Il colpo di mano (colpo da villano)
Mi interrogavo, infatti, sul perché Fini volesse così tanto le elezioni quando non più tardi di un mese fa sulle pagine del Corriere della Sera scriveva che "con questa legge elettorale non si va da nessuna parte". Beh, è una partita che nessuno vincerà, ma almeno adesso tutto torna. Facciamo quel gioco in cui vale tutto. Veltroni incontra Berlusconi, ciascuno con le proprie ragioni si trovano d'accordo nel ritenere che c'è bisogno di una virata, un qualche cosa di corposo, no fuffa: basta fuffa, o qui ci sbattono fuori dall'Europa, e fuori dall'Europa è male... un po' come i Ghostbusters che non devono mai incrociare i flussi. Dunque una virata, decisa, solenne. Tornano a casa sapendo che l'altro, su questo, non si opporrà. Ma chi la fa questa virata, e come? Cominciamo dal come.
Per cominciare la si fa togliendosi le zavorre di torno. Gli italiani dovranno imparare a scegliere fra due partiti, solo due, o sapranno di disperdere il voto. Si deve fare uno sbarramento. Magari alto. Come lo fai? Con Mastella, Dini (il mese scorso) non ha funzionato. Chi cazzo se lo caga Dini? L'altro sì che è un ministro di Grazia e Giustizia osannato dai compaesani di Ceppaloni e odiato dal resto d'Italia, destra e sinistra e Beppegrillo.it: non fa una grinza. Togli Mastella, e l'Udeur (tanto si spacca pure quello e Casini raccoglie quello che avanza, per quello che vale). Il risultato è che Prodi tanto alla Camera la maggioranza ce l'ha, illude tutti di portare a casa il pacchetto completo anche in Senato grazie a qualche ripensamento dell'ultimo momento (e si sa mai: magari spaccare anche l'opposizione), invece non fa altro che il gioco dei Veltrusconi, cioè perdere, dimettersi e mettere la medaglia dello stronzo a Mastella (che se la merita ma non è questo il punto) trasformandolo in sinèddoche vivente di cosa non avverà mai più: farsi tenere per le palle da un partito poco più che regionale con con 477 mila voti in Senato e 534mila alla camera. Vedi tu che se la spieghi bene agli italianini passa uno sbarramento al 7% altro che 5.
Per concludere dobbiamo dire altre due cose, veloci: un popolo esasperato lo compri con due pop-corn senza nemmeno scomodare le cortigiane. Nella più assoluta buona fede, Beppegrillo.it sta facendo un casino che presto gli sfuggirà di mano, verrà travolto dagli stessi che lo osannavano e non è escluso che finisca davvero male. In totale malafede, invece, Umberto Bossi e la LegaNord, soffiano sullo stesso fuoco, cioè quello dell'ignoranza, e invocano la rivolta con le armi. Aggiungiamo che un pizzico di Paese verte in condizioni vergognose e necessita di essere commissariato a prescindere da quanto i media se ne occupino (oggi è Napoli, ma ieri era Taranto -unica città "fallita" negli ultimi 50 anni in un Paese Occidentale) e la ricetta è più o meno pronta. Violenza gratuita, squadrismo ed intolleranza faranno il resto. Non lo dico io, lo dice il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, cercando di ricordarci che la via all'Olocausto fu lastricata dalle leggi razziali e le buone intenzioni. E' il marketing delle svolte autoritarie: vieni in Vietnam conoscerai gente nuova.
Adesso vediamo invece chi la fa, la virata. Il perché mi pare chiaro: perché non si può avere sempre e tutti ragione. Perché Slavati sul Corriere della Sera spiegava con la giusta dose di agnosticismo che la democrazia non è onnipotente e che, soprattutto, è incontro. Se non c'è incontro, c'è scontro. E nello scontro, sul breve termine, c'è chi vince e chi perde e di solito chi vince è il più arrogante, il più forte, il più cattivo. Poi alle volte, come nelle favole, il bene trionferà ma ci vuole un sacco di tempo e sofferenza. Beh, la svolta arriverà da Alleanza Nazionale. Innanzi tutto perché Berlusconi non è eterno, e quindi scaricato Casini, ha promesso il passaggio di consegne a Gianfranco (ecco perché adesso anche lui vuole le elezioni: riforma della legge, sbarramento, CDL contro PD, vince CDL con un ottimo scarto ora che si sono liberati delle zavorre, Silvio va in pace a divenir ancora più ricco di adesso sperando di passare alla storia come il Degaulle che salvò l'Italia portandola nella terza Repubblica e lascia -magnanimo- il potere a Fini, giovane e con tanta voglia di fare). E poi perché è storicamente pronta (la base, signori: la base è storicamente pronta), perché ha fatto le prove del nove al G8 e sa come cosa e quando e quanto fare. Ha tastato il terreno vedendo sino a quanto può spingere sull'acceleratore, ha dalla sua parte il clero che terrà a crogiolare per anni con interventi altamente lesivi della dignità della persone, e parte della stampa che è quella che propina calendari e mignotte in vece di notizie, uh: dimenticavo i laici devoti.
E' di qualche giorno fa la richiesta di isolare i "professeri dissidenti" de La Sapienza, o mi sbaglio? Dissidenti. Non esiste il male con il ghigno che ride nell'oscurità facendo riecheggiare il prioprio orrendo urlo per tutta la città. Sarà una cosa molto più "normale", manderanno i Carabinieri e il tutto verrà etichettato come "i sovversivi", "i terroristi", "gli indesiderati"... che ne so, magari anche "i blogger" (è-uno-scherzo!). Pinochet non mandò una raccomandata dicendo che "tra qualche giorno arrivo". E' che piano piano le cose cambiano sotto lo sguardo vigile di tutti quanti. Ma Fini non è Pinochet, sia grazie al suo signore Gesù Cristo. Glielo devo, ma sono spaventato comunque, benché l'Inter abbia pareggiato e sì, manchi un quarto d'ora alle 15 che è quel momento in cui tutto sommato verrò smentito, perché ho dimenticato che di norma, qui, finisce sempre a tarallucci e vino. Il che, visto da questa prospettiva, è quasi un sollievo. Più che quasi.

