La missione: target 1/3 - got him!
Dio mio, i Duran Duran. E io che per sbaglio giro su Mtv e… Notorius. A parte che sì, la risposta alla domanda erano gli anni ottanta una roba squallida? è affermativa, possiamo citare la fascia bianca in testa a Simon le Bon, o ribattezzare il tutto come l’era del fluorescente. Ma come facevamo ad andare in giro con le calze di spugna verde evidenziatore? E soprattutto perché? Ma buon dio, volete dire che tra una decina d’anni la linea così perfetta e assolutamente minimal nel suo preziosissimo stile metallico del mio mac mi parrà così desueta e pacchiana? Ma allora facciamo davvero parte del tutto.
Poi ho scoperto chi è quel bastardo che puzza d’aglio e riempie l’ascensore. L’ho aspettato alla chetichella in fondo alle scale; l’avevo già addocchiato il grassone orrendo. E difatti era lui. Non sapevo bene come affrontare la cosa, una sorta di prima volta. Potevo anche assalirlo e gridargli in volto che mi faceva schifo, invece..
- Salve.
- Salve, prego..
- Ecco, buon appetito.
- No guardi, l’appetito mi è passato.
- Scusa?
- “Scusi”, dicevo che l’appetito mi è passato.
- E c’entro io?
- Veda lei.
- Perché?
- Mai sentito parlare d’aglio?
- Buono. Troppo?
- Beh, ne ho sentito mettere di meno.
- Visto…
- No, no, sentito.
- Beh non cambio modo di mangiare perché a te non piace.
- Ed io non smetterò di farglielo notare.
- Buona sera.
- A lei.
Ecco, potete non crederci ma è andata così, davvero… Ora tocca a quello che sputa, sempre in ascensore, e l’altro stronzo che fuma ma quello dopo le nove, perché prima ne scende un altro che invece ha la pipa e quella dà meno fastidio.
Il cinese invece ho deciso di non affrontarlo, quello mi ammazza. E se fosse lo stesso che sputa? Azz… non ci avevo pensato. Ah, poi mi ero dimenticato di raccontarvi della volta che ho chiamato i carabinieri. Adesso vi spiego, io non sono uno spacca minchia perché non voglio che me la si spacchi a me. Ma non so come dire, non ne posso più della musica spagnola. Un mio vecchio amico li chiava i brani Mirando il mar… due palle grosse così. Ecco accade che non so per quanto tempo, ma almeno una settimanina buona, alle cinque del mattino si piazzava nella mia via (esattamente sotto il mio portone) una macchina che metteva a manetta l’autoradio con su sa dio quale pezzo, ma era un Mirando il mar. Ho provato a far finta di nulla, io, il resto della via credo che abbia davvero dato fondo a tutto quanto avesse in casa. Ho visto volare una sedia. Beh ad un certo punto non ne posso più e chiamo i carabinieri. Ricordiamocelo, si chiama disturbo della quiete pubblica, esiste, sfruttiamo. Insomma chiamo, ci mettono quella ventina di minuti a capire perché e percome, sino a che parlo con uno che dev’essere stato baciato da un moto d’intelletto e capisce il mio dramma.
Milano è una città di stressati, il buon uomo in divisa mi attacca una filippica al telefono che lui non ne può più, che
- Tu esci e poi questi hanno i coltelli e allora è difficile farli ragionare e… e provi poi lei!
- No scusi perché dovrei provare io, lei fa il carabiniere vada lei, io la chiamo, ho sonno e lei va, e coltelli o non coltelli…
- Arriveremo a Roma.
- Prego?
- No, la canzone…. Sa? Bomba o non bomba…
- La prego mi cominci a levare il flamenco dalle palle e poi le giuro che facciamo karaoke.
Solo io becco il carabiniere che fa le citazioni. Poi ne ho anche un’altra con gli ausiliari del traffico che non so se bruciarmi ora… ma si dai.
Allora una volta la settimana prendo su la Laura, mia sorella, la tengo a dormire da me e la mattina, devastati, ci svegliamo e la porto a scuola. Zona Moscova più o meno, beh, lascio la macchina con le doppie frecce ad un metro dalle scale d’accesso della scuola e l’accompagno ad attraversare la strada, saliamo in sieme, e la saluto dentro l’atrio, bacino bacino, finito.
Quanto ci avete messo a leggere quest’ultimo capoverso? Venti facciamo trenta secondi? Ma ad essere davvero lenti. Ecco ce ne avrò messo qualcuno in meno io, nel fare quanto vi ho raccontato. Torno alla macchina e? Multa. Che secondo me hanno i blocchetti precompilati, ma porca pera, come cazzo fanno a fare le multe così in fretta? Non ha senso! Dico vabbè, sono praticamente di fronte alla centrale dei vigili, stavolta la contesto e non ci sono cazzi.
Entro. Non c’è nessuno, aspetto un nanosecondo e arriva il ghisa con la mano alzata tipo bodyguard che copre la telecamera.. non mi ha fatto dire una parola.
- Guardi non mi dica un cazzo che anche io ne ho le palle piene, non gliela posso togliere, vaffanculo Albertini e i suoi cazzo di stronzi col giubbetto verde! Ma lo sa che ne ho presa una io e non me l’hanno tolta nemmeno a me!
- Eh.. pazzesco…
- No che qui le cose devono cambiare! Guardi io non sono mai stato comunista ma adesso non ne posso più sa? Io voto Bertinotti, altro che! Capito?
- Capito, capito…
- E glielo dica!
- Ah… sì, sì d’accordo non mancherò
Ma dirlo a chi? Ma che cazzo diceva ‘sto qui, ma vivo in una città di flippati! E quello che non mi vuole vendere le sigarette perché si sente il paladino della salute. Ma fatti cazzi tuoi o non fare il tabaccaio! Eh ma io mica volevo la licenza, sa mia figlia diceva che… e allora alla fine…
Io non volevo crederci, poi una sera rincaso e un pezzettino di puzzle si infila al posto giusto, una volta ogni tanto. E becco il puzzone dell’aglio. Poco, ma meglio che un pugno in faccia. Eppoi il Night with dei Duran Duran. La mia serata, dopo un po’ di nanna, si rianima, o più o meno.
I wish I had time, dice una pubblicità di non so quale marca in tv. Io sono pieno di tempo, vediamo di non prendere per il culo per piacere, comunque mi è arrivato il messaggio, solo mio, per carità.
Calma Simo, calma, prima o poi anche il tuo telefono squillerà mentre tu danzerai sotto la pioggia. Se poi dall’altra parte ci fosse Warren Cuccurulo, però, butta giù che tanto con un nome così a Milano si fa poca strada.

