Io non ero uno con gli occhiali
Nasco un po' come tutti che sono perfetto, perloppiù lo resto... ma. Gia dopo pochi mesi mi si infila una roba di ferro nel sederino tondo e sodo, che conservo, che mi innietta una certa dose di schifezze, perché bisogna che il suo corpicino si prepari. Guarda brutto stronzo di un dottore che ti sentivo sai? Chi credi di prendere per il culo, anzi chi credi di pungere nel culo? Tu mi hai infilato in un sistema intonso e perfetto dei virus, sarà pure per farmici fare l'abitudine, ma perché? Io stavo da dio... e poi la prima febbre, ti credo!
Passano gli anni e i primi segni di decadenza corporale si fanno avanti; dopo che mi ero fatto un culo così a tirare fuori i denti, 'sti stronzi, mi cascano.. e gli altri sono tutti contenti! Ma cosa applaudite, sto perdendo i denti, porca eva, faccio schifo, c'ho tutto il sapore di sangue in bocca, le gengive molli... ridete e gioite perché non è capitato a voi, 'fanculo anche il topo che se era per mille lire mi tenevo i denti. Stronzo.
Poi una piccola rivalsa, laddove gli amici si tempestavano di brufoli orrendi e spurganti qualsivoglia liquame vi venga in mente, io, semplicemente, il 5 gennaio 1990, mi infilo a letto che c'ho tutto il visino pulito e sembro ancora un angioletto con i ricci biondi, a causa di una roba stranissima che nessuno ci ha capito niente, mi faccio i miei due mesetti di ospedale ed esco con la barba e la faccia che ho adesso. Ah nel frattempo cambio pure voce che così le ho fatte tutte.
Mi scopro comunista, che è un bel perché. Ed eterosessuale, che è un altro bel perché.
Schiocco le dita (un po' tante volte, invero) e mi trovo con un onesto 56/60 di maturità sul gobbone e mi infilo a lavorare. Il declino. Sono oramai passati sette anni emmezzo da quel giorno e, nel tempo, ho perso i ricci, ho perso il biondo, è rimasta la barba e se ne è andata la vista, ma no... io no. Non ero il compagno di banco con gli occhiali.
Se mi incontraste per la strada fate finta che non li abbia. Ma ricordatemi di metterli che altrimenti vi saluto i sacchetti della spesa pensando abbiate un cane giallo col cappottino griffato esselunga.

