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L'errore umano - parte 7: Mr. Wong

Davanti a me, fermo come tutti ma non ci assomiglia. Prima di lui in quattro a far lo stesso. E cioè aspettare. Incolonnati, precisi ed ordinati, sulla rampa dell'Esselunga. Mr. Wong taceva e stava. In inquietante preludio.

Dico, penso -ho sempre pensato insomma: "sarà la lingua. Sarà che è talmente tutto diverso che trovare relazioni non è solo impossibile ma pure stupido". Mi sbagliavo. Non è la lingua. E' che quello cinese è un popolo stupido, mi dispiace. Dico solo la verità e voi lo sapete quanto me. Chi non vive in mezzo ai cinesi stia zitto per cortesia, solo biascichereste stronzate di socialismo for dummies. Vi ricordate, sì, che non ho proprio proprio un rapporto idilliaco con i ragazzi del sol levante? Bene, occhio perché questa è geniale pur nella sofferenza che mi ha provocato.

Allora siamo sei macchine ferme sulla rampa d'entrata dell'Esselunga di viale Umbria, Milano. Mr. Wong è di fronte a me, ha un'autovettura di seconda mano, un feticcio rosso che mi ricorda una lanterna appesa allo specchietto retrovisore, la moglie a fianco. Li vede quelli avanti a sé. Li vedo io, vuol dire che li vede anche lui. Non è questione di lingua. Li avrà ben notati, sì?, che si accostano alla colonnina -aspettano- spingono un bottone -aspettano- ritirano un biglietto -aspettano- e poi, fosse anche stata la prima cazzo di volta, avrà notato Mr. Wong che più o meno qualche istante dopo aver ritirato il biglietto dalla colonnina la sbarra di fronte, che a tutti (non solo a lui) impedisce il passaggio e dunque l'entrata al parcheggio della sovracitata Esselunga, miracolosamente si alza? L'avrà visto? Avrà fatto due più due? Che sia proprio quella minchia di colonnina che gestisce la sbarra in questione? Che -dio guardami- sia proprio quella cosa lì oppure è PadrePio? Niente: non è una questione di lingua, ok? Non c'è un cazzo da capire. C'è da schiacciare, aspettare e passare. No. Mr. Wong, no.

Lui, arriva il suo turno, lui tira dritto. E spacca tutto.
Respirate.

In un solo istante mi sono detto: ok, sta per scoppiare un delirio. Tipo una rapina all'americana. No. Era solo Mr. Wong. Scende dall'auto, e mi guarda. No, Mr. Wong non guardare me, non è il caso. Mi guarda ancora. Devo aver avuto un fremito, un sa-dio-cosa ma mi ha notato e ha preso a venirmi incontro. Avrei voluto piangere.

Lo osservo per un attimo, mi è a fianco; abbasso il finestrino-questa-volta-dio-mi-maledica.

-Pelché?
-Cosa? Perché cosa? -gli chiedo io.
-Pelché è lotto così?
-Ma come perché ci sei andato addosso, che cazzo dici? Mo' sto qui due ore ad aspettare perché non fanno entrare nemmeno me.
-Wong.
-Eh?
-Wong?
-Wong?
-Wong!
-Oh, belìn, no eh? Non ricominciamo con la solita psichiatria cinese. Che cazzo cs'è Wong-cosa?
-Io, Mistél Wong.

Giuro su dio che in un primo momento ho voluto pensare che di nome facesse Mistél, poi ho desistito prostrandomi al mio destino.

-Bene Mr. Wong -gli ho detto- bene. Ha fatto un troiaio.
-Chi?

Sono un cretino. Mi è già successo. Io lo so già che non bisogna dare loro del "lei" perché comincia un loop che vai a puttane in un battibaleno.

-Ok, lascia perdere -procedo- Mr. Wong è inutile che mi guardi con occhio da Bambi che gli hanno ucciso la mamma cerbiatta hai tirato giù la barra e non mi chiedere "perché". E' semplice, s'è rotta perché sì.
-Ma io no en. Tlata. Sù. Mr. Wong sù! No tlata, sù. Sì? Mr. Wooooooooooooong. Sù. Tlata.
-"Tlata" eh? Eh, già...
-Mr. Wooooooooong, tlata sù. No talta. Sù.
-VAFFANCULO! Basta, leggi qui: VAFFANCULO! Cos'è vi mettete d'accordo? Comprate un biglietto per incontrare Sasaki e farlo impazzire? Ma cosa volete da me? Cosa c'è? Cosa posso fare, Mr. Woooooooooooong? Niente, ok? Non posso fare proprio niente. Io sono uno stressato paranoico ma voi lo fate apposta. Come fai -Mr. Wong, come cazzo fai me lo spieghi?- a non capire che devi schiacciare un bottone e aspettare che si alzi? Hai guardato gli altri? No? Perché non li hai guardati?
-Tu.
-...

Capito, lo stronzo?

-Tu, cosa?
-Tu, tlata. Sù. Mr. Woooooooooooooong.

Mi giro per un istante, sono stanchissimo e devo ancora fare la spesa, ho avuto una settimana di merda non ne posso più e lui mi dice "tlata". Mi giro e arriva uno del supermercato, vorrebbe capire. Tutto tuo, baby.

-Ma lei -dice l'uomo col grembiule da bidello- ma lei ha rotto tutto.
-Chi? -gli risponde Mr. Wong.

Sei un dilettante, penso io. Ancora gli dai del lei? Bravo, allora vuol dire che c'hai un venticinque/trentanni da perdere. Nel frattempo Milano mica ti dà tregua.

-Dico a lei, ha rotto tutto.
-Chi?
-Come chi, lei? E' sua questa macchina?
-Tlata.

Mi guarda. Anche il bidello mi guarda. E no, gioie del mio cuore: stracazzi vostri.

-Mi scusi sà -dice Mr. Esselunga- io non la capisco, forse il signore...

Il signore sono io.
Ci guardiamo, io sudo. Si avvicinano a me. E' il momento di scendere dalla mia macchina. E' il momento dire basta alle schizofrenie dalle rosse lanterne di festa e le bianche di lutto. Mo' basta.

-Lei capisce il signore? -mi interroga il bidello.
-Intende "tlata"? Mi spiace, no.
-Mr. Wooooooooooooong -mi dice sorridendo- Mr. Wooooooooooooong tlata, su. Sì. Lui.

-Io no -dico al bidello- mi spiace, non so che intenda con quel "lui" ma io proprio no. Con tutta la buona volontà la mia macchina sta ancora là, vede?
-Sì. -ok, ho pensato, il bidello non brilla ma non è cieco: almeno ci siamo evitati il braille.

Ora voi penserete che c'è stato, infine, un momento nel quale più o meno ci siamo capiti: no. Io non so che volesse dire con quel "tlata". Di certo ha provato a dire che ero io che non avendo schiacciato il pulsante in tempo non gli avevo permesso di passare sotto la sbarra. Ve lo ridico: in quella testa di cazzo che si ritrova Mr. Wong credeva verosimile fosse l'automobile procedente quella a doversi assumere l'onere (e perché no, l'onore) di premere il pulsante e lasciarlo dunque passare.

Vi dico di più: Mr. Wong, ad un certo punto se ne va, prende non so quali accordi con il bidello, gli presenta addirittura la statua di cera che stava oramai da minuti interminabili immobile sul sedile del passeggero: diceva fosse sua moglie. Secondo me era solo un contenitore per il balsamo di tigre versione maxi-famiglia. Insomma Mr. Wong se ne va, il bidello mi guarda e mi dice: "mi dai una mano a tirare su i pezzi della sbarra?" Lo faccio ma nel contempo gli stacco un braccio a morsi e me lo tengo quale cauzione che dopodiché potrò finalmente andare ad incazzarmi con i carrelli e le signore che non sapendo di esistere si riflettono nei barattoli di passata di pomodoro per cinque giorni in attesa di vedere immagini sacre. Lui annuisce, gli riattacco il braccio e vado alla ricerca di un carrello.

Ce li hai, Simone, due euro? No.

Allora prendo l'ascensore, perché una volta entrato al super diventa tutto più facile. Lì c'è un bancomat, potrò prelevare 50 sacchi e poi dirigermi al banco assistenza per chiedere di cambiare. Quel posto ha una liquidità che nemmeno Fort Nox. Hai un milione di euro e lo vuoi cambiare da 20 centesimi. Non fanno un plissé.

Eccolo: arrivo al piano, l'Esselunga mi si mostra fiera e nobile come solo lei. Il bancomat è lì a qualche metro. Prima di me, Mr. Wong ha da poco ritirato la sua carta Fidaty e proprio quella cerca di infilare nell'apposita feritoia. Vaffanculo -penso- non posso morire dietro a Mr. Wong. Adesso la aiuto e ci muoviamo in due.

-Mr. Wong.
-Tlata!!!!!!!
-Taci, togli la Fidaty da lì, hai un bancomat? Usa quello.
-Tlata, no. Sù. Sì? Tuo. -e indica la mia carta.

-Mr. Wong vuoi che usiamo la mia carta per prelevare i soldi per te?
-Sì.
-Levati. Per. Piacere.
-Tlata.
-Behvedi. Vaffanculo, allora ciascuno dice il suo non-sense, ok? Ocio perché sono un professionista.

Infine lo rivedo, alle casse, dopo circa un'oretta. Ha portato le bucce, cuore di mamma. Lui mica voleva rubare, no? E' che le banane le ha viste lì: un bel casco. L'ho comprato anche io. Solo che lui lo voleva in quel momento lì. Lui e la sua statua di cera porta-balsamo-di-tigre. E allora che fai aspetti? Ma va... le ha mangiate, e poi ha messo in cassa le bucce.

-La cassiera, mi guarda. Mi dice: scusi lei sa cosa vuol dire "tlata"?
-Mi creda Giulia (io leggo sempre il cartellino), Giulia mi creda, davvero, lasci stare: non è una questione di lingua.

Gli altri della saga L'Errore Umano:
Piu Miu, Dario, Alessio, Jessica, Sara, Mr. Wong, Annamariassuntina




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