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Hossanna, hey JC want you die for me?

Qualche giorno fa hanno consegnato il Premio Nobel ad un signore nato e vissuto in Italia sino all'età di otto anni, oggi ne ha settanta. E da allora vive negli Stati Uniti: vi chiedo scusa se vi faccio notare che sono sessantadue anni che vive fuori da questo paese. Tutto bene, se non fosse che il signore in questione, al secolo Mario Capecchi, è uno scienziato. Uno scienziato qualunque? No: un genetista.

Il signor Capecchi premio Nobel per la Medicina 2007 genetista, nello specifico, s'è visto riconosciuto l'importante premio perché, riporta Wikipedia (Wikinotizie)

«Il premio Nobel per la medicina è stato assegnato questa mattina allo studioso italo-americano Mario Capecchi, insieme ai colleghi inglesi Martin Evans e Oliver Smithies: il merito che il Karolinska Institutet a loro riconosciuto è il lavoro svolto nel campo delle cellule staminali. Gli studi hanno permesso l'introduzione di una tecnica speciale, chiamata "gene targeting" che viene definita di immensa importanza.

Questa tecnica permette agli studiosi di individuare quale gene deve mutare e come deve farlo. In questo modo è più facile verificare quali sono le conseguenze che una determinata mutazione su un determinato gene può apportare. L'applicazione di questa tecnica sta avendo risvolti interessanti in molti campi, come la lotta al cancro, l'embriogenesi, l'immunologia, la neurobiologia e, data l'importanza dei geni, in generale contro tutte le malattie. Con questa tecnica, infatti, è possibile intervenire su animali da laboratorio per provocare le mutazioni genetiche che causano la malattia e quindi permettere un'analisi di tale mutazione che può facilitare la creazione di un adeguato trattamento medico per curarla.»

Ora, verrebbe facile riterene che l'Italia non si può appropriare di questo Premio Nobel perché di fatto l'ha vinto un trio composto da un uomo che in Italia c'è stato non solo molto poco, ma che per di più è da un lato naturalizzato americano, dall'altro perché là e non qua è potuto accadere, giacché la nostra legge non prevede anzi demonizza questo genere di scienza. Troppo facile, e non è il mio punto.

Il mio punto è la Chiesa e gli italiani stessi, tristezza. Dunque la Chiesa fa e disfa (cavolo se disfa!) perché il pensiero dell'orrenda chimera si insinui fra gli abbondanti seni dei legislatori i quali a loro volta fanno sponda, più o meno decidono che con i geni non si può far nulla e tutto secondo i piani. Poi succede, secondo me qualcuno ha bestemmiato pure in Vaticano, che quel vecchietto vinca un Nobel, anzi non un Nobel, il Nobel. Non poteva fare il dentista? No, lui gioca con i geni, e adesso?

Nonostante ne deglutiscano molte ogni singolo giorno, c'è una sola cosa che non si può fare agli sciocchi abitanti del paese con il sole e la terra buona (e il sole) e il popolo che canta (e il sole) e la pizza (e? il sole), eccetera, la Chiesa lo sa: non si può loro togliere la coppa-del-mondo. Dove la coppa-del-mondo alle volte è la Coppa del Mondo, altre è lo scudetto, oppure il Palio con l'Oca che vince, o quella circonvenzione di incapace che si lista sotto quell'immonda pagliacciata del sangue di San Gennaro... andiamo avanti all'infinito: ma se gli italiani vincono, belìn, vincono. Basta. Taci. Ho vinto, sono Italiano, su il tricolore e via. Ho vinto, sono un figo, bona lì.

La Chiesa lo sa. E finalmente si dimostra per quello che è: l'ennesimo organismo paraculo che assilla la fisicità di questa Nazione. Se sei un prete, se sei un Vescovo, uno che si fa i bambini o che crede che dentro un'ostia ci finisca lo spirito di 'sta ceppa, se mi hai fatto due palle così con l'amore e la coppia e il matrimonio e il feto e la legge 40 e il divorzio e i froci e le cellule del feto e la vita è sacra, ma soprattutto se c'hai davvero un po' di morale e di dignità anziché sventolarla quando torna utile, beh allora se è vero tutto questo porca miseria tu ti alzi in piedi e il giorno che un signore anzianotto vince il premio Nobel perché è stato bravino nell'ottenere ottimi risultati in quanto combatti ogni giorno, beh dicevo, ti alzi in piedi e dici di No. Dici che ok lui ha vinto ma è una vittoria che non serve a niente e anzi è una vergogna.

E poi ti becchi il popolo bue che ti sputa in faccia; quello che il giorno prima ti osannava e oggi ti scarica perché è salito sul carro dell'altro vincitore. Ne hai sentito parlare?

Mercoledì, 24 Ott. 2007
09:27

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