Germogli di vita
Quasi tre anni fa, di questi tempi, erano gli ultimi momenti della mia relazione più importante, ad oggi. Con quella donna, quella che mi ha insegnato cosa sia l’amore, o meglio, quella con la quale mi sono impegnato a capire come costruirne uno, come alimentarlo, sostenerlo e poi magari perderlo (perché alle volte capita che sia così e non c’è niente di male, le coppie – anche le migliori – finiscono e nessuno ne può nulla), con lei – dicevo – era primavera. Di questi giorni qui, era primavera. E profumava, come solo questa stagione sa fare. Di vesititini, mi parlava. Di scarpe belle e leggere. Di sole. Eppure si viveva un millimetro alla volta. Lievi, alla vita. Perché è così che funziona quando si è piccoli, dentro. Poi, quell’amore finì. E sia. Tanto è stato il lavoro, mio, per mettere a posto quella disfatta, quella sconfitta, che oggi – inaspettatamente e contro ogni regola logica – ci ritroviamo con un rapporto davvero invidiabile. Nella mia macchina c’era un piccolo sasso che me la ricordava. Era un ciotolo disegnato da mia sorella il giorno della sua cresima che lei aveva conservato e lasciato nell’incavo nella maniglia della portiera. Lì è restato per tre anni, sino a qualche settimana fa. Io sono uno che si lega alle cose, dopo aver perduto le persone. Io sono uno che quando perde le persone non sopravvive. Ma c’è di buono che non è per sempre. Ho creduto che nella vita vi fossero poche persone che la possono rendere qualche cosa di speciale. Ho creduto che il primo amore, comunque sia, ti spezza il cuore prima o poi, ed è una mezza verità. Il secondo te lo ricostruisce e anche questo da un lato è vero, dall'altro leggermente meno. Il terzo, magari, sarà mia moglie. Ho parlato di amore, non di persone. In certi casi (in ordine sparso) capita che i soggetti siano i medesimi. Quel ciotolo, sino a qualche settimana fa. Poi ho chiesto ad una persona di prenderlo e toglierlo da dove si trovava. Mi ha chiesto: sei sicuro? Ed io: sì, sono sicuro. Le cose si mettono via, ad un certo punto. E ne nascono di nuove. Sbocciano, in primavera.

