un pugno di mosche, secondariamente perché non è sano che la Sinistra abbia costantemente bisogno di un nemico, alle volte bisognerebbe scendere dalle montagne, posare i fucili e capire che il duce è morto anni fa, inaugurando quella lungamente attesa stagione in cui bastiamo a noi stessi.

    Se non c'è Walter chi ci mettiamo? Altri che non so come si chiamano perché marciscono nei sotterranei delle sezioni, hanno 30 adesso, ne usciranno tra venti e ce li presenteranno come nuovi; ogni volta che pretenderete una classe politica giovane ricordatevi che in realtà non la volete.

    E se togliamo Walter poi vince Berlusconi? Vuol dire che non siamo stati capaci. E come il concetto primario della fila (del prima e del dopo) dovremo anche accettare che chi fa meglio (in democrazia) vince; che non vuol dire fare bene, ma solamente meglio.

    La Sinistra (che crede di avere una grande esperienza in merito, e invece non è vero) deve perdere, ma perdere davvero e questo è un buon inizio. Non andrebbe sprecato. Deve perdere, eleminare chi ha perso, sostituirlo e vedere se la squadra migliora. Questo è il percorso che Veltroni ha indicato in campagna elettorale, questo è il cambiamento di cui gli uomini e le donne italiane di Sinistra hanno bisogno o quello che hanno creduto di rintracciare tra le righe della campagna elettorale.

    Vogliono fare, giustamente, gli americani. Ok, si responsabilizzino allora, e gettino le basi (vere) di una politica nuova prossimo ventura.

    sasaki fujika, 30.04.08 03:18
  14. sasaki tu hai ragione. ma io sono incazzata come una serpe perché questa sinistra pensa ripensa e riflette e fa autoanalisi e però col cazzo che i soliti noti dirigenti di partito si dimettono e fanno spazio a quelle che tu chiami giovani generazioni (quelle che stanno marcendo nei sotterranei). in questo senso io ad oggi vedo poca differenza tra un veltroni e un de mita, o qualsiasi altro politico che fa il politico perché unto dal signore, e lo farà per altri 50 anni, purtroppo

    lalaura, 30.04.08 04:19
  15. Per me la parentesi Veltroni non è ancora chiusa Sasa, per questo ritengo utile che il buon Uolter presenti le dimissioni, vada al congresso e riparta con maggiore forza: facendosi rieleggere.

    Di errori madornali come quello di Rutelli (cavolo ma non aveva proprio nessuno di meglio da presentare al comune di Roma...) passato come uno nuovo e invece rappresentante eccellente di quella politica del salotto pariolino e dell'ombrellone a capalbio, io non ne voglio più vedere.
    Sempre che il PD voglia crescere o invece declini nella solita distorsione masochistica tipica della sinistra italiana, il percorso iniziato da questo gruppo dirigente deve ancora maturare: non ammazziamolo subito!

    Tu parli di classe dirigente di 30 anni.... in Italia non esiste una classe dirigente così giovane (in Italia non ci sono percorsi professionali veloci, abbiamo università che sfornano fuori corso e rallentano la fuoriuscita delle persone) inoltre esiste una gerontocrazia che ha in mano questo paese e non molla le chiavi del potere.
    Questi personaggi sono ovunque...anche nel PD. Quindi o li ammazzi oppure cerchi di aggirare l'ostacolo con qualcuno che ci prova a modernizzare la politica, come ha fatto Veltroni nelle ultime politiche.

    Sarebbe bello fare gli americani, peccato che non siamo americani e non viviamo in USA, se guardi il nostro paese e la sua classe dirigente lo trovi completamente vecchio in tutto e per tutto, inoltre la presenza delle donne (fattore trascurato da molti....) è sempre minima.

    Boh, per me questo gruppo dirigente ha fatto molto, si è scrollato di una sinistra antagonista ormai autoreferenziale che non è capace di ascoltare il territorio nè di capire i problemi reali del paese, ha posto sul piatto alcuni argomenti forti che è sbagliato tranciare sul nascere.

    Cacciari ha ragione a difendere Veltroni in quanto vede l'attacco a lui e al suo gruppo dirigente come un regolamento di conti da parte dei soliti tromboni...boh io Massimo l'ho conosciuto e lo stimo e non è un caso che, proprio per certe sue idee, non sia mai approdato a Roma ad un ministero e ha ragione quando parla di trasformare il partito federativo arroccandolo bene al territorio: e molti cretini credono che voglia fare la lega di sinistra...quando non si vuol capire.

    Vedremo mio caro cosa succede...cmq questo governo ce lo sciroppiamo per altri 10 anni...per cui abbiamo tempo. Poi dovremmo ricostruire tutto...ciao FD

    Flying Dutch, 30.04.08 05:32

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