C'est la meme chose
Più niente. Alla sinistra del PD non c'è nulla. E lo dico malcelando una buona dose di soddisfazione personale ma non fraintendetemi, non godo. E' che appunto sono soddisfatto. Forse potrei rivalutare il mio voto considerandolo una sorta di espressione referendaria. Simone, mi hanno detto ad un certo punto, hey sì proprio tu: hai ancora voglia di avere a che fare con Sinistra Critica e le sue necessità di abolire la proprietà privata in una delicata rivalutazione del baratto come paradigma economico moderno? No. Non ne avevo più voglia e per dirlo m'è toccato votare Colaninno. Poi uno perde delle elezioni invincibili quando non indicibili, però sotto tutt'altro aspetto quasi quasi non s'era mai così tanto avvicinato al veder coronata quell'idea non solo sua di bipolarsimo, dove "bi" vuol dire due e non 26, e nemmeno Mastella.
Dice, sono comunque ancora un bel po' e ci sta la Binetti. Ma nemmeno Roma fu fatta in un solo giorno. Questo a Walter non si può non riconoscere.
La debacle della sinistra nella sua incarnazione stereotipata di vin brulè e maglioni di alpaca, medicina alternativa, dico no perché no, fuck the system e antiamericanismo e notav e no te e no me e anche no-punto e morta lì, me l'aveva bello che sbucciato; sarò stato arguto io o probabilmente fallato e sin troppo onirico il sistema cui si faceva riferimento precedentemente ma pare che circa il 4/5 percento in meno suoi storici elettori si sia adagiato sui miei istinti. Morale? Quella sinistra non è più rappresentata in Parlamento. Ci sarà un perché o sempre colpa dei Monsoni?
Casini idem. Certo sta messo decisamente meglio ma al di là di quel che si pensa, l'unica verità è che fino a che ci si accorpa è tutto un fare la voce grossa dall'alto dei premi di maggioranza ricevuta: dopo di che se ti scaricano e ti presenti da solo vedi che torni a casa con la coda fra le gambe. Il pericolo di scomparire l'ha corso anche l'UDC e non so se avere 3 seggi in Senato possa essere abbastanza per farti considerare un partito esattamente decisivo. Se l'obbiettivo era quello di tenere in scacco il Governo direi che è mancato, il Popolo delle Libertà insieme alla Lega ha la maggioranza sufficiente per far passare tutto quello che vogliono senza porsi il disturbo di capire, o anche solo sapere, che ne pensi Casini, e i gli altri tre suoi.
La crescita della Lega Nord, non avrebbe alcun senso in nessuno Stato europeo. Ma non si deve fare i filosofi, come dice Veltroni, non dobbiamo pensare a quale partito ma bensì a quale Paese. E questo è il Paese che c'è: quello che argomenta che ciascuno deve essere padrone in casa propria, che i terroni sono il male, ma i negri peggio. E va poi a votare uno che ha avuto un'ischemia cerebrale, lo verrebbe ministro e reputa la cosa normale. Prendetevela con il vostro verduraio, i leghisti non fanno altro che presentarsi, si votassero tra di loro non ne avremmo sentito più parlare da anni. In ultima analisi, è piuttosto evidente che le risposte agli istinti animaleschi di giustizia sommaria e tornaconto personale diretto siano un ottimo traino sia per l'ignorante medio che per il colto esasperato; il fatto è che se non reprimi (reprimi) chi inneggia alle armi la prima volta che lo dice, crei un precedente e a quel punto è finita lì. Mandrie di verdurai che odiano i froci, ed è anche un po' colpa tua.
Del PDL non c'è nulla da dire. Se non che governerà saldamente e decisamente per i prossimi cinque anni e tutto sommato non si capisce perché non possa. Il mio personale problema è che tutto ciò avviene a discapito mio. E qui torna in gioco l'inverso di quel sentimento che, infine, mi ha portato a votare; cioè quel terribile disgusto che mi lascia il senno di poi. Quello che mi fa capire che anche 'stavolta me l'hanno fatta e mi hanno trascinato dentro al loro personale giochino. La dignità, la mia, quella perduta, mi avrebbe imposto di starne fuori. Forse ha ragione Bordone e dovremmo darci tutti all'ozio, perché questo è quello che rimane quando cambia il paradigma e tu non sei stato abbastanza lesto da saper svoltare a tua volta.
So solo che quello che arriverà sarà tremendamente peggiore di quello che è stato. Ma non l'ha voluto il fato, nessuno ci ha invaso, non c'è stata violenza: è la democrazia di un popolo mediocre, quello del quale, sta ben qui la sofferenza, facciamo indistintamente parte tutti quanti. Da chi non sa parlare e odia il prossimo, all'intellettuale che odia il prossimo. Il nostro Parlamento è l'esatta espressione di quello che già esiste non di quello che sarà; dovremmo imparare a guardaci attorno e non vedere quello che vorremo ma quello che c'è. Dopo di che facciamo tutti i progetti politici di rinnovamento del caso.

