Hic sunt leones
Ogni paese ha i problemi che si mertia, assioma. Ci sono posti nei quali (lasciatasi alle spalle ogni questione rurale) stanno arrovellandosi sull'uso dell'LSD nella terapia del dolore (Svizzera); altri in cui un acceso dibattito verte sul riconoscimento di alcuni diritti civili ai robot e simili (Gran Bretagna); ci sono gli USA, oggi concentrati su quale minoranza possa essere più o meno sponsorizzata (se gli afro-americani rappresentati da Barack Obama, o le donne delle quali l'esponente è Hillary Clinton) all'interno del Partito Democratico per la corsa alla Casa Bianca. Che dire della Spagna (non sono molto d'accordo) che addirittura s'è trovata infangata nella solita disputa con il clero perché ha provato a far passare un concetto di famiglia allargata: una sorta di harem latino-occidentale nel quale ogni amante vive con il proprio partner e, magari, la relativa legittima controparte... apriti cielo, comunque sia sarà meglio che affrontiamo la cosa per quello che è: in Italia dobbiamo affrontare una crisi.
Quella dell'immigrazione clandestina? Beh, anche. Del terrorismo? No, decisamente no, o non più. La Mafia? Sì, ma poi. La Camorra? Fuochino. No, dai: non ditemi che siamo ancora lì con la spazzatura? Già. Ma non con la spazzatura, punto: con la gente della spazzatura. Con i presidi anti-discarica. Prego? Sì, sì: i presidi anti-discarica. Cioè quelle persone esasperate che si incatenano ai cancelli (chiusi) e fanno la messa in piazza perché qualche cosa succeda. Che basterebbe fare le messe nelle chiese, togliersi dal cazzo, slegare le catene e far passare i camion e le forze dell'ordine che riaprono le discariche: vedi che i miracoli alle volte càpitano.
Signori campani, quelli normali. Siete una valanga di persone. E siete esattamente uguali a me solo più incazzati, che è un bel dire: vi imploriamo di fare qualche cosa. Io non posso fare qualche cosa qui da Milano, voi sì. E dico, che ne so, aprite un sito e pubblicate le fotografie e i video e gli articoli interessanti; o riempite le redazioni di tutta Italia delle vostre lettere. Spaccateci il cazzo perché non siete soli. Cioè: a me importa, e non solo a me. Ma il problema non siete voi, non io, non quelli come noi e, di certo, non i sacchetti della spazzatura. Tirate una linea per terra e fate una cernita ragazzi. C'è chi vuole risolvere questa cosa e chi non lo vuole affatto. Pare abbastanza evidente. Badate che non sto parlando, né in alcun modo caldeggiando, un maledetto stato di polizia. Dico che, e sarete d'accordo, alle volte bisognerebbe smettere di pretendere che "qualcuno ci aiuti". Vi stanno aiutando. Ci sono i militari che raccolgono la roba da terra, i pompieri che spengono 90 incendi a notte, carabinieri e polizia dappertutto per cercare di mantenere l'ordine pubblico, eccetera. Ma vi rendete conto? Hanno chiuso le scuole! Hanno chiuso le scuole... come con i lanzichenecchi. Siamo al punto che non c'è ordine pubblico e va riportato. Siamo alla parte più cupa della società, quella che non ascolta, che non comprende, che non si ferma: siamo alla bolgia infernale, al non sentir ragioni, alla rivolta del pane... cazzo era il fottuto 1800, la gente crepava da stronza e comandavano i parroci e i vassalli, rinsavite!!!
Ecco, siccome la Campania, invece, è un posto che meriterebbe di essere evidenziata su tutte le cartine del mondo come quel posto che se non ci sei mai stato allora sei uno stronzo (io non ho mai *mai* conosciuto gente migliore in vita mia sotto ogni punto di vista) vi starei implorando di fare qualche cosa, qualunque cosa. Vi ho dato due idee, lo so è poca roba. Ma farebbe la differenza perché quello che risulta, al contario, è abominevole. E soprattuto perché non si può avere per sempre ragione, non si può non fare mai un passo indietro. Attorno alla civiltà che cerchiamo con difficoltà e disperazione di preservare ed alimentare, non c'è niente. C'è la vittoria di quelli che l'inceneritore no e poi crepano di tumore per le diossine e non ci arrivano, non è un concetto che percepiscono! C'è solo gente che urla, che non sente, che non parla, che non fa. Cui è tutto dovuto, "e lo stato che fa?". Che disubbidisce, che ha stracciato il rispetto per gli altri e per se stessa. Che pretende, ma spesso non merita nulla.


