Un popolo meraviglioso
Allora è andata così. Entro in una sorta di edicola o qualche cosa del genere per ricaricare la MetroCard, insieme a me mia sorella di nove anni; beh io pago quel che devo mentre un signore a fianco distrattamente rimetteva nel portafoglio qualche dollaro non accorgendosi di averne perduto uno che svolazzando a terra si è piantato proprio sui piedi di mia sorella la quale lo prende tira per la maglietta il signore in questione e glielo ridà. Lui la guarda e la ringrazia molto, infine si gira di nuovo e le porge lo stesso biglietto da un dollaro che poco prima gli era stato restituito. E dice: grazie, piccola. Sei una bambina molto corretta. E qui in America l'onestà, il merito lo ricompensiamo.
Ora mia sorella non ci ha capito un cazzo, anche perché non parla inglese. Ma io sì. E di fatti nella mia testa mi è venuto in mente che in effetti solo in un paese che premia il merito è possibile che un iracheno detenuto a Guantanamo oggi studi (pagato con tanto di vitalizio) alla Columbia University (perché bravo e Non Terrorista) oppure che un certo Robert Moses abbia disegnato e costruito tutte le principali arterie della città senza mai avere la patente. Insomma, mia sorella s'è fatta un dollaro. A me è toccato pensare che fossero un meraviglioso popolo "avanti". In realtà mi sono ricreduto: sono un ottimo popolo civile; scontrandosi contro la mia inciviltà mi ha fatto strano ecco, tutto qui. Adesso andate pure, sfogate la vostra voglia di antiamericanismo e dite che gli yankee del cazzo fanno le guerre. Fate capire di non riuscire a capire.

