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L'errore umano - parte 5: Jessica

Sono a casa. Ho fame. Ne ho tanta e ho voglia di cinese. No, Simo non lo fare. Lo so, ultimamente mi preparo da mangiare bene, mi piace, faccio la spesa però… Non lo fare poi è un casino lo sai come vanno a finire queste cose, ti incazzi. Ma va' non posso incazzarmi sempre. Stavolta andrà meglio, su, ho voglia di cinese. Come vuoi, poi vedrai.

Prendo il telefono, si fa così no? La Nuova Isola, ristorante pizzeria italo-cinese. Chiamo.

- Buona sela.
- Salve, posso parlare con Jessica?

Si, si. Sono un cazzo di recidivo, ho già chiamato ed è sempre stato un massacro; una volta ho beccato Jessica che mi capiva un po' di più e adesso voglio sempre parlare con lei. Io alla fine vi do il numero di telefono e voi provate, che sennò non mi credete.

- No.
- Come no?
- No. Jessica, è.
- Jessica è? Signora Jessica è, punto, non funziona, mi dica cos'è Jessica.
- Jessica è mola. No, no (voci dal retro in cinese) è cola. E' colta, Colta, ecco, si si è Colta.
- Ah, buon per lei. Me la passa al telefono?
- No, perché è colta. Molta.
- Signora mi sta dicendo che è molta? O che è colta? O magari corta o morta?
- Ecco.
- ECCO IL TUO CAZZO DI PIEDE DA CINESE in ciabatte. Ecco che?
- Sì, giusto. Piede.
- No, no. Dài belìn, ma che cazzo è stasera? Ma che c'entra il piede. Ma vale tutto? Ok, allora rilancio: Bambino... eh? Cosa ne pensa di Bambino?
- Bambino? Ok.

E mi passa al telefono un bambino. Il quale, c'è un dio - alle volte, mica sempre - però c'è, parla un po' di italiano. Poco. Ma lo parla.

- Cosa vuoi?
- Ciao, senti, ora te lo dico cosa voglio, ma Jessica che fine ha fatto?
- Sta male, è colta (coRta, scusa, si corregge con uno sforzo bestiale - ma va figurati, dico io) ad un piede.
- Ascolta, corta ad un piede non vuol dire niente. Intendi che si è fatta male?
- Si.
- E non c'è quindi, per questo…
- No, no, è qui.
- E non può rispondere al telefono perché c'ha male ad un piede? Ma siete matti? Vabbé dai basta, ok. Prendo i ravioli di carne alla piastra.
- Uno?
- Si per uno solo. Grazie. Poi prendo il riso al curry e…
- Uno?
- E si, per uno, solo-per-me, grazie. E, dicevo, pollo con i peperoni piccanti.
- Semple uno?
- No dammene 23, li congelo. Si si, per me soltanto.
- Altlo?
- Ma si, anche un toast di gamberi. Per uno, io. Ok?
- Plendi tu, no?
- No.

Perché danno sempre per scontate le cose meno ovvie? Cazzo, c'hanno il volantino con su scritto Servizio a domicilio gratuito, non vengo no, io. Ci vieni tu. Purtroppo devo saltare la parte della via, ma è stata un crescendo di “io, tu, pel uno, al 10, eh? Chi? Pel quanti? Scalini? (scalini?)” infine…

- Quant'è?
- Tu che lesto hai?
- No, tu che resto hai, io ho i soldi, se mi dici quant'è me li preparo.
- Polto il lesto di venti.
- No mi dici quanto pago e poi vediamo.
- Non posso fallo adesso.
- Ma perché, santo cielo, hai preso l'ordinazione, somma, no? No. Ok, lo faccio io: sono 12.60 io ti do due ticket da 5.20 e ci aggiungo il resto. Quindi porta per il resto di 15.
- Vedi che tu metti lesto?
- Mavvaffanculo, ragazzi' quando arrivi vediamo, bon.

Si, fumatevi una sigaretta. L'ho fatto anche io. Anzi lo faccio pure adesso. Poi vado avanti, perché ho della roba che non vi immaginate.

Driin.

- Chi è?
- Si.

Ecco, lo sapevo.
- Chi è?
- Si.
- Si, la cena che ho ordinato?
- Jessica.

Ma allora sono scemi davvero, ma ti rispondono al contrario.

- Ok, il primo canc… Jessica? Ma come Jessica? Non ti eri fatta male al piede? Insomma non c'avevi il piede corto?
- No, colta al piede.
- DEI DELL'UNIVERSO CONFUCIANO, è sbagliato uguale. Intendo dire che ci fai qui se ti fa male il piede tanto da non poter rispondere ad un telefono?
- Polto la cena.

Ok, mi arrendo.

- Va bene, il primo cancello a destra all'ultimo piano.
- Si. Allivo.

Ve lo avevo detto che Jessica è meglio.

- Qui?
- Jessica dove sei? Nel cortile? No, non è lì, è, come ti avevo detto il primo cancello a destra all'ultimo piano. Ora tu ti giri di 180 gradi e quindi magicamente lo troverai alla tua sinistra, ma resta l'ultimo piano.

Non perfetta, solo meglio degli altri.

- Qui?
- No, Jessica, quello è il primo piano. L'ultimo piano è esattamente agli antipodi del primo.
- Qui?
- JESSICA LA SENTI LA VOCE? Mi vedi dalla tromba delle scale? Sono ancora un piano sopra te? Perché mi chiedi qui? Sali, belìn, sali finche non siamo ai nostri soliti, banali, sessanta centimetri di differenza; questo senza volerci soffermare sul piede corto di stasera, ma è per decenza. Tu non sai quanto vorrei accanirmi.

Io sono pieno di kebap sotto casa, mi spiegate perché non mangiato un cazzo di kebap?

- Qui?
- Fuochino Jessica, fuochino. Si, ti mancano quattro scalini, direi che è qui. Grazie. Quanto ti devo?

Primo. La gamba, il piede, quel cazzo che era, stava da dio. Punto secondo, mi guarda. Ma non “mi guarda e mi dice”, mi guarda, punto. Alzo le sopracciglia, faccio segno con le mani per pagare, prendo spavaldo il portafoglio.

- Jessica, quant'è?
- Non c'è.
- Ti prego, se mi vuoi bene, non ricominciare.
- Non c'è gambeli, pollo con le mandolle e gambeli, non c'è.
- Ma io non li ho presi. Dov'è il problema?
- Qui.

E mi fa vedere un pezzetto di carta, scritto in cinese. Ve lo ridico: Jessica, mi ha fatto vedere un CAZZO DI PEZZO DI CARTA CON LE SCRITTE IN CINESE!

- Ascolta, io non lo capisco. Il cinese. Jessica.

Inspirare, espirare.

- Ma come si dice? Pollo con mandolle.
- Ma non l'ho preso. Ti prego non fare così, sono distrutto, Jessica, non ce la faccio più. Vediamo, ho ordinato i ravioli di carne… ah, che sia il toast?
- Si, ecco. Perché io leggeva “toas” - che in cinese noi dice toas - ma no capiva.
- Ma se me lo dicevi prima a me “toas”, anziché pollo con le mandorle che non c'entrava proprio una mazza, anche se non so il cinese capiva io. Ma va' che siete delle belle crape, eh? Io non leggo il cinese, tu non leggi l'italiano, siamo rovinati, Jessica.
- Comunque, ecco i soldi, senza toast di gamberi quant'è?
- Nove e ottanta.
- Ok, così ti voglio, reattiva. E, scusa, Jessica, chi è quello che mi ha risposto al telefono?
- Mio cugino.
- Uhm, anni, del cugino?
- Tle, così.

E mi ha fatto segno con le dita. Io l'ho mandato in culo, quel bambino. M'è quasi spiaciuto, ma magari se lo si sfancula un po' da piccolo non mi viene su così rincoglionito come gli altli. Altri, per dio, altri.

Non dovevo. Avevo ragione io; lo so come vanno a finire queste cose, che mi incazzo.


1. il numero di telefono è (prefisso di Milano) 69.00.9756 se volete il loro meglio, non chiedete di Jessica. Vi prego, provate. E' un'esperienza mistica.

2. Lo so che sembra incredibile, ma l'ultimo pezzettino sono riuscito a registrarlo. Se mi dite come convertire un file .amr in mp3 ve lo metto da scaricare.

Gli altri della saga L'Errore Umano:
Piu Miu, Dario, Alessio, Jessica, Sara, Mr. Wong, Annamariassuntina

Martedì, 24 Mag. 2005
tag: Errore Umano [9]
00:55

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