Le fosse sfuggito, onorevole
Dice Casini che "le norme non vanno create per colpire qualcuno. Un grande imprenditore o un professionista devono poter fare politica". Vero. E' che un grande imprenditore o un professionista (nomi e cognomi, Casini: stiamo parlando di Sivlio Berlusconi e della sua compagna Azzurra Caltagirone), dovrebbe poter far politica al netto di saper garantire al popolo che li elegge, e senza la minima ombra di dubbio (vuol dire "palesemente", "pubblicamente", "comprovabilmente" -se mi passa il neologismo), di non poter occorere nel rischio di manipolare politicamente una legge o quant'altro perché ne abbia, infine, un tornaconto personale. Qualora lei e i suoi vi troviate d'accordo con quanti qui sopra, potreste ad esempio smettere di parlare e votare? Il contrario non è l'ennesimo cavillo sul quale disquisire per anni pretendendo di avere una visione diversa della questione e pur tuttavia originale, onesta e perpetrabile: sarebbe solo un acclarare la propria volontà di voler (e saper) gestire i propri beni da dentro un parlamento. Il mio. E non si può fare, o non si dovrebbe.

