Circolare, circolare
Immagino un boato, forte e da spaccare le orecchie. Talmente da non riuscire a sentirlo tutto. E come un tempo s'incontravano i matti che parlavano da soli con l'auricolare e si pensava che fossero solo matti ed oggi, invece, incontrando i buoni vecchi pazzi si pensa siano al telefono con l'auricolare, ecco con questo stesso moto e la pacata consapevolezza del già visto e del già sentito penserei: « Cazzo, è già fine d'anno ». Invece no. È la guerra.
Le vie intorno a Lorenteggio sono tristi e puzzano di signora che dà da mangiare ai gatti, non ci fai niente. Hanno addosso quella luce da sfigato, i colori gialli. Le ombre lunghe da giordinetto incolto, le altalene scrostate. Torno a casa che è da poco passata l'una, e.
- Mi scusi è successo qualcosa?
- No, tutto ok, perché?
- Perché? Beh, il perché è semplice, vede, io sto contando due macchine della polizia, altrettanti camion dei pompieri e un'ambulanza tutti quanti con i lampeggianti accessi, o date un rave per signori di mezza età in uniforme o vorrei sapere cos'è successo, sa com'è io ci abito qui...
- Non sappiamo ancora. Forse hanno ucciso una donna.
- Bene, m'immagino quando non è tutto ok.
Ma casa mia era salva, non che non speri di vederla saltare in aria, questo va detto, che quando ho visto tutto quel casino - giuro - ho solo pensato ai miei computer ed alla macchina fotografica, ma speravo che non fosse successo ancora niente, non sino a quando me ne sarò andato. Poi quel palazzo può sprofondare al centro della terra che non mi frega niente.
- Quindi posso entrare in casa?
- Certo, buona notte.
Mi piacciono i vigili del fuoco, hanno quella flemma di chi le sa tutte e ne ha viste di grosse. Ti fanno piovere le robe dall'alto, come i medici che sino a quando non ti vedono morente, non è mai nulla d'importante o di cui preoccuparsi.
Ad aspettare l'ascensore siamo in undici, considerando che il trasporto massimo è di quattro persone me la sono presa comoda. L'ultimo viaggio, una staffetta, eravamo tutti quanti premuti dentro come sardine, ma ero tranquillo. Si fosse anche fermato c'erano due pompieri con me. È come farsi una dose di eroina di fronte al pronto soccorso, poco romantico se volete ma ci si appropinqua meglio all'eventuale disfatta.
Ci arrivo in casa, mi spoglio e mi metto a letto. Passa qualche secondo e mi suonano alla porta. Sono ancora loro, anzi c'è solo un poliziotto e un pompiere.
- Buona sera, scusi il disturbo, davvero (troppo revernziali, quasi fastidiosi), sa, c'è una persona che non riusciamo a raggiungere al sesto piano, forse sta male...
- Sì, sì... per carità la so, prego. Ci mancherebbe altro. Ma guardi che questo è l'ottavo piano, se dovete andare al sesto non vi conviene il piano sotto?
M'interrompe il polizziotto.
- Faccia strada, che sappiamo noi.
- Faccia strada... è tutta qui, non è che si perde. Stia tranquillo.
Calze e mutande stese, un pacco di biscotti sul letto il resto ha una minima decenza, ma proprio minima.
- Sa, ho dato il giorno libero alla servitù... e passi pure di qui che l'ala nord è ancora d'arredare; ho due salotti Luigi XIV in cantina, vanno restaurati.
- Facciamo i giocosi? (i giocosi? ma come parla?)
- Sì, non si può?
- Ammazza che freddo che c'è qui dentro!
- Ah, sì? Io ci sono abituato, è il mio igloo, ma lei è un vigile del fuoco, ovvio, fosse stato un vigile del ghiaccio non se ne sarebbe neanche accorto.
- Siamo in compagnia di uno nuovo Carl Marx.
- Veramente era Groucho, Carl ha fatto altro nella vita, ma apprezzo lo sforzo.
- Ci fa vedere il terrazzo?
- Ecco, ma ribadisco, ci sono nove metri di parete a novanta gradi sino alla signora di sotto (che nel frattempo era viva e vegeta anche se urlava come la stessero scuoiando), sicuri di non essere più comodi dal piano di sotto?
- A me mi chiamano Uomoragno, che poi li odio i ragni...
- Siamo in due, e comunque io odio anche gli uomini.
- Paolo, Paolo! Ha ragione il ragazzo non si passa di qui, andiamo dal vicino...
Ecco bravi, via dalle palle. Fate gli eroi dal vicino e passatevi buone feste.
Ma non poteva accadere stasera? Un diversivo. Uno qualunque. Sì, stasera mi sarebbe andata bene, che visto che sono uno stronzo il capodanno lo passo a letto. Non mi è mai fregato niente. Oggi non ho motivo per obbligarmi a fare altro. Alla faccia di tutti voi altri.
Poi magari mi avrebbe svegliato un boato, uno di quelli che sono tali e tanti da non riuscire a sentirne la fine. Che pensi: « Cazzo, è già capodanno! » E invece, no. È la guerra.
Mi distrarrei ancora per un poco, per poi morire come tutti in un giorno di festa coatta. Ma senza la calca delle piazze, senza i brindisi, senza il conteggio alla reversa. Ma solo, così, comodamente nel mio letto.

