... è d'oro.
Guardo le mie rose. Sono piccole ma ci sono, alle volte sembra siano loro a guardare me e non viceversa. In effetti abbiamo qualche cosa in comune. Il silenzio. Anche io come loro, quel che faccio, lo faccio in silenzio. Riflettono quel che di me proteggo e tengo nascosto, ma non perché segreto più di quanto delicato poiché semplicemente mio. Le osservo, crescere e fiorire. Non parliamo mai, ci basta poco a me e alle mie rose. Il tè mi chiama, e fischia. Non so cos’ho pensato il giorno che comprai quel bollitore, ma ora è un piacere averlo con me. Nella mia settimana da dimenticare, oggi, in questa profumata domenica di maggio, penso a quel che ho perso e a quel che ho ritrovato. E ciò che, ancor di più, ho scoperto come nuovo. E non c’è stato, da tempo, nulla di migliore delle mie rose che, in un modo tutto loro, mi sorridono. A me, che sorseggio, pavido, il mio tè, nel mio deserto.

