Palinsesto, prima persona singolare
Ho passato la giornata di ieri a guardare la televisione. Penso non accaddesse dai tempi delle elementari. E un po' mi sono sentito l'amico di Moretti in Caro diario; quello che sono dieci anni che non accende l'aggeggio perché assorbito dal suo studio sull'Ulisse di Joyce. Poi vede Sally Spectra e manda tutto a puttane.
Ma non era proprio "la televisione", non -non ancora- con il televisore. Ho guardato tutto il giorno YouTube.
Ho cominciato guardando qualche video di Bollani, del quale lunedì prossimo mi godrò un concerto tra le valli in quel di Sondrio. Poi ho rivisto lo spettacolo stupendo che ha fatto con la Banda Osiris, e da lì ho colto un collegamento meraviglioso che mi ha portato a guardare un pezzettino di intervista a Travaglio con Serena Dandini e Dario Vergassola. Ed è stato come un fiume in piena: tutto il Travaglio possibile ed immaginabile, ripercorrendo tappe storiche (Luttazzi) e scoprendo inediti: ad esempio un suo intervento durante un "non so cosa" assieme agli Amici di Grillo. Hai detto Grillo? Beh, Beppe Grillo che fa il santone e parla di Skype a caso non mi è simpaticissimo, ma quando parla di Skype e di WiMax con cognizione di causa agli azionisti Telecom dando invece ai manager dei buffoni e dicendo "la telefonia è morta" è un dio sceso in terra. E non c'è nessuno meglio di lui. Nessuno.
In realtà sono giunto al suo intervento all'assemblea degli Azionisti di Telecom dopo aver visto molte delle sue "settimane"; un video podcast, corredato di giornalino -free press lo chiamerebbero gli uomini dall'abito intero; lui lo fa gratis, lui e chi lavora con lui. Ti dice delle cose che ti incazzi come un toro e poi ti saluta e sorride. Non sono d'accordo con tutto. Ma il solo .9% di quello che dice avrebbe scatenato trenta guerre civili in giro per il mondo, e tanto mi basta.
Finito dunque su Grillo&Telecom ho girato su Report. Ovvero la puntata di Report sull'affaire Telecom. Tronchetti Provera, Tavaroli, Mancini, eccetera: ne ho la nausa. C'è stato pure un lucido momento nel quale ogni teoria del complotto finiva dritta dritta in un vicolo cieco sul muro finale del quale c'era un cartello con su scritto: "Craxi è stato ucciso. Non è morto di morte naturale." Per più di una buona mezz'ora vi garantisco che tutto tornava. Non mi sono poi convinto del contrario. E' che ho cambiato canale, su YouTube: ho cercato Glen Gould. Ho cercato l'uomo che mi commuove dal mio iPod. Lo volevo vedere in faccia, non mi era mai capitato di sentirne il bisogno. Poi ieri l'ho fatto. E l'ho visto. Era un disadattato quell'uomo lì, ma se c'è un dio, beh, gli parlava tra le dita e i tasti neri e quelli bianchi. Ho ascoltato una sua, breve, lezione sulla Fuga e il Contrappunto ed è così che, infondo, Craxi, è scivolato via, per un po'.
Questa è la televisione che avremo. Quella in cui ciascuno sceglierà con cosa incazzarsi e con cos'altro tornare sereno. E c'è già, è qui dietro l'angolo. Un po' ci credo nel digital devide, però credo che "un po' è che la gente non sa l'inglese e un po' è che non c'ha voglia". Ma, a tendere, penso di avervi raccontato il perché non avremo altre Simone Ventura, ed è solo un bene.

