Il re è nudo
Ho vinto partite complicate in passato. E ne ho perse altre di rara semplicità. Ho distrutto il ricordo ed il pensiero di persone vicine o banalmente tangenti, alle volte le ho rese trasparenti, inuitili e morte, infine.
Io non mi celo dietro alla stupida logica del perbenismo, io non provo vergogna nell'augurare la morte al mio nemico, il rispetto, l'onore delle armi, è un concetto che sublima il sentimento, per rendere assoluta la disfatta e più sarcastica la vittoria.
Io, con sincerità, preferisco vedere la morte ed il sangue, senza onore. Nè rancore.
Nel tiepido istinto di riportare a memoria quel che ero, ho quasi coscienza del cambiamento. Repentino. Dove un tempo tutto era quiete, ora è solo moto e contorcimento. Dov'era spensieratezza ora è un chiodo fisso che spinge e per sempre e ricorda l'improrogabile.
Che quando la giornata pallida e malinconica ci esortasse al rossore più bieco e maldestro, che se l'acre odore del digerito si insinuasse senza tregua, che se la spinta ci portasse all'ineluttabile, e nulla, non riposo, non un letto o due parole, non un sospiro e men che mai ristoro, ci desse sollievo se non correre, spediti, verso il nostro destino, beh se tutto questo fosse semplicemente vero..
Poche palle, dobbiamo andare a cagare.

