Prima ora - filosofia
« Io non so cosa stia accadendo, ecco perché credo di essere matto. Ci sono momenti della vita, ho scoperto, nei quali tutto sommato non è utile né pratico percepirsi quali esseri pensanti: umani. Ora non è che l’essere umano in quanto tale sia più in grado di individuarsi di quanto non sappia fare una marmotta o l’orso Marsicano, no. Io non lo credo proprio, ma tant’è. Così dicono, così pare, mi adeguo. Alle volte mi risulta difficile. Che stia andando tutto, troppo, al contrario? Non ne faccio la domanda di una vita, io la vita la rincorro, è per questo che non mi importa; sono sempre dietro capite? È per questo che mi fa un po’ schifo. Ma non l’abbandono mica, e non lo faccio perché fa troppo figo, io la sfiga me la vivo. Come quando mi capita il pistacchio, a me fa schifo il gelato al pistacchio, ma se capita me lo becco e non rompo i colglioni. Perché non si può passare la vita a rompere i coglioni, giusto? Dio mio, magari no, non è giusto… non fate quelli che dicono sempre sì, se c’è da dire no, ditemi no. Sto parlando da solo, anche oggi? Può darsi e, nel caso, non sarebbe una novità. Quindi, poco male, non si vincono bamboline, non questo giro, non oggi, eh?
Accendo il televisore perché alle volte può essere utile, mi fa sentire meno solo e sembrano cazzate ma mi sa che non lo sono. Sento parlare qualcun altro e mi pare che le cose vadano un pelo meglio. Stare zitti è un delirio, mi prendono le patologie più idiote, poi mi spavento e devo urlare fortissimo, non va bene. Io sto zitto più o meno otto o nove ore al giorno, ce ne è abbastanza per riassumere la questione con un laconico "stai più zitto di quanto non ti capiti di andare a pisciare". Esatto. E poi passo le giornate a credere di avere qualche cosa da dire, il più delle volte mi contraddico per il gusto di capire quanto posso reggere senza incazzarmi come una bestia; alle volte non trovo la via di fuga e allora piango come un idiota. Sembrano cazzate, ma mi sa che non lo sono – parte seconda. Ho un fortissimo mal di testa, come non bastasse, e non posso prendere niente, io sono allergico alle parole, quindi se dico Aspirina mi viene da prudere, con Aulin mi faranno male i reni in meno di quattro minuti.
Poi c’è la questione delle persone. A me non piacciono, ed è un problema, non sono un misantropo, ma ho un livello di sopportazione praticamente inutile. Nel senso che non è un livello, è un presupposto. Cioè presuppongo che, come tutti, anch’io abbia una soglia sorpassata la quale mi incazzerei. Dato che m’incazzo e pure subito con chicchessia, ecco quella soglia o non c’è affatto o, al contrario, è davvero bassa ed inifluente. Tutto qui. Che poi non è che non mi vadano a genio le persone, è una questione di gente, e di facce. Ecco a me fa schifo la gente, le persone ancora ancora. Voi le avete mai viste le pubblicità in televisione, quelle che coinvolgono migliaia di figuranti, nelle quali ti presentano questi mondi assurdi che nulla hanno anche solo di parallelo con la nostra vita? Io è con queste cose che divento una bestia. Perdio, ma mi state ascoltando? »
« Prof, posso andare al cesso? »
« Ma vai un po’ dove cazzo ti pare, coglione. »

