Vince la Clinton (ma lo dico per menarle sfiga)
Oggi è la vigilia di un giorno molto particolare, quello che potrebbe portare per la prima volta un candidato afro-americano alla corsa per le Presidenziali. O una donna. Comunque la giri ci hanno almeno doppiato. Ma "almeno" a dir poco. Per quanto io parteggi per Obama, le mie simpatie non sono così sciocche da non permettermi di riconoscere che l'ex First Lady degli anni novanta vola già a dei livelli che qui non si sono mai visti. Dico questo perché da una vittoria democratica io stesso e voi con me avremmo tutto da guadagnarci. Al contrario di quanto invece non avverrebbe con McCain il quale s'è ben guardato dal raffreddare gli animi paventando un'occupazione del suolo iracheno per almeno un altro centinaio d'anni. Noi non sappiamo se Napoli riuscirà a superare l'estate 2008, loro hanno piani secolari. Ma non la facciamo questa gara qui, quella di chi fa cosa e come, perché i cinesi allora ci mandano tutti quanti a casa con la coda fra le gambe e poi non mi diverto più.
Dico solo che pensavo di essere a pagina dieci di un bel libro e invece l'avevo pressocché terminato. Anche questa corsa alla designazione del concorrente democratico alle presidenziali di novembre sta concludendosi e comunque sia si conclude bene; capite? Io che sono abituato a dover scegliere tra vomito e diarrea... non mi ci trovo. Quasi non capisco come sia possibile. Ebbene, pensate: anche in seconda istanza, quando la lotta sarà tra John McCain e Barack Obama o Hillary Rodham Clinton, beh in qualche misura non potrà che andare meglio di adesso poiché, usando le parole dello stesso senatore dell'Illinois, George Bush non sarà sulle schede e non potrà essere votato, in nessun modo.

