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L'errore umano - parte 2: Piu Miu

Io abito a Milano in una zona comoda comoda, che i miei genitori verrebbero pure a trovarmi se non fosse per il jet lag. E non ho un buon rapporto con la popolazione orientale. Non è la prima volta che affronto l’argomento, era già capitato che mi trovassi un tipico esponente delle Yakuza travestito da cuoco nel cortile del condominio (con tanto di coniglio squoiato in una mano e mannaia sanguinante dall’altra) che mi vaticinava tutti gli I-Ching a memoria in un dialetto sconosciuto nel mentre del mio voler gettare l’immondizia. Un’altra volta, invece, uscendo dal bagno di una specie di pensione urbinate, trovai una piccola Yoko Ono completamente nuda che mi invita a fare la doccia con lei… stendiamo un velo pietoso. Ma ieri sera è stata l’apoteosi.

Si organizza, cause contingenti come di consueto, una fantastica cena McDonald’s a casa di Grandam con la sporadica e piacevole presenza di Mizuage e dell’Annina che, al solito, deve usare la camera oscura. Sasaki nel raggiungerli si prende l’incarico di passare per il Mac di di via Farini a prendere quanto avrebbero consumato. Questo era il piano, ora vi racconto cos’è accaduto perché sembra una barzelletta ma è tutto vero. La mia personale lotta con i commessi non si placa, sono catalizzatore di inetti. Ne prendo atto.

Entro schivando le fortissime pallonate che sbucavano fuori dai maldestri tiri in porta di una partitella serale organizzata nel parcheggio antistante che vedeva le selezioni di Marocco e Senegal sfidarsi all’ultimo parafango ammaccato e mi ritrovo, stranamente, di fronte al nulla. Al banco, né in qualità di clienti né di inservienti, era presente alcuno.

Mi avvicino e attendo. Niente. Passano forse due minuti (che sono lunghi) e sbuca fuori lui, Piu Miu: ecco il nostro uomo.

Constatato l’occhio a mandorla, subito dirigo lo sguardo sulla targetta del nome e trovo conferma delle mie più drammatiche aspettative: Piu Miu, cazzo, sarà dura, già me lo sento. Considerando che raramente ho torto, mi pregavo l’errore ma niente da fare, tutto di lì innanzi sarebbe andato esattamente come vi avrei potuto dire in quello stesso istante senza che le cose avvenissero realmente.

Ora, partiamo dall’assunto che è oramai patrimonio pubblico che gli inservienti dei fast-food debbano superare durissimi test di rincoglionimento per poter avere il posto, ma una cosa come quella di ieri neppure Ronald McDonald’s se la poteva immaginare: Lui che ti guarda con gli occhi inniettati di sangue dall’alto della propria imbarazzante somiglianza con il Kinghiano The IT. Neppure lui. Uno come Piu Miu supera di gran lunga qualsivoglia aspettativa, straccia ogni record e diventa campione del mondo della mia personalissima graduatoria di mentecatti distribuiti sul globo. Anche il pattinatore sull’olio (altro dipendente McDonald’s di Corso Vittorio Emanuele) ha dovuto soccombere, scalzato e relegato al secondo posto; cosa volete che fosse il suo dilettarsi a pattinare da un lato all’altro del bancone su una chiazza d’olio nauseabonda ignorando chilometri di coda quando ci si trova di fronte un colosso come Piu Miu…

- Salve.
- Sì, salve… allora le sto per dire solamente panini.
- Ma noi vende anche patate, biscotti, gelati… patate già detto?
- (Cristo!) Sì, l’ha già detto, intendevo che…
- Dove?
- Dove cosa?
- Là.
- No, non Là, l’ha… « lei lo ha gia detto… » ma intendevo comunque che sto per ordinare solo panini e non menù.
- Chi?
- Chi, che?
- Lei.
- Merda. Ma cos'è un videogame? Datemi subito il mostro finale vi prego...

Sasaki ignorava completamente che anche i cinesi non conoscono minimamente l’uso della terza persona nel distaccato discorrere usando il Lei, e corresse subito il tiro ma solo per cercare di venirne fuori il più in fretta possibile, nessuno sconto ai mentecatti, solo questione di priorità: prima mi dai i panini pirma ti dimentico.

- No, Piu.. mi riferivo a te. Ma lasciamo perdere, ok? (io poi mi spazientisco e li tratto anche un po’ da coglioni) Forza ripartiamo dall’inizio, allora: vorrei solamente dei panini, niente menù chiaro?

Annuisce, segnale negativo. Non ha capito un cazzo.

- 2 McChicken, un 280gr, 2 McBacon ed un Cordon Bleu
- Big o medi?
- Piu, leggi il labiale, niente menù. Solo panini.
- Menù conveniente. Ci sono patate e bibita, costa meno.
- Ma io non comprerò né patate né bibite, ora se la smetti di farti i cazzi miei per una ventina di minuti mi ordini questi panini?

Li ordina ed io attendo, con calma. Nel frattempo la responsabile del ristorante (perché li chiamano ristoranti, sia chiaro), che poi è quella con la maglietta blu ed il cappellino più figo, si degna di fare capolino da chissà dove e si impianta all’angolo lontano del bancone per assistere alla scena.

- Sono 16 eulo e 50.
- Alla faccia del cazzo Piu, ecco.

E porgo 21 euro e 50 centesimi. Sì ho fatto lo stronzo, ma considero che la matematica non dipenda dalla lingua e dato che non si trattava certo di calcoli trigonometrici e che il registratore di cassa può fare la sottrazione per conto tuo, non vedevo il problema, ma lo potevo intuire. Non limitate mai la vostra fantasia in un McDonald’s. Infatti Piu mi osservava incarnando il tipico glamour di una statua di cera e non muoveva un muscolo.

- Piu?
- Sbagliato!
- No, Piu. Sbagliato tua zia, sono 21 euro e 50.
- Tloppi!
- Mai sentito parlare di resto? Cifra tonda?
- Non ho cinque.
- No, Piu, controlla bene, non è che non hai cinque, è che non hai proprio la cassa. Cosa credi che stia facendo la signora laggiù in fondo con il completino da riserva dei New York Yankies? Credo che ti volesse suggerire che dovresti mettere il cassetto dei soldi nel registratore prima di sparlare… ecco, guarda, aspetto ancora un po’ tanto i panini ancora non ci sono, fa’ con calma.

E lui mi ha preso alla lettera. Prende e se ne va. Lo vedo basculare avanti e indietro nella luce che mi concedeva la porta sul retro semi aperta e lo vedo parlare al telefonino. Guardo un poco allibito la responsabile che nel frattempo metteva radici di fianco alla vetrinetta dei docli e delle insalate (non approfondiamo l’accostamento) ma ovviamente non ottengo alcun tipo di feedback, non che mi aspettassi molto invero.

Piu torna, mi porge finalmente i miei cinque euro e va a prendere i panini.

- Tle di questi?
- Piu, sono tre Royal questi?
- Sì si, buoni.
- E chi si ne fotte non ce lo mettiamo? Io non li volevo i Royal volevo una valangata di altri panini ma i Royal no… come la mettiamo?

- Mmm…
- No, Mmm un gran par di palle! Piu, santiddio, sono 15 minuti d’orologio che sto in questo posto… ti sembra Fast come food? A me no. Cerca di venirmi incontro anche te, per piacere.
- Mangio io e cambio.
- Buon per te, magari con la pancia piena reagisci meglio MA mangi dopo ok? Prima la mia roba, poi il tuo sacrosanto festival del colesterolo.

E Piu mi ritorna indietro con i miei panini, me li ripone in un vassoio e comincia un po’ a storcere lo sguardo, poi tutto il viso contrito, poi gli occhi si bagnano come una pozza che si riempie, balbetta, indietreggia, si copre il volto con le mani e comincia a chiedere scusa e piange come una vite tagliata e…

- Dio mio, Piu ma no… ma sta’ tranquillo, sei stressato… e non ti biasimo, hai fatto un po’ tanto casino ma fa lo stesso, su forza, reagisci.

- Io… perché i panini, non i soldi… del menù niente patate e..
- Piu, fai il bravo e lascia perdere, chi se ne frega. Alla fine il resto è giusto i panini, dopo aver trebbiato il grano, sgranato la soia, fatto la farina, il pane, ammazzato la mucca, frollata la carne, tirato il collo ai polli, raccolto gli ortaggi, impastato le salse, tagliato gli alberi per fare la carta e raffinato il petrolio per la plastica delle confezioni me li hai dati; facciamo che ci mettiamo una bella pietra sopra? Dài non importa davvero, te lo garantisco, non mi crederai, ma in proporzione sono più sfigato io solo che non te lo sto a raccontare sennò mi dovresti dire quando hai i prossimi dodici anni liberi…

- Quando?
- Cosa?
- Lacconta?
- Piu, ti stavo salvando capisci? Non ricominciare che sennò poi mi accanisco.

E arriva Marcos, forse cileno, non saprei. Lo prende, lo strattona, mi sorride, lo allontana con un paio di calci che soffiano nell’aria senza prenderlo, mi sorride ancora abbozzando un buon appetito. Piu si fa ancora avanti, prova a prendere la parola, Marcos lo ignora stile barzelletta e si fa scudo per la mia vista, lui da dietro il faccione del latino sbuca fuori una po’ a destra e un poco a manca tipo fumetto giapponese, che il lacrimone già ce lo aveva…

Uno strazio, un imbarazzante strazio. Dio mio, anzi, Piu Miu.

Undici a sette per il Senegal, nel frattempo. Gran bella partita e neppure uno specchietto retrovisore rotto, mica poco. Sudati marci nel pieno di un nebbioso sei gradi marcovaldianamente malinconico… una cosa da pleurite immediata, io non sarei resistito un minuto di più; ma Mobù c’ha il polpaccio allegro e la fisicità di un Bronzo di Riace, che cazzo gli frega a lui, tanto fra un accendino venduto in metrò ed un vetro lavato all’angolo di un incorcio non c’è mutua che tenga. Lui, e che lo sappiano gli altri e che lo temano d’ora innanzi, ha fatto una tripletta. Capite?

Gli altri della saga L'Errore Umano:
Piu Miu, Dario, Alessio, Jessica, Sara, Mr. Wong, Annamariassuntina

Giovedì, 13 Nov. 2003
tag: Errore Umano [9]
23:52

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