I waited till a saw the sun
Ho scritto per quel che odio, uno sfogo. Ma, e non vi parrà vero, ci sono anche molte cose che amo, a dispetto di come appaio o di come si desidera ch’io appaia. Trovo squisito il freddo e la nebbia. Mi ci trovo è un clima di cui non posso fare senza. Rende tutto attenuato, perché io odio gli angoli vivi. Mi piace stare nel letto, e lì restare per ore, stropicciare le lenzuola e lasciarlo sfatto; che così mi trovi la sera rincasando.
Mi piace il cioccolato, e mischiarlo con qualunque cosa che sappia d’agrumi. Ho i miei equilibri nel fare colazione. Nel farla al bar la mattina, sottolineare con intenzione che il cappuccino lo voglio tiepido, e trovarlo tiepido sul serio sulle labbra.
Mi piacciono le ragazze in mutande e maglietta e i capelli lunghi, quando mi sorridono con gli occhi e l’animo, e quando hanno la gonna e piangono. Mi piace uscire dalla doccia e sentirmi un po’ più nuovo. Credere che le cose vadano meglio se leggo un libro che mi piace. Mi piace comprare il giornale e sapere che resterà intonso per giorni interi, che il Manifesto è una specie di enciclopedia che si consulta alla bisogna.
Mi stupisco e rido, scemo, con i film che parlano delle storie che non ho avuto e piango con quelli che raccontano quelle che ho chiuso, nel bene e nel male. Mi piace l’arte e la fotografia. Adoro il teatro e le maestranze. La linea delle ballerine in sala prove, l’odore della tecnologia appena comprata.
Resto estasiato dalle cassette degli attrezzi, comprerei tutto ma non so fare niente. Adoro i gadget delle patatine e trovare le vecchie cassette di musica che ascoltavamo in macchina con i miei genitori quando ero piccolo.
Mi innamoro degli attimi di nulla che gli altri non vedono. Sono solo miei e ne sono geloso. Mi ci incastro e nell’incastro li fermo per sempre, perché mi piacciono le fotografie ed il farle. Ma restano a me. Non le condivido.
Mi piacciono i Peanuts perché è poesia pura, e chi me li regala, in qualsivoglia forma. Il Nescafé in dose tre a uno (zucchero - caffè), la crostata di mirtilli, ed Instant Karma di John Lennon. Mi piacciono i Quattro Salti in Padella e regalare i fiori. Sia agli uomini che alle donne. Ho scoperto che è bello conoscere persone nuove, e rischiare nel farlo.
Resto estasiato quando un’orchestra si intona, dall’ora prima dell’alba e dai Muppets. Non trovo parole per i Beatles, Mozart, per chi conoscesse tutti i rivolti di pianoforte di Firth of Fifth ed il ghiacciolo all’anice. Ruberei per il gelato, qualunque gusto, ed ogni prodotto di Apple.
Alle volte, esco di casa e spero che non sia girato il vento, che se ne andrebbe Mary Poppins e mi commuoverei sfogandomi, solo, con Bert.


