Benevolent dictator
Nel suo editoriale sul Corriere della Sera di sabato 22 dicembre, Michele Salvati ha decisamente spinto sull'aceleratore. Parla di scienziati sociali e benevolent dictator. Quella sorta di sovrano illuminato che con il giusto grado di prepotenza e totalitarismo potrebbe arrivare là dove la democrazia non può. Salvati (del quale a seconda di dove caschi l'accento del cognome capiamo le intenzioni) scrive un editoriale sul maggiore e più importante quotidiano d'Italia e parla di benevolent dictator. Ve l'ho ridetto ché magari vi è sfuggito. C'è parecchia gente, quella normale, che s'è accorta di quanto questo paese sia allo sbando e di come sia inutile che la politica provi a darsi un nuovo volto, il problema è altrove. Ed è nella popolazione. L'incesto è evidente: Prodi è Italia e italiani, come lui Berlusconi, che dire del Cardinal Ruini o ancora di Borghezio, Mastella, Dini, Binetti, Veltroni, Montezemolo, proseguo? Ciò che la democrazia non può e non sa fare, è salvarsi da se stessa. Non lo dice Salvati, per questa volta, ve lo ricordo io: nessun Governo (nel senso più esteso) sa essere peggiore del popolo che l'ha eletto, e dal quale sorge.


