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Chilly delicato*

Noi, ragazzi per bene, non lo sapevamo. Noi, ragazzi di mondo, quelli che quando incontrano qualcuno lo salutano facendo feste senza rintanarsi per eccesso di egocentrismo e mal celando timidezza o miopia da svampiti fra le nuvole, noi dicevo, non lo sapevamo. Tredici maggio 2006, ok è l’anniversario di matrimonio dei miei genitori, auguri auguri, ma non c’entra, fine. Pensavo, quel giorno: tredici maggio 2006, mica facile essere donna. Le più fortunate, figlie di un passato che fa paura; le lotte sociali, la ricerca di indipendenza – ah le povere mondine; e poi: suffragette a noi! - Alla rincorsa di quell’immagine orrenda che un mondo maschilista ha di loro. Cosa faccio? Metto la gonna, oggi. E’ primavera. Tempo di vestitini. Senza calze. Oppure no, jeans e via andare. Faccio la donna in “jeans-statemi-dietro, ché io corro ma sono donna: dentro”. Uhm. Affascinante. Tredici maggio 2006, pleonastico chi vi parla nel suo procedere a tentoni, è un bel troiaio fare la donna. Ma giuro - giuro - ai tempi di Torquemada, si stava peggio: quindi non rompete i coglioni. Voi, e il mentolo. Poi vi spiego.

Adesso, maschi, pseudo-amici miei, possessori (spesso inconsapevoli) di eterogeneo cromosoma xy, voi, oh voi, quelli dalle belle spalle, tartarughino addominale e recalcitrante inclinazione all’igiene (leggi: sto mezz’ora in bagno, penso che si chiava, dopo non si chiava e non mi lavo più). Voi, avete mai pensato al peso, al fardello della donna moderna? Quella che ha bisogno di mille creme, struccanti, riviste, pedicure, depilazioni inguinali per sentirsi ben curata, pinzette sopracigliali, colei che può dire quelle frasi tipo: vado a prepararmi per la notte. Io darei un avambraccio per poter dire una cosa così, ma non si può, non sta nelle cose, non mi viene. Beh, ci avete mai pensato? Davvero? Quelle che sono donne perché “cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le scarpe” è una frase che non fa ridere: solo la verità. Quelle alle quali, magari, un giorno tocca braccarvi al muro e con gli occhi languidi, lucidi dirvi: ti amo, ma mio figlio lo faccio con un altro, tipo domani. E poi lo fanno davvero, mica era solo scena. Maschi, oh voi, ci pensate o no al bordello che è portare un seno, di ogni taglia disponibile (anche moltiplicata alla “-1”), in giro per la 92 dopo le undici di sera? Sì? Bravi, ma sappiate che ai tempi di Torquemada, era peggio. Quindi tirate dritto la prossima volta: vadano in culo loro, e il mentolo. E due.

Questa è la storia di una donna che non esiste o forse sì, comunuqe sia è bruciata viva e se lo meritava. Quel giorno (possiamo immaginare) uscì di casa, una carezza al gatto che sornione le si intrecciava ad ogni passo fra le gambe, bruttina, la signora, va detto. Capello un po’ unto. Mani di una che lavora, cazzo se lavora, giorno e notte. Nodose, mani. Ma occhi belli. Roba da farti saltare giù da cavallo e restarne ammaliato per un periodo medio che basculi, almeno, fra il per sempre e l’eterno. Chiaro? Occhi così. Prima qualità, facciamo verdi. Ha una tunica, una cosa un po’ spiccia, niente a che vedere con le odierne, primaverili e signorili collezioni Burberry, lino leggero, taglio impero. Laccio in vita. Piedi nudi, no Manolo e tacco otto: nudi. Falcetto in mano. Dove va? Nel bosco. Quello dietro casa. Oggi sarebbe l’Esselunga. Ma oggi non c’è Torquemada al supermercato; nel bosco, quel bosco, invece sì, c’era – che un po’ è anche sfiga. Puntato su due piedi, sfilza immonda di preti cattivi alle spalle, lui la guarda. Lei indugia fra il fogliame, poi si ferma. E via di falcetto, una roba alla Asterix se capite dove voglio arrivare. Ne fa una manciata di quell’erbaccia, la mette in tasca e torna a casa. Tutto chiaro fino a qui? Ok. A casa c’è una pentola. Non fatevi venire le smanie da Harry Potter, è una pentola normale, una come quelle che vendono un po’ ovunque. Ok, non è antiaderente: è che non le serviva. Acqua che bolle, dentro. L’erba di prima sminuzzata, pure. La signora non sappiamo perché ma di lì a poco si sarebbe trovata nella medesima situazione su di una canasta un filo più ardente, dopo aver rinnegato Satana per un paio di volte, ça va sans dire, probabilmente non più immacolata di quanto cavo la natura l’avesse fornita. D’altra parte ci sono donne un po’ così, come dire, spigliate. Dicevo, con Torquemada in giro, il Lancôme Primordiale Optium Night / First Signs of Aging Visibly Renewing Night Treatment si trasforma in poco più dell’ultimo dei vostri problemi. Ma la colpa era sua, quindi ‘stavolta io sto con Torquemada, ed ho le mie buone ragioni.

Qualche secolo dopo, di quell’erba (chiamiamola erba) non se ne perse traccia, ed è un peccato. La si usa un po’ per tutto, oggi. Caramelle, detersivi e quant’altro: niente a che vedere con il demonio. O così la dovevano pensare Henry Roberts e Lorenzo Manetti quando, il 25 gennaio del 1921 si incontrarono e fondarono la Società Italo Britannica L. Manetti - H. Roberts & C. per Azioni. Maledetti loro. Ora, quali sono i prodotti più rinomati della Manetti & Roberts? Ve li dico subito:

  • Neutro Roberts - Progenitore della linea dei prodotti "neutri" è il sapone solido, la cui distribuzione ha inizio nel 1904. Negli anni '60, in seguito alla crescente richiesta di prodotti in linea con il concetto di "neutro", nasce il primo accenno di linea, con l'introduzione sul mercato dello shampoo e successivamente dei deodoranti. Nel 1981 "neutro" cessa di essere l'aggettivazione attribuita ai prodotti in virtù delle loro specifiche formulazioni, per diventare vero e proprio "brand-name" della linea, nel frattempo ulteriormente arricchita. Si identifica così il marchio "Neutro Roberts" con quei valori di naturalità, delicatezza e cura della pelle che continuano a sancirne il successo nel panorama dei prodotti dedicati all'igiene e al benessere della persona.

Al rogo! Procediamo.
  • Borotalco - La prima formulazione del Boro-Talcum risale al 1878, come risulta dal formulario segreto del Laboratorio di Via Tornabuoni, ad opera di H. Roberts; la commercializzazione, nel famoso barattolo verde in metallo, ha inizio nel 1904, dopo la registrazione del Marchio di Fabbrica. Il successo della "migliore polvere per la pelle", come viene definito il Borotalco in un'inserzione pubblicitaria dell'epoca, è subito evidente: nel 1906 Boro-Talcum viene premiato nel corso della mostra "Pro-infanzia" di Milano e negli anni successivi si moltiplicano i tentativi di imitazione, tanto che nel 1929 una sentenza della Corte di Cassazione riconosce alla Manetti & Roberts il diritto esclusivo all'uso delle denominazioni Borotalco e Boro-Talcum. Diritto da cui discende lo slogan "Se non è Roberts non è Borotalco", oggi: più semplicemente: “Se non è Roberts che sapone è?”. In esso, ancora oggi, si identificano i valori della tradizione Roberts, quali genuinità e affidabilità delle formulazioni.

Altro rogo! Poi?
  • Acqua alle Rose - La celebre Acqua Distillata alle Rose Roberts è stata messa in commercio, nel tradizionale flacone blu cobalto con etichetta liberty, addirittura dal 1867. Da allora e per oltre 100 anni Acqua alle Rose è rimasta sostanzialmente immutata, a conferma del geniale intuito del suo creatore. L'alchimia della sua formula del tutto naturale e del suo inconfondibile profumo hanno accompagnato le donne di quattro generazioni, diventando l'insostituibile alleato per la cura e la bellezza del viso.

Terzo rogo e non se parli più. Ma io mi accanisco, e adesso vi svelo un segreto che nemmeno i signori Manetti & Roberts conoscono. Era il novembre del 2004 e un nuovo spettro si aggirava per l’Europa ma non proprio ovunque, per l’Europa, diciamo più nell’intimo delle europee. Il suo nome è Chilly. Dicevo, Milano – Novembre 2004 nasce Chilly Delicato. Lui crede nella sensibilità dell’intimo femminile. Non vi dico, chi nel 2003 si era comprato il marchio e tutta l’azienda di contorno: Manetti & Roberts, of course. Ma comprare non è creare, i due geniali maschietti erano finiti fra le grinfie dell’essere donna oggi, come due pere.
Bene la sapete la sensibilità dell’intimo femminile con cosa la proteggiamo? Ve lo dico subito: con una base detergente (sapone), con gli estratti di Aloe Bardanensis e di Hamamelis, che fanno un cifro di cose (non riporto ma giuro) ed in fine con l’acido lattico, il Triclosan (noto per le sue proprietà batteriostatiche selettive) ed un complesso di derivati lipidici di origine vegetale. Fine? No. Fine sto par di palle, manca una cosa fondamentale: il mentolo. Dei delle vergini dalle patate infuocate, il fottuto mentolo quello che i signori, maschi, Henry Roberts e Lorenzo Manetti non si erano mai cagati di striscio. Ve la ricordate la signora di prima, quella di Torquemada? Ecco, la colpa è sua. Si fosse fatta i cazzi suoi, del mentolo nessuno saprebbe nulla adesso, invece. Ottimo, dice: sì ma il punto? Il punto è che da quel che si apprende da un comunicato stampa del 30 Maggio 2005 la Manetti & Roberts, sia mai che riposi venti minuti, decide di affidare a Weber Shandwick le attività di ufficio stampa del marchio Chilly e quindi adesso so a chi rivolgermi. Signore, nell’ordine, Antonella Basile e Micaela Ausili... anzi solo lei signora Ausili, lei che è Senior Account Practice Consumer dell’agenzia, rifletta e poi mi dica: ma lei, l’ha mai provato il Chilly? Stessa domanda alle signore Cristina Riccardi e Silvia Bogani responsabili a loro volta di pay-off del calibro di: sono una donna che crede nella delicatezza e nella sensibilità: nel mio intimo c’è Chilly. Voi, signore, lo avete mai provato Chilly? Porca puttana? Perché io sì. E se “anche voi sì” e non avete fatto una piega allora abbiamo un problema. Dice: tesoro, sono affari tuoi, non è un prodotto per maschi. Lo so, ma alle volte capita di essere ospiti. Per questo mi sento in dovere di avvertire i miei simili, possessori di un glande. Ragazzi, state attenti. É un massacro e non sto scherzando. Ti prende un gelo sino al cuore; poi cominici a sentirti come ti avessero inanellato il pene di caramelle Polo, al che prende dentro: sensazioni cosmiche di cavità che non ritenevi di possedere, t’immagini prepuzi con gocce gelide a mo’ di fontane di una Leningrado ai primi di febbraio, e questo zero assoluto ti sfreccia per ogni venatura inguinale e uno torce il collo, ma no, niente, niente da fare: io un freddo così, al culo, non l’ho mai avuto in vita mia. Lo giuro su dio. Ora, se la confezione fosse stata fucsia io non l’avrei nemmeno sfiorata, ok? C’è un motivo. L’uomo, il maschio, non riesce ad avere a che fare con il fucsia. Signore di cui sopra, questo non è altro che un modo gentile per dichiarare sconfitta. Avete vinto, con tremendo sotterfugio e colpendo decisamente basso, ma avete vinto. ‘Fanculo il vostro vetero femminismo travestito da dosatore automatico, ubi major: l’utero è vostro, ghiacciatevelo sin che vi pare. E noi, ragazzi ingenui, abbiamo due sole opzioni a questo punto: o ci portiamo il sapone da casa (ma è un po’ di cattivo gusto, convenite?), o quella ragazza lì, quella che compra queste cose qui e non te lo dice, non te lo dice prima e poi quando gliene parli ride, ma ride che non sta in piedi, ride che sviene quasi, ecco quella ragazza lì – stronza - la si lascia. Io, ad esempio, l’ho lasciata. Eccheccazzo, uno pari.

* brano tratto da Sabatonotte - quinta puntata, 21 maggio 2006

Domenica, 21 Mag. 2006
03:18

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