Va bene, allora vi dico perché no
Gira su Facebook da ieri, ma immagino anche da molte altre parti, una immagine fatta in fretta e furia da un nobel per l'intelligenza che si sente un sacco scafato, e recita questa frase che sto per riproporvi che ha affascinato un sacco di brave persone.
Sotto la fotografia di Mario Monti c'è scritto, tutto in maiuscolo: «E allora adesso mi spieghi perché le tue banche di merda non ci danno il mutuo se non abbiamo un posto fisso?» (io ve lo avevo detto, ieri, che questa cosa qui del mutuo e avercela su con le banche non è sana). Ora la prima domanda è: davvero? Cioè davvero non capisci perché non te lo danno? Non capisci perché è normale che sia così?
Bene, cominciamo a rispondere che vorremmo vedere riconosciuta un po' di buona fede, ci piacerebbe presupporre che il Presidente del Consiglio, noto al mondo intero per la propria competenza finanziaria, diventato senatore a vita e Presidente del Consiglio proprio perché uomo di affermato successo e inopinatamente competente in materia macroeconomia (almeno più di me e di voi, alcuni dei quali non hanno manco visto da lontano un logaritmo), non decida cosa fare o non fare, proporre o ritrattare perché il suo fine ultimo è distruggere te. Sì, sì: proprio te.
Quindi quel «allora adesso mi spiaghi perché le tue banche di merda [...]» ti presenta per quello che sei: uno che a) non sa che Monti non è proprietario di alcuna banca, b) lo crede nella migliore delle ipotesi “schiavo” dei poteri finanziari; al giogo della plutocrazia internazionale. Quella plutocrazia internazionale che, bada bene, fino a che hai un lavoro a tempo indeterminato e ti concede un mutuo per comprare una casa che non ti puoi permettere, ti va benissimo.
Veniamo al mutuo. Qui è difficile perché credete un sacco di cose molto sbagliate quindi per seguire la logica, e si tratta solo di logica, dovrete compiere un affidamento quasi completo. Tipo Harry Potter: sospensione di incredulità, per piacere.
Le banche vi concederanno un mutuo, che è un prestito di un capitale, se e solo se darete una garanzia di solvenza; che significa che glieli ridarete. Siccome, dato che i mutui per le case coprono capitali di una certa entità, è difficile che glieli possiate ridare nel giro di qualche mese (nessuno ve lo impedisce, comunque, sia chiaro -soprattutto dopo le prime liberalizzazioni che fece l'allora ministro Bersani) è evidente che l'istituto, qualunque, che eroga un prestito vada alla ricerca di una qualche garanzia di solvenza.
Un introito costante è la più comune garanzia di solvenza, ma non è La Sola garanzia di solvenza. Ad esempio, potreste essere possessori di altri immobili; o avere una rendita, o un accantonamento, o un'attività con un bilancio, o anche una dichiarazione dei redditi che giustifichi agli occhi del vostro futuro creditore l'uscita di una certa somma. Ci sono due punti importanti da capire, ma molto bene:
1) voi prestereste centomila euro ad uno sconosciuto che questa sera ve li chiedesse in metropolitana? Ve li ridà, un po' alla volta, in 25 anni. Presumendo la vostra buona fede e un po' di onestà intellettuale, probabilmente non lo fareste. Se foste nelle condizioni di farlo prevedo che vi interessereste di almeno due cose: cosa vuole farci con quei soldi e se è in grado di ridarveli. Io lo farei, secondo me anche voi. Quelli tra di voi che, onestamente, avessero risposto che «sì, io glieli darei», sono persone molto rare e devono capire, una volta per tutte, che la società da qualcosa come due mila anni o più, non è fatta, composta, da gente come loro. Che tutti quegli altri, quelli fatti in modo differente, hanno inventato la finanza e hanno deciso altre regole. Quello che vorrebbero, qualora cercassero un prestito, non è un rapporto regolamentato con un ente erogante ma un'opera di bene. Ci sono i preti, per queste cose: andate dai preti. In fine ultimo, io credo sia di altrettanta e maggiore importanza, c'è soprattutto la sproporzione della richiesta, spesso. Le famiglie italiane hanno un reddito pro capite medio inferiore ai 2500€ al mese: la richiesta media di finanziamento è di 250 mila. Un indebitamento di 100 volte tanto. Nessuno negherebbe loro 5 mila euro, questo lo capiamo sì? Dice, ma con 5 mila euro non ci fanno nulla. Ma questo è un problema loro. Anche io vorrei una casa con il terrazzo e una stanza in più, invece ne ho comprata una con una stanza in meno e senza terrazzo. E mi hanno erogato il mutuo perché la mia garanzia prima è stata quella di avere uno stipendio (e una storia di stipendio) che copre la rata di quel prestito per tre volte tanto, da solo. Lo ridico: tre volte. Ed è tutta la vita, qualunque scelta io abbia fatto, che lavoro per questo risultato: potermi permettere, o meno, le cose. Non sono fortunato, ho compiuto scelte, le compio tutti i giorni. Non guadagno tanto io, è che ho chiesto pochi soldi e quindi la rata è bassa. Poi, c'è il reddito complessivo che ho con mia moglie. Quella è la questione: ho fatto una richiesta commisurata alle mie possibilità. Sono soddisfatto? Ni, volevo il terrazzo e una stanza in più a dire il vero, ma non mi sembra di avervi rotto i coglioni a voi, è un problema mio se non me lo posso permettere e no, non è una stronza quella della banca perché non mi dà i soldi per una casa che voglio ma non potrei comprare.
2) la seconda cosa da capire è che comprare una casa non è un diritto inalienabile dell'essere umano; il che dà un sacco fastidio a sentirselo dire ma resta la pura e semplice verità. Una verità che fa rima con un'altra più dura di tutte. Con "posto fisso" intendente "lavoro costante", e il lavoro costante d'ora in poi dipende più da voi, in qualità di lavoratori, che non dai datori di lavoro perché, viste anche le vostre esigenze, non sono più (sottendendo, evidentemente, la buona fede di cui sopra) nelle condizioni di poter garantire la continuità di alcun che. Se questa condizione vi portasse ad essere economicamente meno adatti ad avere un prestito, probabilmente non lo otterrete e questa cosa, verosimilmente, capiterà perché avete la pretesa di ottenere prestiti che non sono adeguati alla vostra capacità di solvenza, o all'idea che di essa emanate. E quindi no, è facile che non possiate comprare una casa. Ci sono gli affitti, non li hanno resi illegali.
Ecco perché quell'immagine è sciocca, e poco profonda. E populista e di facile sorriso ma completamente fuori dal come stanno le cose. Strofina solo le corde di come si vorrebbe che fossero, le cose. E cioè che, come ha scritto un commentatore nei commenti al post precedente a questo, sia possibile per tutti avere dei soldi senza dare alcuna garanzia.
Il perché si dovrebbe resta tutto da spiegarsi.
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