L'italiano, brutta bestia
Non è la prima volta che mi accanisco sull'argomento, oggi sarò buono e per nulla prolisso. Io credo che in Italia (ma siamo un po' specchio del mondo in realtà) ci stiamo tutti fottendo da soli. Ci hanno abituato a non dare valore alle parole; a dimenticarci la potenza delle cose, credo che sia un dramma. E ovviamente non sto riuscendo a comunicarvi quanto grave sia per me la questione.
Perché 'dramma' non vi basta più. Perché se piove due ore è Alluvione, se ne piove tre è Nubifragio, dopo le sette consecutive arriveremo ad Apocalisse, prima o poi.
Ma porca troia: ma avete presente cosa sia l'Apocalisse? ma andate a leggere, la trovate in tutte le chiese, gratis. Nessuno sforzo, aprite e leggete. Io l'ho fatto. L'Apocalisse è un delirio di diavoli ed angeli e terre che si spaccano e vulcani e le mamme girate. Ma allora? ma vi sembra la stessa cosa?
Si, direte, ma il senso metaforico... basta metafore. Parlate chiaro, la gente si sta rincoglionendo e crede che Vieri faccia dei capolavori nella vita per guadagnarsi la pagnotta: no, Vieri è un bisonte che corre e fa goal, o almeno dovrebbe.
E poi se ogni goal è un capolavoro, considerando che ne fa un quarantina l'anno, non vi sembra di correre il rischio di inflazionare un poco la parola? Dài, lo sforzo è minimo. Chiedo solo di ridare il giusto valore alle cose. Anche per chi se le sente dire. Provate a dire Ti Amo ad una persona 20 volte al giorno. Dopo un mese, non si muove più niente, dentro intendo. È un suono come un altro. È un dramma.
Se piove per un giorno e vengono giù due alberi e ci sono tre morti, non è l'Apocalisse, trovate altro, piuttosto Sfiga. Perché sennò il giorno che dovesse arrivare davvero, l'Apocalisse, rimarrete lì esterefatti, a morire nel silenzio del non aver trovato la parola giusta che descrivesse cosa vi stava uccidendo.


