Day hospital and me
- Lei ha?
- Mal di stomaco.
- E?
- E, avuto la febbre, picco massimo 39.2 tre giorni, o da che l’ho misurata.
- Poteva essere prima?
- Me la sento da quando ha nevicato.
- Sono tre settimane fa.
- Sono quasi tre settimane fa, sì.
- Altro?
- Una ghiandola qui, vede?
- Sì e si chiama tonsilla.
- Tonsilla. So cos'è.
- Ha preso?
- Tachipirina come se piovesse, e antibiotici. Sono al quarto giorno con oggi.
- Mi ha quasi fatto le scarpe.
- Mi avrà insegnato bene. Da un malessere all’altro a me passano mesi, non decenni. La farmacologia persiste, sembra.
- Dorme?
- Qualche ora a notte, naturalmente. Poi c’è la vaniglia.
- La Vaniglia?
- Sì, è una cosa lunga.
- Ho tempo.
- E’ Tylenol PM Vanilla Caps, easy to swallow, if you can’t sleep you’re not alone. Ma è un pacco, mi creda. E' che era in offerta in edicola. Vuole lasciarlo lì?
- Mi parrebbe sciocco.
- Vede perché andiamo d’accordo, io e lei?
- Mangia?
- Dignitosamente. Ma ho perso comunque cinque chili in tre settimane. Che magari a qualcuno fa anche piacere, ma io avevo appena accettato di aver cambiato taglia. Ora ho un sacco di pantaloni larghi.
- La trovo un po’ stanco.
- Sì, me lo dice anche la mia mamma, a vederla. Ma a parte questo, lei è un medico. Il mio.
- Con chi lo passa San Valentino?
- Con la mia analista.
- Ottima scelta. E le dirà?
- Che è estate.
Mi osserva.
- Ed è male.
- E' male.
- Non le chiedo il perché.
- Non mi chieda il perché.
- Poi?
- Poi parto per Londra.
- E torna?
- Non ne ho idea.
- Ha salutato tutti?
- No.
- Lo faccia, stia bene.
- Anche lei.
wake me up, when september ends

