Portamene un altro. E ancora un altro, e poi un altro
C'è una cosa. Si chiama Free-refill. Facciamo i provinciali sino in fondo e ammettiamo pure di essere rimasti stupiti. E lo dico perché abito a Milano che si sente la città più figa della terra, non a Budrio: con tutto il rispetto per Budrio, sia chiaro, però non è Milano. Insomma, tu mangi e ordini da bere. E questi ti continuano a riempire il bicchiere (della stessa cosa che hai ordinato la prima volta) di continuo, sino a che non finisci. Per fare un esempio pratico per finire un t-bone di quelle serie (diciamo una 12 once, magari da Arthur's a Hoboken, New Jersey - Washington St. angolo con la terza davanti ad un MacDonald's che sviluppa fotografie 24/7 spendendo 21 dollari tondi tondi e voglio dire che il cibo è a strafottere, sia chiaro: non piattini, roba da star male. E poi il pane all'aglio che è grandioso), insomma per farti fuori un pezzo di carne così non ci si mette proprio un minuto e magari va via più di un bicchiere di qualunque cosa abbiate ordinato. Nel mio caso era Coca Cola. Questi vanno avanti a riempirti il bicchiere, senza lo chiediate esplicitamente. Lo vedono mezzo vuoto (non tutto vuoto, mezzo) e te lo portano via per cambiarlo con uno nuovo.
Sarà una cosa bella? Sarà una cosa anche particolarmente furba? Vediamo come potrebbe essere. Quando ero assai più giovane di adesso ho fatto il barista per tutta una estate, ricordo che una scatola da 25 lattine di bibite costava circa 12 mila lire. Rivendute a 4 mila lire l'una. Mi pare un buon ricarico, no?
Se oggi un locale applicasse l'usanza del free-refill ci guadagna o ci perde? Io dico che ci guadagna. Da un punto di vista della comunicazione non verbale, porca miseria, la prima cosa che strilla al cielo è che il cliente, lì, lo trattano come un dio. Quindi, secondo me, facendo una media di due bicchieri a persona significa guadagnare li stessi soldi di prima ma consumare il doppio delle scorte di bibite comprate all'ingrosso. E' anche però vero che nel frattempo il locale si riempie di persone che si sono passate la voce e sanno che se vengono lì, per cominciare, bere non costa tanto; magari consumano di più. Magari consumano uguale ma anzicché avere il locale colmo una volta al mese lo si avrebbe un giorno si e uno no; aumenterebbe il fatturato del triplo. Magari.
Infine la concorrenza non potrebbe fare altro che adeguarsi, perché il primo che lo fa frega tutti; non si può altro che andare dietro. Più che regalare, per un commerciante, non c'è. Che altro si potrebbe loro chiedere. Bene: nel momento in cui lo facessero tutti quanti la situazione fra i vari gestori (nel nostro esempio diciamo di una decina di pub di un quartiere - realtà conosciuta a Milano son persuaso) la consideriamo appacificata. Si torna nuovamente tutti quanti uguali a prima e nessuno ci smena più di altri, nel frattempo però si è molto ben guadagnato. I fornitori sarebbero felici perché, dato il consumo, potrebbero essere aumentate anche le richieste di rifornimento e tutto questo mi pare che vada incontro, e non poco, al cliente. Il quale, oggi come oggi, è semplicemente al centro del mirino di chiunque abbia la licenza per vendere qualche cosa. Il cliente in questione guadagnerebbe un "privilegio" inaspettato ma del tutto naturale -inteso proprio come soddisfazione di un aspetto ancestrale della catena del cibo: ho sete, dissetami.
Se ci fosse fra i lettori di questo blog un esercente, mi promette che ci prova? Per un mese. Poi mi manda una bella mail e mi dice che l'esperimento è andato a puttane e che in Italia non può funzionare e io me ne starò; però non ci credo. Perché la gente se la tratti bene (e dar da bere sino a che c'è bisogno non solo è trattare bene ma è trattare da dio) non ha motivo per fare la stronzetta e non venire nel tuo locale apposta. Se la tratti bene, dicevo, io credo ancora che la gente ricompensi, nella sua massa.
Ah, siccome mi sto rivolgendo allo stereotipo di gestore di pub et similia di ceppo tipicamente italiano, mi permetto di ricordare che non vale aumentare i prezzi di tutto il resto. Sennò siamo daccapo. Sennò state nuovamente prendendo per il culo i clienti come con il tre per due. Non aggiungendo un bella cosa, ma pretendere che il mondo sia fatto di coglioni. Che, per carità, è mezza vera come cosa: proviamo, solo (pensavo), a badare all'altra metà per una volta. Vi prego, fate questo test. Secondo me vi va bene. Se così non fosse vi chiedo scusa sin da adesso. Riporterò qui il risultato se qualcuno mi prenderà davvero in parola.

