Città da bere
A milano le cose, alle volte, ti scorrono addosso e non te ne accorgi neanche. oggi possono essere pensieri e stagioni intere, domani il 33, che è un tram, e non sarebbe piacevole, quindi i milanesi sono piuttosto abituati a stare con gli occhi aperti e, tendenzialmente, a fare in fretta.
il microcosmo cittadino, sostanzialmente, si sviluppa attorno alle proprie personalissime caratteristiche, alle singole abitudini. ecco, dietro queste cose si costruiscono i mondi, si concatenano le vite, le esperienze. a milano la vita ha una corsia preferenziale e sopratutto tira dritta ai semafori, cosa che noi non possiamo fare, quindi si nasce in ritardo. per il resto rincorri.
immaginando che la vita sia una specie di tessera a scalare, cioè che parte piena e man mano la svuoti, allora possiamo immaginare che il viaggio sia sostanzialmente a ritroso. in realtà saremmo dunque partiti dalla meta... interessante. milano ti deconcentra e ti fornisce una tale quantità e qualità di input che io, ed altri, ci difendiamo aggrapandoci alle sciocchezze. vestendo i panni dell'opinionista nascosto tra la folla piuttosto che del filosofo Colline ma senza zimarre da vendere né un motivo per farlo. milano è tosta. ma adorabile. perché esistono personaggi come i coolseeker che già da soli fanno la differenza.
non ho detto che ci sono solo a milano, ho scritto che anche a milano ci sono. la prevenzione del campanilismo sui blog è la parte decisamente più noiosa.
c'è gente che di mestiere cerca le persone cool, quelle fighe, insomma cool lo capite tutti... altrimenti andate per associazione d'idee. bene. vi immaginate il lavoraccio del coolseeker? a parte tutto, c'è una responsabilità, c'è il fiuto (seeker), c'è il non poter mai - mai - dire: Ragazzi, basta dai... un po' di sincerità perdìo. no, non puoi mai, sempre sorrisi - un cuba - ma ciiiao! - me li fai due sex, Nebo?
perché il barista lo conosci e i cocktail li sai fare meglio tu di lui, oh mio coolseeker in cirrosi, ma Nebo - che poi c'hanno sti nomi - eh ragazzi nebo è nebo. capivo Nembo (personalità affranta, ti riscopro in dosi omeopatiche ma sai essere profondo - leggi, si ho comprato DylanDog il mese scorso). Vi dico di più avrei capito anche Nerbo (ognuno ha il suo fascino)... ma nebo. cmq queste sono paranoie mie.
il fatto è che milano ha questa fettina di torta che non puoi non considerare, c'è. e te la cucchi assieme a tutto il resto. esistono dei momenti di OUT totale, e di IN deflagrante. e nascono nei licei. per mia esperienza, che non sono stato un liceale milanese, nasce tutto da li. dal Parini, dal San Carlo, dal Manzoni, dal Berchet. non sono solo scuole, o cmq non solo di latino e greco, sono lobbies. manca solo che si mettano a pisciare sui muri per segnare il campo. sono lobbies, ve lo garantisco.
gli stessi locali serali sono poi infarciti di compagnie che smuovono capitali che neppure immaginate; un tipo arriva da Miami con le chiavi appese al collo, beccato! 30secondi dopo il coolseeker s'era guadagnato la pagnotta. non vi racconto palle. è tutto partito da milano.
ve la ricordate l'estate di "Valerio!!!!! " tutta l'italia gridava sto nome, anche le mamme e le nonne sui litorali... divertite. Io c'ero. è accaduto durante un Adidas Sport Sreet, o come cazzo si chiamava, fatto al parco Sempione. un tipo era cotto, ma stracotto di fumo, bong, cilum ecceterà, e aveva perso l'amico. chiama uno, chiama due... e il parco sempione intero che era più cotto di lui s'è messo ad urlare... VALERIO!!! e vià, il giro d'italia, altro che tim tour.
amici e concittadini non già di una città ma della nostra nazione, sappiate che state assistendo ad una milanesizzazione dell'italia. nulla di male, per quanto mi riguarda io ci sto da dio a milano ma mi sono abituato. non mi credete? rileggete la premessa. ho detto che la vita si costruisce su piccole porzioni di esperienza diretta ed assolutamente personale. il microcosmo milano diviene universo statistico... siamo abbastanza, siamo tanti e differenti e quel che facciamo, spesso, viene poi assunto piuttosto velocemente dal resto delle regioni. mi sbaglio? ok, quante e quali sono le Radio più famose d'italia e da dove trasmettono? e le televisioni, i comici di zelig fanno battute sullo stato della martesana, io rido, voi no. non raccontatemi palle. ridono solo i milanesi quando qualcuno in radio racconta quanto gli stanno sul cazzo i tipi delle metropolitane che ti fanno passare senza controllare l'abbonamento. non importa se accade anche a roma. non è la stessa cosa. Durante lo zoo di 105 (che si fa un bella milionata di ascolti mica cazzi), in realtà, stanno evangelizzando il verbo di milano non stanno facendo una trasmissione.
quando una maglietta (A-Style piuttosto che GURU) parte da milano, alè tutti su!
ribellatevi, fatelo per voi e per noi. milano è una sola non la puoi stendere su tutta la superfice italiana, non va fatto. ci sono già tante piccole milano sparse per la riviera ligure... sestri levante, dove ho abitato a lungo, è un distaccamento del centro a due passi dalla riva del mare. è imbarazzante, incontro più gente di milano a sestri che non qui a casa mia. non si fa.
oggi milano sta all'italia come un tempo l'italia stessa stava all'albania.
anche politicamente, per quanto vi è possibile e giuro di abbandonare subito l'argomento, non fatevi governare da chi ha trasformato una città in un qualche cosa da bere. perché le città non si bevono, si vivono al più ma non si bevono. basta spot, basta claim, basta coolseeker... milano se li gestisce è un'abitudine, ci si passa sopra, con il 33 alle volte. in italia sta avendo effetti scomposti che porteranno al collasso; mi hanno raccontato di bambine di tre anni che volevano andare a cattolica per imparare la babydance (fra l'altro sulle puttanate tipo Capitan Uncino). un problema, addossato su 2milioni e qualche cosa di persone, è più o meno circoscritto, su 60milioni di facce diventa d'imperscrutabile destino. poi finisce che ci si beve una città... e quando ci si vorrà bere una nazione?
le città non si bevono.
non. si. be-vo-no.
chiaro?

