Egregio Direttore
la prego di voler scusare la fretta con la quale mi permetto di commentare la prima pagina del suo quotidiano Libero in edicola sabato 5 giugno scorso. Mi creda avrei voluto dedicarle più tempo e maggiore spazio, ma è che mi si infila mio malgrado nella pubblicazione di un racconto in cinque puntate e quindi farò quanto posso per darle la giusta importanza ma non distrarre troppo i miei lettori dalle cose più importanti. Lei capirà: io ho la metà della sua tiratura quindi giochiamo su piani diversi, ma è pur sempre la metà e non un millesimo come si potrebbe pensare. Faccia i suoi calcoli con le sue bilance.
Mi spiego dunque. Il quotidiano che lei dirige usciva nella data citata con una enorme immagine di un ragazzo a volto coperto, zaino sulle spalle e fionda alla mano. Il titolo a caratteri cubitali ci interrogava se fosse più o meno doveroso "Votare per questi qui".
Mi rammarica il poco rispetto che mi sembra non voglia minimamente mascherare per chi non la pensa come lei o con lei non stia nel calderone del "bel pensiero", ma mi creda: se dio vuole nessuno voterebbe per "Quelli lì" non fosse altro che Quelli Lì in questione non si presentano alle elezioni. In nessuna lista.
E non mi accusi di bizantinismo, so bene che il titolo trae in inganno, anzi Lei per primo ben lo sa, ed è per questo che l'ha avvallato, quand'anche non l'abbia lei stesso deciso. Mi perdoni, sarò ruvido, ma è un modo schifoso e meschino di interpretare la professione giornalistica. Infatti si spiega nel trafiletto d'accompagnamento alla fotografia che: "I pacifisti sfilano contro Bush e inneggiano contro i morti a Nassiriya. Si schierano con il nemico. Dove passano sfasciano. L'Ulivo vuole portarli in Europa e al Governo. Per questo alle elezioni bisogna stare con Berlusconi".
Mi permetta di dissentire Egregio Direttore, lei è un repezzino. Mestierante. E schifoso fascista se posso permettermi. Ma è mia opinione, no?
Premettiamo che, le garantisco, io Casarini (e tutti i suoi bambini) non li posso vedere. Cosa ne segue, mi dica. Mi illumini, lei che vede oltre. Sarebbe forse che, essendo io schieratamente di sinistra quatomeno quanto lo è lei di destra, approvi il fatto che ci siano una massa informe di coglioni che si dilettano a sfasciare vetrine? Sarebbe forse che un Dalema, un Fassino (persone che non avranno il mio voto) si sentirebbero a proprio agio dietro ai passamontagna dei disobbedienti? Lei davvero crede che la Sinistra italiana sia rappresentata dai disobbedienti che inneggiano alle morti e rompono cassonetti?
Per sua norma e regola, Egregio Direttore (e le garantisco che fosse per me sarebbero ben più che perseguite certe azioni) due vetrine rotte ed altrettanti cassonetti dell'immondizia dati alle fiamme, sono quanto di meglio si possa rintracciare sulla piazza principale di Baghdad, lo chieda ai suoi inviati. Che la politica di chi ci illustra di sostenere con il nostro voto porta a morte e distruzione in gradi di molto superiori a quanto potrebbe anche solo immaginare un piccolo e stupido Casarini.
Ma so che Lei vede oltre ed è marinaio navigato. Lei sa cos'è la morte ed il terrore. Vero Direttore? Ora lo faccio io il sillogismo, Direttore. Mi segua, sono sicuro che non sarà affatto complicato.
Con il quotidiano che Lei dirige signor Vittorio Feltri esce Il Fascismo raccontato dai protagonisti, io lo so che lei chiama questa edizione un qualche cosa che mantenga memoria storica. Io però lo chiamo revisionismo ed apologia di Fascimo, fra le righe. Ora, converrà con me che alcuni esponenti del disciolto parito Fascista siano stati appesi in Piazzale Loreto nella città che ospita sia me che lei. Dato quindi che la sua testata non è nuova a certe discriminazioni ed altrettante invettive tipicamente fasciste il dubbio che lei lo sia ultimamente mi tange e non poco. Non che non le voglia riconoscere meriti che sul momento proprio non mi sovvengono ma sono fiducioso ci siano ma: dato che il quotidiano Libero ha una tiratura pressocché ridicola, che molti dei professionisti che vi lavorano sono pacatamente tarpati nell'ottica di una direzione editoriale sin troppo sopra le righe, e visto altresì che il suo direttore è uno stronzo fascista che gioca a fare l'ignorante (quando non lo è ed è per questo che è oltremodo indisponente), allora sarà il caso che si vada tutti quanti a votare per chiunque purché nello stesso esatto momento nel quale venisse eletto ci giurasse di toglierci dalle palle i poveri mentecatti che non dovrebbero aver diritto di proferire alcunché al cospetto di chicchessia.
Parlavo dei vari Casarini, signor Feltri. Ma se si è sentito chiamato in causa, faremo uno strappo anche per lei. Addio. E cerchi di riposare.

