Ah, i "camerata" di una volta
L'ex attaccante della Lazio (tristezza dover essere ricordati in quanto ex-qualche cosa, no?) Paolo Di Canio non è più un "camerata" come si dovrebbe. Questo è quello che pensavano un paio di burini d'altrettanto calibro che dal finestrino di una macchina hanno inveito nei confronti del calciatore a spasso per quel di Viterbo con Paolo Signorelli, ideologo di estrema destra. Come se l'estrema destra avesse ancora bisogno di uno che perpetri il suo verbo, ma lasciamo correre.
Vi chiederete, perché? Non si sa. Probabilmente perché non gioca più nella Lazio (mi pare motivazione accettabile, ma d'altra parte vogliamo ancora disquisire sulle argomentazioni dei fascisti?) - per dovere di cronaca Di Canio è andato ad infoltire le fila della Cisco-Lodigiani, che manco so cosa sia. Altri motivi, vediamo... non so, magari è un po' che non fa il saluto romano, oppure ha i capelli troppo lunghi, oppure ancora ha fatto un sorriso, sa il cielo.
Insomma si sono menati, tanto. La meglio sembra averla avuta il tifoso che sfodernado una bella bottiglia rotta ha ferito il giocatore al polpaccio. Il premio FIFA Fair Play 2000 (tutti quanti si ubriacano di tanto in tanto) sembra essere andato su tutte le furie a causa degli insulti rivolti alla propria moglie e figlie. Magari se li meritavano, anche qui vai tu a giudicare: magari gli hanno detto che votano Rutelli, e lui si trasforma come Lue Ferrigno.
Onesatamente, la libertà di espressione -la Democrazia più in particolare, ma ci arriveremo con il tempo- mi pare stia mostrando il fianco. E non poco.

